Estratto di foglie (EGb 761) con ginkgoflavonglicosidi e terpenoidi; supporto alla microcircolazione cerebrale e alla memoria.

Il punto più importante è che il ginkgo non è un “potenziatore della memoria” affidabile per adulti sani: il suo impiego con dati più solidi riguarda sintomi già presenti, soprattutto nella demenza lieve-moderata, e anche lì l’effetto è modesto. Gli estratti standardizzati di foglie, in particolare EGb 761, contengono circa il 24% di ginkgoflavonglicosidi e il 6% di lattoni terpenici; le dosi cliniche più usate sono 120 mg due volte al giorno, per 22-26 settimane negli studi sulla demenza. Ha senso valutarlo in persone con diagnosi di Alzheimer o demenza vascolare lieve-moderata quando l’obiettivo è un piccolo miglioramento o rallentamento di sintomi cognitivi, funzionali o neuropsichiatrici, non una guarigione. Non ha senso usarlo per prevenire la demenza: nello studio GEM su 3.069 anziani seguiti per una mediana di 6,1 anni non ha ridotto l’incidenza di demenza. Non è una scelta prudente se assumi warfarin, apixaban, rivaroxaban, clopidogrel o aspirina ad alte dosi, se devi sottoporti a chirurgia, se hai epilessia non controllata o sanguinamenti ricorrenti. Anche per acufene, memoria negli adulti sani e claudicatio intermittens i risultati sono inconsistenti o troppo piccoli per giustificare aspettative forti.
Il meccanismo del ginkgo è plausibile ma non completamente dimostrato nell’uomo. I lattoni terpenici, soprattutto ginkgolide B, antagonizzano il recettore del platelet-activating factor, una via coinvolta in aggregazione piastrinica, infiammazione e tono vascolare; questo spiega sia parte dell’ipotesi microcircolatoria sia il rischio emorragico. I flavonoli come quercetina, kaempferolo e isoramnetina hanno attività antiossidante e modulano segnali come Nrf2, NF-κB e stress mitocondriale, ma gran parte di questi dati deriva da colture cellulari o modelli animali a concentrazioni non direttamente sovrapponibili all’integrazione orale. In modelli preclinici EGb 761 riduce perossidazione lipidica, disfunzione mitocondriale e neurotossicità da beta-amiloide, e può influenzare trasmissione colinergica, glutamatergica e captazione della dopamina. Negli studi clinici l’effetto più misurabile non è un singolo pathway, ma un cambiamento piccolo in scale cognitive e funzionali. La vasodilatazione dipendente da ossido nitrico e la riduzione della viscosità ematica sono ipotesi coerenti con alcuni dati su perfusione cerebrale e oculare, ma non provano automaticamente un beneficio clinico.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Prevenzione della demenza: beneficio non dimostrato
ForteLo studio più solido è il Ginkgo Evaluation of Memory Study: 3.069 adulti di almeno 75 anni, con cognizione normale o lieve compromissione, hanno ricevuto 120 mg di EGb 761 due volte al giorno o placebo per una mediana di 6,1 anni. Il ginkgo non ha ridotto la demenza totale: hazard ratio 1,12, intervallo 95% 0,94-1,33. Per l’utente pratico significa non usarlo come assicurazione preventiva contro Alzheimer o declino cognitivo.
Sintomi cognitivi nella demenza lieve-moderata
ModerataNella revisione Cochrane di Birks e Grimley Evans, 36 studi randomizzati su 4.423 persone con demenza o deficit cognitivo hanno valutato estratti di ginkgo, spesso 120-240 mg/die. Le analisi più favorevoli riguardano 240 mg/die per 22-26 settimane, con miglioramenti statisticamente significativi in scale cognitive rispetto al placebo. L’effetto non è grande e gli studi sono eterogenei, quindi ha senso solo come supporto sintomatico monitorato, non come trattamento sostitutivo.
Funzionamento quotidiano e sintomi neuropsichiatrici nella demenza
ModerataLa meta-analisi di Gauthier e Schlaefke ha incluso 9 studi randomizzati con 2.561 pazienti con Alzheimer, demenza vascolare o mista, trattati soprattutto con EGb 761 240 mg/die per 22-26 settimane. Oltre alla cognizione, sono emersi miglioramenti in attività quotidiane e sintomi comportamentali rispetto al placebo. Il dato è clinicamente interessante quando agitazione, apatia o autonomia sono problemi concreti, ma richiede valutazione medica e obiettivi misurabili.
Ansia generalizzata o disturbo dell’adattamento
LimitataWoelk e colleghi hanno studiato 107 pazienti con disturbo d’ansia generalizzato o disturbo dell’adattamento con umore ansioso, assegnati a EGb 761 480 mg/die, 240 mg/die o placebo per 4 settimane. Il punteggio Hamilton Anxiety è sceso di circa 14,3 punti con 480 mg, 12,1 con 240 mg e 7,8 con placebo. È un segnale positivo, ma breve e con un solo studio principale: non sostituisce psicoterapia o farmaci indicati.
Glaucoma a pressione normale e campo visivo
LimitataQuaranta e colleghi hanno condotto un piccolo studio crossover su 27 persone con glaucoma a pressione normale e danno del campo visivo preesistente. La dose era 40 mg di estratto di ginkgo tre volte al giorno per 4 settimane. Sono migliorati alcuni indici del campo visivo senza variazioni della pressione intraoculare. Il campione è troppo piccolo per cambiare la terapia: può essere discusso con l’oculista, mai usato al posto dei colliri.
Claudicatio intermittens
MistaLa meta-analisi di Pittler ed Ernst su 8 studi randomizzati, per circa 415 pazienti con arteriopatia periferica, ha stimato un aumento della distanza di cammino senza dolore di circa 34 metri rispetto al placebo. È un effetto piccolo, vicino al limite di rilevanza pratica. Inoltre studi successivi, come Gardner su 62 adulti trattati con 300 mg/die per 4 mesi, non hanno confermato benefici robusti sul treadmill. Esercizio supervisionato e terapia vascolare restano prioritari.
Acufene
MistaIl grande studio di Drew e Davies ha arruolato 1.121 persone con acufene in un disegno randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. Il trattamento con ginkgo per 12 settimane non ha prodotto un miglioramento clinicamente superiore al placebo nei sintomi riferiti. Alcuni studi più piccoli suggeriscono segnali in sottogruppi, ma il dato complessivo non sostiene l’uso routinario. Se l’acufene è recente, monolaterale o associato a perdita uditiva, serve valutazione ORL.
Memoria e attenzione in adulti sani
MistaSolomon e colleghi hanno randomizzato 230 adulti sani sopra i 60 anni a ginkgo 120 mg/die o placebo per 6 settimane, valutando memoria, attenzione e funzioni esecutive. Non sono emersi miglioramenti significativi nelle misure neuropsicologiche principali né nelle valutazioni dei familiari. Studi acuti con dosi singole mostrano risultati variabili e spesso piccoli. Per un adulto sano, sonno, esercizio e controllo pressorio hanno un rapporto beneficio-prova molto migliore.
Legenda livelli di evidenza
Negli studi sulla demenza la dose più usata e meglio documentata è EGb 761 240 mg/die, spesso 120 mg due volte al giorno, per 22-26 settimane; alcuni studi più vecchi hanno usato 120 mg/die. Per ansia sono stati testati 240 e 480 mg/die per 4 settimane, ma 480 mg/die non è una dose da iniziare senza supervisione medica. Per glaucoma lo studio piccolo ha usato 40 mg tre volte al giorno, quindi 120 mg/die. La forma da cercare è un estratto secco standardizzato di foglie, non polvere grezza: deve dichiarare circa 24% ginkgoflavonglicosidi, 6% lattoni terpenici e acidi ginkgolici ridotti, idealmente sotto 5 ppm. EGb 761 è l’estratto più studiato perché standardizza queste frazioni e limita composti irritanti o potenzialmente allergenici. In etichetta controlla estratto, rapporto droga/estratto, titolazione, dose per compressa e presenza di avvertenze su anticoagulanti.
Il problema principale è il sanguinamento. Il ginkgo va evitato o usato solo con controllo medico insieme a warfarin, acenocumarolo, dabigatran, apixaban, rivaroxaban, edoxaban, clopidogrel, ticagrelor, prasugrel, aspirina antiaggregante e FANS come ibuprofene o naprossene, perché l’antagonismo del platelet-activating factor può sommarsi all’effetto dei farmaci. Sospendilo 7-14 giorni prima di interventi chirurgici, estrazioni dentarie complesse o procedure endoscopiche con biopsia. Chi ha storia di emorragia intracranica, ulcera sanguinante, piastrinopenia o disturbi della coagulazione non è un buon candidato. In epilettici o persone con soglia convulsiva bassa serve cautela: semi e preparazioni non controllate possono contenere ginkgotossina, antagonista della vitamina B6. In gravidanza e allattamento mancano dati di sicurezza adeguati. Possibili effetti avversi includono cefalea, disturbi gastrointestinali, palpitazioni e reazioni cutanee; interrompi se compaiono lividi spontanei, sangue nelle feci o epistassi ricorrente.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Birks J, Grimley Evans J (2009). Ginkgo biloba for cognitive impairment and dementia. The Cochrane database of systematic reviews
Meta-analisiRevisione Cochrane su 36 studi randomizzati in doppio cieco di Ginkgo biloba rispetto a placebo in persone con deterioramento cognitivo acquisito o demenza. Gli studi recenti più lunghi hanno mostrato risultati incoerenti su cognizione e funzioni quotidiane; eventi avversi simili al placebo. Evidenza giudicata inaffidabile.
Visualizza su PubMedDeKosky ST, Williamson JD, Fitzpatrick AL, Kronmal RA, Ives DG, Saxton JA, Lopez OL, Burke G, Carlson MC, Fried LP, Kuller LH, Robbins JA, Tracy RP, Woolard NF, Dunn L, Snitz BE, Nahin RL, Furberg CD, Ginkgo Evaluation of Memory (GEM) Study Investigators (2008). Ginkgo biloba for prevention of dementia: a randomized controlled trial. JAMA
RCTStudio randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo su 3069 volontari statunitensi di almeno 75 anni con cognizione normale o lieve deterioramento cognitivo. Ginkgo biloba 120 mg due volte al giorno, seguito per mediana 6,1 anni, non ha ridotto l’incidenza di demenza o Alzheimer; eventi avversi simili.
Visualizza su PubMedVellas B, Coley N, Ousset PJ, Berrut G, Dartigues JF, Dubois B, Grandjean H, Pasquier F, Piette F, Robert P, Touchon J, Garnier P, Mathiex-Fortunet H, Andrieu S, GuidAge Study Group (2012). Long-term use of standardised Ginkgo biloba extract for the prevention of Alzheimer's disease (GuidAge): a randomised placebo-controlled trial. The Lancet. Neurology
RCTNel trial GuidAge, 2854 adulti francesi di almeno 70 anni con lamentele spontanee di memoria sono stati assegnati a estratto standardizzato di Ginkgo biloba EGb761 o placebo per 5 anni. Il trattamento non ha ridotto significativamente la conversione ad Alzheimer probabile; decessi, ictus ed eventi cardiovascolari erano simili.
Visualizza su PubMedWeinmann S, Roll S, Schwarzbach C, Vauth C, Willich SN (2010). Effects of Ginkgo biloba in dementia: systematic review and meta-analysis. BMC geriatrics
Meta-analisiRevisione sistematica e meta-analisi di nove studi controllati con EGb761 in Alzheimer, demenza vascolare o mista, per 12-52 settimane, su 2372 pazienti. Ginkgo ha favorito la cognizione rispetto al placebo, non chiaramente le attività quotidiane nell’insieme; nel sottogruppo Alzheimer entrambi gli esiti risultavano migliori. Tollerabilità simile.
Visualizza su PubMedHilton MP, Zimmermann EF, Hunt WT (2013). Ginkgo biloba for tinnitus. The Cochrane database of systematic reviews
Meta-analisiAggiornamento Cochrane su Ginkgo biloba per acufene, includendo quattro studi con 1543 partecipanti a basso rischio di bias. Nei pazienti con acufene come disturbo principale non è emersa efficacia. In uno studio su demenza vi furono piccole riduzioni dei sintomi, di significato clinico incerto; effetti collaterali rari.
Visualizza su PubMedGauthier S, Schlaefke S (2014). Efficacy and tolerability of Ginkgo biloba extract EGb 761® in dementia: a systematic review and meta-analysis of randomized placebo-controlled trials. Clinical interventions in aging
Meta-analisiRevisione sistematica e meta-analisi di sette studi randomizzati controllati con placebo su EGb 761® in pazienti con demenza, trattati 22-26 settimane con 120 o 240 mg/die. Rispetto al placebo, l’estratto ha migliorato significativamente cognizione, attività quotidiane e valutazione globale. Eventi avversi e interruzioni premature erano comparabili.
Visualizza su PubMedSnitz BE, O'Meara ES, Carlson MC, Arnold AM, Ives DG, Rapp SR, Saxton J, Lopez OL, Dunn LO, Sink KM, DeKosky ST, Ginkgo Evaluation of Memory (GEM) Study Investigators (2009). Ginkgo biloba for preventing cognitive decline in older adults: a randomized trial. JAMA
RCTNel trial GEM, 3069 adulti di 72-96 anni residenti in comunità hanno ricevuto Ginkgo biloba 120 mg due volte al giorno o placebo per un follow-up mediano di 6,1 anni. Il trattamento non ha ridotto il declino cognitivo globale o per domini, né in soggetti normali né con lieve compromissione cognitiva.
Visualizza su PubMedKennedy DO, Scholey AB, Wesnes KA (2000). The dose-dependent cognitive effects of acute administration of Ginkgo biloba to healthy young volunteers. Psychopharmacology
RCTIn uno studio crossover, doppio cieco e controllato con placebo, 20 volontari giovani sani hanno ricevuto dosi acute di estratto standardizzato di Ginkgo biloba (120, 240 o 360 mg). La batteria CDR ha mostrato un miglioramento dose-dipendente della velocità dell’attenzione con 240 e 360 mg, persistente fino a 6 ore.
Visualizza su PubMedWoelk H, Arnoldt KH, Kieser M, Hoerr R (2007). Ginkgo biloba special extract EGb 761 in generalized anxiety disorder and adjustment disorder with anxious mood: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Journal of psychiatric research
RCTIn 107 pazienti con disturbo d’ansia generalizzato o disturbo dell’adattamento con umore ansioso, EGb 761 a 480 o 240 mg/die per 4 settimane ha ridotto i punteggi HAMA più del placebo, con andamento dose-risposta. È risultato superiore anche sugli esiti secondari, sicuro e ben tollerato.
Visualizza su PubMedOzgoli G, Selselei EA, Mojab F, Majd HA (2009). A randomized, placebo-controlled trial of Ginkgo biloba L. in treatment of premenstrual syndrome. Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.)
RCTUno studio randomizzato, singolo cieco e controllato con placebo ha valutato Ginkgo biloba L. in studentesse con sindrome premestruale. Le compresse da 40 mg tre volte al giorno, dal giorno 16 al giorno 5 del ciclo successivo, hanno ridotto la gravità complessiva, fisica e psicologica dei sintomi più del placebo.
Visualizza su PubMedSolomon PR, Adams F, Silver A, Zimmer J, DeVeaux R (2002). Ginkgo for memory enhancement: a randomized controlled trial. JAMA
RCTIn un trial randomizzato, doppio cieco, di 6 settimane, 230 adulti sani oltre i 60 anni hanno ricevuto ginkgo 40 mg tre volte al giorno o placebo. Non sono emerse differenze in test neuropsicologici di memoria, attenzione, linguaggio e concentrazione, né in autovalutazioni o giudizi globali dei caregiver.
Visualizza su PubMedLe Bars PL, Katz MM, Berman N, Itil TM, Freedman AM, Schatzberg AF (1997). A placebo-controlled, double-blind, randomized trial of an extract of Ginkgo biloba for dementia. North American EGb Study Group. JAMA
RCTIn uno studio multicentrico di 52 settimane su pazienti ambulatoriali con demenza di Alzheimer o multi-infartuale, EGb 761 120 mg/die è stato confrontato con placebo. Nell’analisi intent-to-treat ha mostrato vantaggi modesti su ADAS-Cog e GERRI, ma non su CGIC. Il profilo di sicurezza è risultato simile al placebo.
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