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adattogeno

Rhodiola Rosea

Adattogeno siberiano (salidroside, rosavine) per riduzione dell’affaticamento mentale e supporto cognitivo.

Evidenza moderata7 benefici studiati
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Illustrazione editoriale di Rhodiola Rosea, categoria adattogeno

Panoramica

La cosa meno ovvia sulla Rhodiola rosea è che le prove migliori non riguardano la “resilienza” in generale, ma finestre brevi di fatica mentale misurabile: turni notturni, esami, stress lavorativo o compiti cognitivi dopo deprivazione. Negli studi clinici sono stati usati estratti standardizzati, non radice generica: per esempio SHR-5 a 170 mg/die per 14 giorni in 56 medici di guardia notturna, oppure 370-555 mg in dose singola in 161 cadetti. Il segnale è coerente per ridurre la sensazione di esaurimento e sostenere attenzione o velocità di lavoro mentale, ma gli studi sono piccoli, spesso sponsorizzati e con metodi non sempre solidi. Ha senso per adulti sani con periodi limitati di carico cognitivo, sonno ridotto o stress lavorativo, quando l’obiettivo è arrivare più lucidi alla fine della giornata. Non ha molto senso se la fatica deriva da anemia, ipotiroidismo, apnea del sonno, depressione maggiore non trattata, deficit calorico o overtraining: in questi casi rischia di mascherare un problema clinico. Non è un sostituto di sonno, terapia psicologica o farmaci antidepressivi quando indicati.

Meccanismo d'azione

I composti più usati come marker sono rosavine, rosina, rosarina e salidroside, ma non è dimostrato che un singolo principio attivo spieghi l’effetto clinico. Il meccanismo più plausibile è una modulazione dello stress system: asse ipotalamo-ipofisi-surrene, risposta del cortisolo, segnalazione simpatica e metabolismo delle monoamine. In modelli preclinici salidroside e tirosolo influenzano serotonina, dopamina e noradrenalina anche attraverso inibizione moderata di monoamino ossidasi A e B, ma questa parte resta soprattutto in vitro o animale e non autorizza a trattarla come un antidepressivo naturale. Altri dati preclinici indicano attivazione di AMPK, aumento di proteine da stress come Hsp70, modulazione di JNK e riduzione di ROS mitocondriali, cioè un miglioramento della tolleranza cellulare a stress metabolico e ossidativo. Nell’uomo il dato meccanicistico più concreto è indiretto: in uno studio su 60 soggetti con fatigue da stress, 576 mg/die di SHR-5 per 28 giorni hanno ridotto la risposta del cortisolo salivare al risveglio rispetto al placebo. Questo supporta un effetto sul carico da stress, non una stimolazione potente tipo caffeina.

Benefici e livello di evidenza

Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.

Riduzione dell’affaticamento mentale acuto

Moderata

Lo studio più solido per effetto rapido è quello di Shevtsov su 161 cadetti, randomizzato e controllato, con una dose singola di estratto SHR-5 da 370 o 555 mg. Dopo compiti mentali stressanti, entrambi i dosaggi hanno migliorato un indice composito di capacità di lavoro mentale rispetto al placebo. Il limite pratico è che l’effetto è stato misurato in condizioni artificiali e per poche ore, non come aumento stabile della produttività quotidiana.

Fatica durante turni notturni o deprivazione di sonno

Moderata

Darbinyan ha studiato 56 medici sani durante turni notturni, usando 170 mg/die di estratto SHR-5 per 14 giorni in crossover. Il gruppo Rhodiola ha mostrato un miglioramento dell’indice di fatica mentale calcolato da test percettivi e cognitivi, senza peggioramento del sonno riportato. È un risultato utile per chi fa turni o periodi intensi, ma non dimostra benefici in insonnia cronica o in chi accumula mesi di sonno insufficiente.

Fatica legata a stress prolungato

Moderata

Olsson, von Schéele e Panossian hanno arruolato 60 adulti con fatigue da stress e hanno somministrato 576 mg/die di SHR-5 per 28 giorni. Rispetto al placebo, Rhodiola ha ridotto la fatica soggettiva e migliorato test di attenzione, con una riduzione della risposta del cortisolo salivare al risveglio. Il campione è piccolo, ma è uno dei pochi studi che collega sintomi e biomarcatori. Non basta però per trattare burnout clinico o disturbi d’ansia.

Performance cognitiva in periodo d’esame

Limitata

Spasov ha testato 40 studenti durante un periodo d’esame con 50 mg due volte al giorno di SHR-5 per 20 giorni. Il gruppo Rhodiola ha riportato meno fatica mentale e migliori punteggi in alcuni test neuromotori e di benessere rispetto al placebo. La dose era più bassa di quella oggi tipica e il campione molto ridotto. Il dato suggerisce utilità in stress accademico breve, ma non autorizza aspettative su memoria o apprendimento a lungo termine.

Sintomi depressivi lievi o moderati

Mista

Mao e colleghi hanno confrontato Rhodiola, sertralina e placebo in 57 adulti con depressione maggiore lieve-moderata per 12 settimane. Rhodiola è stata usata a 340 mg/die, aumentabile a 680 mg/die; sertralina a 50-100 mg/die. La riduzione dei sintomi depressivi è stata numericamente maggiore con sertralina, mentre Rhodiola ha avuto meno eventi avversi. Lo studio era sottodimensionato e non dimostra equivalenza: non va usata per sostituire un trattamento antidepressivo indicato.

Ansia e stress percepito

Limitata

Cropley, Banks e Boyle hanno valutato 80 adulti con ansia lieve in uno studio aperto, quindi senza placebo, usando 200 mg due volte al giorno per 14 giorni. Sono diminuiti punteggi di ansia, stress, rabbia e confusione, ma il disegno non separa effetto farmacologico, aspettativa e regressione verso la media. È un dato esplorativo: se l’ansia è persistente, con attacchi di panico o insonnia, serve una valutazione clinica invece di aumentare la dose.

Resistenza fisica acuta

Mista

De Bock ha osservato in 24 soggetti sani che 200 mg di Rhodiola assunti prima dell’esercizio aumentavano il tempo a esaurimento in un test ciclistico, mentre l’assunzione cronica non aggiungeva molto. Noreen ha poi usato circa 3 mg/kg in donne attive e ha trovato un piccolo miglioramento in una prova a tempo. Gli studi sono piccoli, con protocolli diversi: utile aspettarsi al massimo un effetto acuto modesto, non un miglioramento affidabile di forza o VO2max.

Legenda livelli di evidenza

ForteModerataLimitataMista

Dosaggio indicativo

Negli studi clinici non si parla di “radice” in modo generico: i risultati migliori vengono da estratti standardizzati. SHR-5 è stato usato a 170 mg/die per 14 giorni nei medici in turno notturno, 50 mg due volte al giorno per 20 giorni negli studenti, 370 o 555 mg in dose singola nei cadetti e 576 mg/die per 28 giorni nella fatigue da stress. WS 1375 e altri estratti sono stati spesso usati a 200 mg due volte al giorno. La pratica più razionale è iniziare al mattino con 200 mg di estratto standardizzato e salire a 400 mg/die solo se serve; dosi serali aumentano il rischio di insonnia. Non esiste una forma chiaramente più biodisponibile: conta di più la standardizzazione. In etichetta controlla estratto di radice/rizoma, rapporto di estrazione, titolazione in rosavine circa 3% e salidroside circa 1%, e assenza di miscele proprietarie che nascondono i milligrammi reali.

Sicurezza e controindicazioni

Rhodiola è in genere ben tollerata negli studi brevi, ma gli eventi riportati includono bocca secca, vertigini, irritabilità, cefalea, insonnia e agitazione. La cautela principale riguarda i farmaci serotoninergici: sertralina, fluoxetina, paroxetina, escitalopram, venlafaxina, duloxetina, clomipramina, tramadolo e linezolid, perché i dati preclinici su monoamine e MAO rendono poco prudente combinarla senza medico, anche se il rischio reale non è quantificato. Evitarla con IMAO come fenelzina e tranilcipromina. Con metilfenidato, sali di amfetamina, lisdexamfetamina o modafinil può sommarsi l’effetto attivante su insonnia, ansia e frequenza cardiaca. Chi ha disturbo bipolare dovrebbe evitarla: qualunque sostanza attivante può facilitare ipomania o insonnia prodromica. In gravidanza, allattamento, adolescenti e persone con aritmie o ansia severa mancano dati clinici adeguati. Se compaiono agitazione marcata, insonnia persistente o palpitazioni, va sospesa invece di aumentare il dosaggio.

Compatibilità con altri integratori

Ingredienti che si combinano bene in uno stack.

MagnesioL-teaninaCreatinaOmega-3Bacopa monnieriAshwagandhaCaffeina a basso dosaggioEleuterococco

Riferimenti scientifici

Studi selezionati a supporto del profilo informativo.

  1. 1

    Parisi A, Tranchita E, Duranti G, Ciminelli E, Quaranta F, Ceci R, Cerulli C, Borrione P, Sabatini S (2010). Effects of chronic Rhodiola Rosea supplementation on sport performance and antioxidant capacity in trained male: preliminary results. The Journal of sports medicine and physical fitness

    RCT

    In 14 atleti maschi allenati, 4 settimane di supplementazione con Rhodiola rosea sono state confrontate con placebo durante un test cardiopolmonare a esaurimento. Le prestazioni fisiche, glicemia, stato antiossidante e parametri infiammatori non sono cambiati; acidi grassi liberi, lattato e creatinchinasi sono risultati significativamente ridotti.

    Visualizza su PubMed
  2. 2

    Mao JJ, Xie SX, Zee J, Soeller I, Li QS, Rockwell K, Amsterdam JD (2015). Rhodiola rosea versus sertraline for major depressive disorder: A randomized placebo-controlled trial. Phytomedicine : international journal of phytotherapy and phytopharmacology

    RCT

    Uno studio randomizzato di fase II ha confrontato per 12 settimane estratto standardizzato di Rhodiola rosea, sertralina e placebo in 57 soggetti con depressione maggiore lieve-moderata. Tutti i gruppi hanno mostrato riduzioni modeste e non significative dei punteggi; sertralina appariva più efficace, ma con più eventi avversi rispetto a Rhodiola.

    Visualizza su PubMed
  3. 3

    De Bock K, Eijnde BO, Ramaekers M, Hespel P (2004). Acute Rhodiola rosea intake can improve endurance exercise performance. International journal of sport nutrition and exercise metabolism

    RCT

    In uno studio doppio cieco controllato con placebo, l’assunzione acuta di Rhodiola rosea in giovani volontari sani ha aumentato lievemente il tempo all’esaurimento, VO2peak e VCO2peak, senza modificare forza, reazione, attenzione o movimento. L’assunzione quotidiana per 4 settimane non ha modificato le variabili misurate.

    Visualizza su PubMed
  4. 4

    Bystritsky A, Kerwin L, Feusner JD (2008). A pilot study of Rhodiola rosea (Rhodax) for generalized anxiety disorder (GAD). Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.)

    Studio clinico

    Questo studio pilota ha valutato Rhodiola rosea in 10 partecipanti con diagnosi DSM-IV di disturbo d’ansia generalizzato, trattati con 340 mg/die per 10 settimane. I punteggi medi HARS sono diminuiti significativamente. Gli eventi avversi sono stati generalmente lievi o moderati, soprattutto capogiri e bocca secca.

    Visualizza su PubMed
  5. 5

    Lekomtseva Y, Zhukova I, Wacker A (2017). Rhodiola rosea in Subjects with Prolonged or Chronic Fatigue Symptoms: Results of an Open-Label Clinical Trial. Complementary medicine research

    Studio clinico

    In uno studio clinico multicentrico aperto e non controllato, 100 soggetti con sintomi di fatica prolungati o cronici hanno ricevuto WS® 1375, estratto secco etanolico di Rhodiola rosea, 2×200 mg/die per 8 settimane. I sintomi sono migliorati già dopo 1 settimana e significativamente alla settimana 8; tollerabilità favorevole.

    Visualizza su PubMed
  6. 6

    Ha Z, Zhu Y, Zhang X, Cui J, Zhang S, Ma Y, Wang W, Jian X (2002). [The effect of rhodiola and acetazolamide on the sleep architecture and blood oxygen saturation in men living at high altitude]. Zhonghua jie he he hu xi za zhi = Zhonghua jiehe he huxi zazhi = Chinese journal of tuberculosis and respiratory diseases

    RCT

    Ventiquattro uomini di 18-21 anni residenti da un anno a 5.380 m sono stati randomizzati a rhodiola, acetazolamide o combinazione per 24 giorni. Saturazione di ossigeno, desaturazioni, architettura del sonno, tempo di veglia ed efficienza del sonno sono migliorati. Non è emerso effetto sinergico tra rhodiola e acetazolamide.

    Visualizza su PubMed
  7. 7

    Tinsley GM, Jagim AR, Potter GDM, Garner D, Galpin AJ (2024). Rhodiola rosea as an adaptogen to enhance exercise performance: a review of the literature. The British journal of nutrition

    Revisione

    La revisione esamina Rhodiola rosea come adattogeno potenzialmente ergogenico. Studi su roditori suggeriscono effetti su substrati energetici, fatica, danno muscolare e attività antiossidante. Negli esseri umani, alcuni protocolli acuti o ad alte dosi migliorano specifiche prestazioni, ma i risultati su integrazione cronica e meccanismi restano variabili.

    Visualizza su PubMed
  8. 8

    Nabavi SF, Braidy N, Orhan IE, Badiee A, Daglia M, Nabavi SM (2016). Rhodiola rosea L. and Alzheimer's Disease: From Farm to Pharmacy. Phytotherapy research : PTR

    RevisioneVia incerta

    L’articolo rivede criticamente la letteratura su Rhodiola rosea, pianta medicinale ricca di fenoli, flavonoidi, salidroside, rosavine e p-tirosolo. Descrive attività antiossidanti, antinfiammatorie, cardioprotettive e neuroprotettive, con potenziale rilevanza per Alzheimer e altre malattie neurodegenerative, includendo coltivazione, fitochimica, impatti clinici ed effetti avversi.

    Visualizza su PubMed
  9. 9

    Zheng T, Bian F, Chen L, Wang Q, Jin S (2019). Beneficial Effects of Rhodiola and Salidroside in Diabetes: Potential Role of AMP-Activated Protein Kinase. Molecular diagnosis & therapy

    RevisioneVia incerta

    Questa revisione sintetizza i progressi della ricerca su Rhodiola e salidroside nel diabete mellito, disturbo metabolico caratterizzato da alterazioni lipidiche, metabolismo dei carboidrati compromesso e iperglicemia persistente. L’abstract evidenzia il possibile ruolo farmacologico mediato da AMPK e vie di segnalazione correlate.

    Visualizza su PubMed
  10. 10

    Kelly GS (2001). Rhodiola rosea: a possible plant adaptogen. Alternative medicine review : a journal of clinical therapeutic

    Revisione

    L’abstract descrive Rhodiola rosea come pianta usata nelle medicine tradizionali dell’Europa orientale e dell’Asia, associata a stimolazione nervosa, riduzione di depressione e fatica, miglioramento della performance e prevenzione del mal di montagna. Le attività adattogene, cardiopolmonari e nervose sono attribuite a monoamine e beta-endorfine.

    Visualizza su PubMed

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Scheda rapida

Categoria
adattogeno
Evidenza massima
Moderata
Benefici
7
Studi citati
10

Contenuto informativo. Non sostituisce il parere medico.

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