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Magnesio e sudorazione: quanto se ne perde davvero?

MyStackLabs·3 giugno 2026·11 min di lettura

Indice

  • In breve
  • Prima di integrare: quanto sudore stai perdendo?
  • Quando il reintegro di magnesio ha senso concreto
  • Quando fare attenzione
  • Come scegliere forma, dose e timing
  • Approfondimento scientifico: perché il magnesio nel sudore conta, ma non è il primo elettrolita
  • Limiti dell'evidenza
  • Cosa fare in pratica
  • Conclusione
  • Per approfondire

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Illustrazione editoriale per Magnesio e sudorazione: quanto se ne perde davvero?
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Punti chiave

  • Nel sudore il magnesio c’è, ma in genere è molto meno abbondante del sodio: usando un range pratico di 5-20 mg/L, una sudata da 1 litro equivale spesso a pochi milligrammi fino a circa 20 mg di magnesio.
  • Il reintegro diventa più sensato con caldo umido, endurance, doppie sedute, lavori outdoor, perdite oltre 1-2 litri per sessione o dieta povera di fonti di magnesio. Per lo sport breve, di solito non è la priorità.
  • La strategia estiva dovrebbe partire da liquidi, sodio, carboidrati quando servono e recupero. Il magnesio può essere un tassello: meglio ragionare in mg di magnesio elementare e scegliere forme tollerabili come citrato, cloruro o bisglicinato.

Indice

  • In breve
  • Prima di integrare: quanto sudore stai perdendo?
  • Quando il reintegro di magnesio ha senso concreto
  • Quando fare attenzione
  • Come scegliere forma, dose e timing
  • Approfondimento scientifico: perché il magnesio nel sudore conta, ma non è il primo elettrolita
  • Limiti dell'evidenza
  • Cosa fare in pratica
  • Conclusione
  • Per approfondire

In estate il magnesio viene spesso presentato come il minerale da reintegrare appena si suda. È un messaggio semplice, ma incompleto. Con il sudore si perdono acqua ed elettroliti; tra questi il sodio è di solito il protagonista quantitativo. Il magnesio è presente, ma in concentrazioni molto più basse.

Questo non significa che sia irrilevante. Significa che va messo nel suo contesto: quanto sudore perdi, per quanto tempo, con quale frequenza, che dieta segui e che tipo di allenamento fai. Una corsa leggera di 45 minuti in una sera calda non è la stessa cosa di 3 ore di bici ad agosto o di un turno di lavoro all’aperto.

La domanda pratica non è “ho sudato, devo prendere magnesio?”. È: quanta perdita è plausibile e cosa sto cercando davvero di correggere?

In breve

In breve
  • Nel sudore il magnesio c’è, ma di solito in quantità molto inferiori rispetto al sodio. Un range operativo realistico per ragionare è circa 5-20 mg di magnesio per litro di sudore, con forte variabilità individuale.
  • Se perdi circa 1 litro di sudore in 45-60 minuti, la perdita stimata di magnesio può essere nell’ordine di 5-20 mg. È una quantità modesta rispetto all’apporto giornaliero totale.
  • Se fai 2 ore in caldo e sudi 1,5 L/ora, arrivi a circa 3 litri di sudore: la perdita stimata può salire a 15-60 mg. Qui il discorso diventa più concreto, soprattutto se ti alleni spesso o mangi poco.
  • Il primo problema della sudorazione intensa resta la gestione di liquidi, sodio e tolleranza allo sforzo. Il magnesio può aiutare a coprire un fabbisogno, ma non sostituisce una strategia completa di elettroliti.
  • I crampi non sono automaticamente “carenza di magnesio”. Una revisione Cochrane di 11 studi randomizzati ha trovato effetti minimi e non significativi del magnesio sui crampi idiopatici negli adulti più anziani, con eventi avversi soprattutto gastrointestinali [1].

Prima di integrare: quanto sudore stai perdendo?

Prima di scegliere un integratore, conviene stimare il volume di sudore. Non serve un laboratorio: il metodo più utile è il peso corporeo prima e dopo l’allenamento.

Pesati nudo o con gli stessi indumenti asciutti prima della sessione. Ripeti subito dopo, asciugando il sudore. La differenza di peso indica soprattutto acqua persa. Circa 1 kg di peso perso equivale a circa 1 litro di liquidi, da correggere per bevande assunte e urine prodotte durante l’attività.

Formula pratica:

`Sudore stimato = peso perso + liquidi bevuti - urine prodotte`

Esempio semplice: parti da 75,0 kg e finisci a 74,3 kg, senza bere e senza urinare. Hai perso circa 0,7 kg, quindi circa 0,7 L di sudore. Se usi il range 5-20 mg/L, la perdita stimata di magnesio è circa 3,5-14 mg.

Esempio intenso: 2 ore di tennis o bici in caldo, con sudorazione di 1,5 L/ora. Totale: circa 3 L. Con lo stesso range, la perdita stimata diventa 15-60 mg di magnesio. Non è enorme, ma può pesare se si ripete più volte a settimana, se l’apporto alimentare è basso o se la seduta avviene dentro un periodo di restrizione calorica.

> Non basta sudare tanto: serve sapere quanto, quanto spesso e in che contesto.

La concentrazione di magnesio nel sudore non è fissa. Può cambiare con genetica, acclimatazione al caldo, dieta, intensità, temperatura, umidità, superficie cutanea analizzata e metodo di raccolta. Per questo i numeri vanno usati come stime operative, non come diagnosi personale.

Quando il reintegro di magnesio ha senso concreto

Per lo sport occasionale, il magnesio perso con il sudore raramente è il fattore limitante principale. Parliamo di camminata veloce, palestra leggera, corsa breve sotto l’ora o partita amatoriale non particolarmente intensa. Se la dieta contiene legumi, frutta secca, cacao, cereali integrali e verdure, spesso la priorità è semplicemente bere, mangiare bene e recuperare.

Il discorso cambia con attività lunghe o ripetute: endurance, ciclismo, trail, corsa estiva, tennis, calcetto in caldo, trekking, lavori outdoor o sedute oltre 90-120 minuti. In questi casi la perdita di magnesio per singola sessione può non essere drammatica, ma la somma di sudore, scarso appetito da caldo, dieta monotona e recupero incompleto può diventare rilevante.

Anche le doppie sedute meritano attenzione. Una perdita da 10-20 mg può sembrare piccola; ripetuta due volte al giorno per più giorni, dentro una dieta povera, diventa meno trascurabile. Non perché il magnesio sia “il minerale magico”, ma perché il margine nutrizionale si riduce.

La dieta è il punto meno glamour e più concreto. Il rischio aumenta se consumi raramente legumi, semi, mandorle, anacardi, cereali integrali, cacao amaro e verdure a foglia. Anche restrizioni caloriche aggressive, alcol frequente e alcuni farmaci possono complicare lo stato del magnesio.

Sui crampi serve prudenza. La sensazione “mi tira il muscolo, quindi manca magnesio” è molto diffusa, ma riduttiva. I crampi associati all’esercizio possono coinvolgere fatica neuromuscolare, carico di allenamento, idratazione, sodio, predisposizione individuale e recupero. La revisione Cochrane citata sopra non supporta un effetto robusto e generalizzabile del magnesio sui crampi muscolari scheletrici negli adulti [1].

Quando fare attenzione

Il magnesio da integratori non è sempre innocuo, soprattutto se assunto ad alte dosi o in forme poco tollerate. Gli effetti più comuni sono diarrea, nausea, fastidio addominale e crampi intestinali. Nella revisione Cochrane sui crampi, gli eventi avversi riportati con il magnesio erano soprattutto gastrointestinali [1].

Chi ha insufficienza renale, malattie renali note o una storia di alterazioni elettrolitiche dovrebbe evitare il fai-da-te. I reni sono centrali nella regolazione del magnesio: se la funzione renale è compromessa, l’integrazione può diventare rischiosa.

Attenzione anche alle interazioni. Il magnesio può interferire con l’assorbimento di tetracicline, fluorochinoloni, levotiroxina e bisfosfonati; alcuni diuretici possono modificare l’equilibrio degli elettroliti. In questi casi non basta “separare di qualche ora” a caso: meglio chiedere a medico o farmacista come organizzare le assunzioni.

Ci sono poi segnali che non vanno coperti con una bustina di sali: debolezza marcata, confusione, palpitazioni, svenimento, crampi ricorrenti severi, vomito, diarrea importante o disidratazione evidente. In estate, nelle attività lunghe, esiste anche il rischio opposto: bere molta acqua senza una strategia adeguata di sodio. Il problema non è solo “aggiungere magnesio”, ma gestire bene il bilancio di fluidi ed elettroliti, incluso il potassio quando la dieta è carente.

Come scegliere forma, dose e timing

La prima regola è leggere l’etichetta nel modo giusto. Non conta solo il peso del sale, ma il magnesio elementare per dose. “1000 mg di magnesio citrato” non significa 1000 mg di magnesio effettivo. Serve il valore dichiarato come magnesio, spesso espresso in mg e percentuale dei valori nutritivi di riferimento.

Per un uso estivo o sportivo prudente, molte persone ragionano su 100-200 mg/die di magnesio elementare, adattando la dose a dieta, tolleranza e contesto. Dosi più alte sono state usate in studi su altri esiti, per esempio pressione arteriosa, ma non vanno copiate automaticamente per lo sport. Una meta-analisi di 34 studi randomizzati in doppio cieco, su 2028 adulti normotesi o ipertesi, ha valutato una dose mediana di 368 mg/die per circa 3 mesi e ha osservato riduzioni modeste ma significative della pressione e aumento del magnesio sierico [2]. Questo dato riguarda la pressione, non la performance in caldo.

Tra le forme, nella pratica si preferiscono spesso citrato, cloruro o bisglicinato. Il citrato è apprezzato per solubilità, il cloruro per buona solubilità e uso flessibile, il bisglicinato per la tollerabilità gastrointestinale in molte persone. L’ossido contiene molto magnesio elementare “sulla carta”, ma può essere meno prevedibile se l’obiettivo è un reintegro rapido e ben tollerato.

Il timing dipende dalla seduta. Per un allenamento breve non serve assumere magnesio durante l’attività. Può essere più sensato prenderlo con un pasto o dopo l’allenamento, soprattutto se a stomaco vuoto dà fastidio. Nelle uscite lunghe in caldo, invece, il prodotto va valutato insieme a fluidi, sodio e carboidrati: qui ha più senso ragionare con una logica da endurance e cardio, non da singolo minerale.

Per la palestra estiva vale lo stesso principio. Sudare molto in sala pesi non rende il magnesio più importante di sonno, programmazione, proteine, carboidrati e recupero. Può essere utile se la dieta è povera o il volume è alto, ma non sostituisce le basi. Anche integratori molto popolari nello sport, come la creatina, hanno ruoli diversi: non vanno mescolati nello stesso ragionamento solo perché compaiono nello stesso shaker.

Approfondimento scientifico: perché il magnesio nel sudore conta, ma non è il primo elettrolita

Il magnesio partecipa a molti processi biologici: metabolismo energetico, funzione neuromuscolare, sintesi proteica, regolazione dell’eccitabilità neuronale e contrazione muscolare. Per questo è plausibile che un apporto insufficiente possa influenzare benessere e performance, soprattutto quando allenamento e caldo aumentano lo stress fisiologico.

Durante esercizio e stress termico cambiano distribuzione dei fluidi, volume plasmatico, sudorazione ed escrezione urinaria. Lo “status del magnesio” non si legge quindi con un singolo numero facile. Il magnesio sierico può aumentare o ridursi in modo transitorio e non sempre riflette le riserve intracellulari.

Le evidenze più solide disponibili sul magnesio riguardano spesso esiti diversi dallo sport. Una meta-analisi di 20 studi randomizzati, con 1220 partecipanti ipertesi e normotesi, ha trovato una piccola riduzione complessiva della pressione arteriosa con supplementazione di magnesio, con un apparente effetto dose-dipendente [3]. Un’altra meta-analisi di 22 trial, 1173 partecipanti e dosi da 120 a 973 mg/die per 3-24 settimane, ha riportato riduzioni medie di circa 3-4 mmHg della sistolica e 2-3 mmHg della diastolica [4].

Questi risultati dicono che il magnesio può avere effetti misurabili in alcuni contesti, ma non dimostrano che una persona ben nutrita migliori automaticamente prestazione, crampi o recupero aggiungendolo in estate.

Un esempio utile viene anche da popolazioni con stato metabolico alterato. In uno studio randomizzato in doppio cieco su 63 soggetti con diabete di tipo 2 e bassi livelli sierici di magnesio, il magnesio cloruro per 16 settimane ha aumentato il magnesio sierico e migliorato indici come HOMA-IR, glicemia a digiuno e HbA1c rispetto al controllo [5]. È un dato interessante, ma riguarda persone con diabete e basso magnesio, non atleti sani.

Anche sullo stress la prudenza è necessaria. Una revisione sistematica di 18 studi su supplementazione di magnesio per ansia e stress soggettivi ha riportato alcuni segnali favorevoli sull’ansia in campioni vulnerabili, ma la qualità dell’evidenza è stata giudicata scarsa e lo stress non è stato misurato in modo valido [6]. Ancora una volta: il magnesio è biologicamente rilevante, ma le promesse generiche corrono più veloci dei dati.

Limiti dell'evidenza

Gli studi sul magnesio perso con il sudore sono meno numerosi e meno standardizzati rispetto a quelli su sodio, idratazione e termoregolazione. Le stime in mg/L sono utili per fare conti pratici, ma non sostituiscono una misurazione individuale.

Il metodo di raccolta del sudore può cambiare molto il risultato. Patch locali, raccolta su tutto il corpo, durata dell’esercizio, contaminazione della pelle e condizioni ambientali possono produrre numeri diversi. Anche il tipo di atleta conta: soggetti allenati, acclimatati, maschi e studiati in laboratorio non rappresentano necessariamente chi corre 50 minuti dopo il lavoro in una città italiana ad agosto.

C’è poi un limite più ampio: molte evidenze disponibili sul magnesio riguardano pressione, crampi, ansia o condizioni metaboliche, non perdita di magnesio con sudore e reintegro sportivo. Le meta-analisi sulla pressione includono centinaia o migliaia di adulti e mostrano effetti piccoli ma misurabili [3] [4] [2]. La revisione Cochrane sui crampi, invece, ridimensiona un uso molto comune e mostra risultati poco convincenti per quel sintomo [1].

Le evidenze sulle forme chimiche aiutano a ragionare su solubilità, tolleranza ed etichetta, ma non dimostrano da sole benefici su performance o recupero. Un magnesio più tollerabile è utile se ti permette di coprire un fabbisogno senza disturbi intestinali. Non è una scorciatoia per compensare allenamenti mal programmati, sonno scarso o dieta povera.

Il messaggio editoriale è semplice: ha senso parlare di magnesio nella sudorazione, ma con numeri e contesto. Non è il minerale “salva estate”. È un elemento importante dentro un sistema più grande.

Cosa fare in pratica

Cosa fare in pratica

Se ti alleni meno di un’ora e mangi bene, parti da acqua, pasti completi e recupero. Una sudata non rende urgente il magnesio se la perdita stimata è di pochi milligrammi.

Se fai endurance, sport in caldo o perdi più di 1-2 litri di sudore per sessione, costruisci prima una strategia completa: fluidi, sodio, carboidrati se la durata lo richiede, e poi magnesio se dieta e tolleranza lo giustificano.

Se fai doppie sedute o settimane ad alto volume, monitora peso pre/post, sete, colore delle urine, calo di performance e qualità del recupero. La sensazione generica di “sali bassi” non basta per capire cosa manca.

Quando scegli un prodotto:

  • controlla i mg di magnesio elementare per dose;
  • preferisci forme solubili o ben tollerate come citrato, cloruro o bisglicinato;
  • evita megadosi non motivate;
  • non usare il magnesio per coprire sintomi importanti o ricorrenti;
  • se assumi farmaci o hai problemi renali, chiedi un parere sanitario prima.

Per approfondire funzioni, fabbisogno e fonti alimentari, la scheda sul magnesio è il punto di partenza. Qui l’angolo è più stretto: sudore, caldo, quantità perse e decisioni pratiche.

Conclusione

Il magnesio si perde con il sudore, ma nella maggior parte delle sedute brevi la quantità è modesta. Con 1 litro di sudore, la stima pratica è spesso 5-20 mg; con 3 litri può diventare 15-60 mg. La differenza la fanno durata, caldo, frequenza delle sedute e dieta.

Per lo sport occasionale, il magnesio non è di solito la prima urgenza. Per endurance, caldo intenso, lavori outdoor, doppie sedute o alimentazione povera, può diventare un tassello sensato. Ma la base resta meno vendibile e più efficace: bere in modo adeguato, reintegrare sodio quando serve, mangiare abbastanza e recuperare.

Per approfondire

  • Magnesio bisglicinato vs citrato vs ossido: differenze reali
  • Integratori e caldo estivo: cosa cambia davvero
  • Come leggere l'etichetta di un integratore: cosa cercare

Domande frequenti

Una stima pratica è circa 5-20 mg di magnesio per litro di sudore, con forte variabilità individuale. Se perdi 1 litro, la perdita è modesta; con 3 litri può arrivare a 15-60 mg. Il dato va sempre letto insieme a durata, caldo, frequenza degli allenamenti e dieta.

No. Una sudata breve non rende automaticamente necessario integrare magnesio. Per allenamenti sotto l’ora e dieta adeguata, spesso bastano acqua, pasti completi e recupero. Il reintegro diventa più sensato con sport lunghi, caldo intenso, doppie sedute o alimentazione povera.

Non sempre. I crampi non indicano automaticamente una carenza di magnesio. Possono dipendere da fatica neuromuscolare, carico, idratazione, sodio e recupero. Una revisione Cochrane ha trovato effetti minimi e non significativi del magnesio sui crampi idiopatici negli adulti più anziani.

Pesati prima e subito dopo l’allenamento, con condizioni simili. Circa 1 kg perso equivale a circa 1 litro di liquidi. La formula pratica è: sudore stimato = peso perso + liquidi bevuti - urine prodotte. È un metodo semplice per orientare il reintegro.

Conta prima il magnesio elementare indicato in etichetta. Forme come citrato, cloruro e bisglicinato sono spesso preferite per solubilità o tollerabilità. Evita megadosi non motivate e valuta il prodotto dentro una strategia completa di liquidi, sodio e alimentazione.

Può causare diarrea, nausea e fastidi gastrointestinali, soprattutto ad alte dosi. Chi ha problemi renali, alterazioni elettrolitiche o assume farmaci come levotiroxina, tetracicline, fluorochinoloni, bisfosfonati o diuretici dovrebbe chiedere un parere medico o farmaceutico prima di integrarlo.

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Riferimenti scientifici

Studi citati nel testo, in ordine di apparizione.

  1. 1

    Garrison SR, Korownyk CS, Kolber MR, Allan GM, Musini VM, Sekhon RK, Dugré N (2020). Magnesium for skeletal muscle cramps. The Cochrane database of systematic reviews

    Revisione Cochrane di 11 studi randomizzati su magnesio per prevenire crampi muscolari scheletrici. Negli adulti più anziani con crampi idiopatici l’effetto su frequenza, intensità e durata fu minimo e non significativo. Nei crampi in gravidanza i risultati furono conflittuali; eventi avversi soprattutto gastrointestinali.

    Visualizza su PubMed →
  2. 2

    Zhang X, Li Y, Del Gobbo LC, Rosanoff A, Wang J, Zhang W, Song Y (2016). Effects of Magnesium Supplementation on Blood Pressure: A Meta-Analysis of Randomized Double-Blind Placebo-Controlled Trials. Hypertension (Dallas, Tex. : 1979)

    Meta-analisi di 34 studi randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo su 2028 adulti normotesi o ipertesi. L’integrazione orale di magnesio, dose mediana 368 mg/die per 3 mesi, ridusse significativamente pressione sistolica e diastolica e aumentò il magnesio sierico; sono richiesti ulteriori studi ben progettati.

    Visualizza su PubMed →
  3. 3

    Jee SH, Miller ER 3rd, Guallar E, Singh VK, Appel LJ, Klag MJ (2002). The effect of magnesium supplementation on blood pressure: a meta-analysis of randomized clinical trials. American journal of hypertension

    Meta-analisi di 20 studi randomizzati, 14 in ipertesi e 6 in normotesi, per 1220 partecipanti. L’integrazione di magnesio produsse una piccola riduzione complessiva della pressione, ma emerse un apparente effetto dose-dipendente, con maggiori riduzioni per ogni incremento di 10 mmol/die.

    Visualizza su PubMed →
  4. 4

    Kass L, Weekes J, Carpenter L (2012). Effect of magnesium supplementation on blood pressure: a meta-analysis. European journal of clinical nutrition

    Meta-analisi di 22 trial, con 23 set di dati e 1173 partecipanti, sulla supplementazione di magnesio e pressione arteriosa. Dosi di 120-973 mg per 3-24 settimane mostrarono, complessivamente, riduzioni di circa 3-4 mmHg della sistolica e 2-3 mmHg della diastolica, maggiori con dosi più alte.

    Visualizza su PubMed →
  5. 5

    Rodríguez-Morán M, Guerrero-Romero F (2003). Oral magnesium supplementation improves insulin sensitivity and metabolic control in type 2 diabetic subjects: a randomized double-blind controlled trial. Diabetes care

    Studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 63 soggetti con diabete di tipo 2 e bassi livelli sierici di magnesio trattati con glibenclamide. Magnesio cloruro orale per 16 settimane aumentò il magnesio sierico e migliorò HOMA-IR, glicemia a digiuno e HbA1c rispetto al controllo.

    Visualizza su PubMed →
  6. 6

    Boyle NB, Lawton C, Dye L (2017). The Effects of Magnesium Supplementation on Subjective Anxiety and Stress-A Systematic Review. Nutrients

    Revisione sistematica di 18 studi su supplementazione di magnesio, da solo o in combinazione, per ansia e stress soggettivi. Campioni vulnerabili includevano soggetti ansiosi, sindrome premestruale, postpartum e ipertensione. Alcuni studi riportarono benefici sull’ansia, nessuno misurò validamente lo stress; qualità dell’evidenza giudicata scarsa.

    Visualizza su PubMed →
Questo articolo ha scopo informativo. Non sostituisce il parere di un medico o di un nutrizionista qualificato.