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Zafferano e perimenopausa: il punteggio cala del 68%? Cosa dice lo studio

Andrea De Gol·Infermiere di sala operatoria··10 min di lettura
Illustrazione editoriale per Zafferano e perimenopausa: il punteggio cala del 68%? Cosa dice lo studio
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Punti chiave

  • Il 68% è il calo del punteggio medio della scala di Greene, da 35,2 a 11,2, non la percentuale di donne guarite; con il placebo il punteggio è passato da 35,6 a 29,4.
  • Umore, sintomi fisici e sudorazioni notturne migliorano più che con il placebo. Sulle vampate le medie scendono di più, ma il test sull'andamento nel tempo non è significativo.
  • Nel 2021 un altro estratto, in donne con sintomi più lievi, aveva mostrato un beneficio soprattutto psicologico, con un calo totale del 32% contro il 14%.
  • Lo studio è un preprint del 22 ottobre 2026, sponsorizzato anche dall'azienda che produce l'estratto, e non basta per una raccomandazione generale.

Dodici settimane di un estratto di zafferano avrebbero ridotto di circa due terzi il punteggio dei sintomi della perimenopausa, contro un calo del 17% con una capsula identica ma senza estratto. Per giudicare il confronto, però, bisogna guardare i punteggi da cui nascono le percentuali.

Lo studio è un preprint, cioè un lavoro non ancora rivisto da una rivista, depositato su medRxiv il 22 ottobre 2026 (testo completo). Ha coinvolto 104 donne in tre centri del Pakistan e ha valutato un estratto specifico, Safr'Inside, alla dose di 30 mg al giorno. Lo zafferano era già stato studiato per l'umore; qui il questionario raccoglie insieme sintomi psicologici, disturbi fisici e vampate.

In breve

In breve

Il 68% rappresenta la riduzione del punteggio medio ottenuto al questionario, da 35,2 a 11,2, non la quota di donne rimaste senza sintomi; con il placebo la media è scesa da 35,6 a 29,4. Umore e disturbi fisici migliorano nettamente più che con il placebo, mentre sulle vampate la differenza non è dimostrata.

Perché studiare lo zafferano

Lo zafferano si ricava dagli stimmi di Crocus sativus, e in cucina ne bastano pochi fili. Le sperimentazioni usano invece un estratto secco a dose fissa e di composizione dichiarata: Safr'Inside contiene più del 3% di crocine e più dello 0,2% di safranale. Per questo un'altra marca, o lo zafferano del risotto, non equivale all'intervento studiato.

L'idea nasce dalle ricerche sull'umore. Una del 2019, su studi non dedicati alla menopausa, aveva trovato effetti ampi su depressione e ansia, insieme a un segnale di publication bias, cioè la tendenza a pubblicare più facilmente i risultati positivi [2]. Quella rassegna spiega perché valesse la pena tentare, ma non dice nulla sulle vampate; quanto alle ipotesi su serotonina e dopamina, questo studio non le ha misurate.

Che cosa hanno fatto

Che cosa hanno fatto

Le partecipanti, con un'età media di 45,7 anni, sono state arruolate fra agosto e dicembre 2025 in tre ambulatori di ginecologia. Dovevano aver avuto almeno un ciclo nell'ultimo anno, avere sintomi tipici della transizione e almeno 20 punti sulla scala di Greene. Erano escluse le donne in menopausa e chi, nei tre mesi precedenti, aveva usato ormoni, antidepressivi, ipnotici o farmaci per pressione, lipidi, diabete o coagulazione.

L'assegnazione ai gruppi è avvenuta per sorteggio, senza che partecipanti, medici o analisti sapessero chi riceveva che cosa. Ogni donna prendeva due capsule al giorno, con 15 mg di estratto ciascuna oppure con maltodestrina, e doveva evitare nuovi integratori e altro zafferano. Il protocollo era stato registrato prima dell'arruolamento (NCT06227858).

Chi104 donne in perimenopausa, tre centri in Pakistan
Che cosaSafr'Inside, 30 mg al giorno, o placebo identico
Durata12 settimane, con un controllo anche a 6
Domanda principalevariazione del punteggio totale della scala di Greene
Altre misureumore, sonno, qualità della vita, alcuni esami del sangue

La scala ha 21 voci da 0 a 3, per un massimo di 63 punti, quindi un punteggio iniziale intorno a 35 indica disturbi tutt'altro che occasionali.

Che cosa vuol dire il 68%

Partendo da medie quasi identiche, dopo dodici settimane il gruppo zafferano era a 11,2 e quello placebo a 29,4. Il 68% e il 17% descrivono il calo di queste medie: gli autori precisano di non aver fatto la media delle percentuali individuali.

Non significa che il 68% delle partecipanti sia guarito. Scendere da 35 a 11 punti è un miglioramento consistente, ma 11 non equivale all'assenza di sintomi. Calcolata donna per donna, la variazione media è di 24,2 punti con lo zafferano e di 6,5 con il placebo, valori vicini alla differenza fra le medie.

Medie del punteggio totale di Greene, non un test di significatività: placebo da 35,6 a 29,4, zafferano da 35,2 a 11,2
PlaceboZafferano
Inizio35,635,2
6 settimane32,119,8
12 settimane29,411,2

Poiché anche con il placebo il punteggio è sceso di circa sei punti, il confronto che conta è fra i gruppi: con l'estratto il calo è stato di circa diciotto punti in più. Gli autori stimano una dimensione dell'effetto di 1,62, una misura che rapporta la differenza alla variabilità dei punteggi.

Tutte le 104 donne randomizzate rientrano nell'analisi principale, perché ciascuna ha almeno una valutazione dopo l'inizio. Dodici non sono arrivate all'ultima visita, e a dodici settimane restano i dati di 45 donne con il placebo e 47 con lo zafferano. I valori mancanti non sono stati stimati: il modello usa le visite effettivamente svolte.

C'è poi un'analisi più ristretta, detta per protocollo, sulle 63 donne che hanno concluso lo studio senza deviazioni importanti e assumendo almeno l'80% delle capsule (34 con il placebo, 29 con lo zafferano). Delle 41 escluse, solo le dodici già ricordate hanno lasciato lo studio; le altre non soddisfacevano tutti i criteri. Secondo gli autori il risultato sul punteggio totale regge anche qui, ma il preprint non riporta i numeri.

Umore, sonno e vampate

La differenza più netta riguarda i sintomi psicologici, che scendono da 19,0 a 6,2 con lo zafferano e da 19,8 a 16,7 con il placebo. Ansia e umore depresso, misurati nella stessa scala, calano di 6,3 e 6,5 punti nel gruppo trattato e di 1,6 e 1,7 con il placebo. Vanno nella stessa direzione anche i disturbi fisici, da 10,6 a 2,7 contro da 10,6 a 8,7.

Un secondo questionario sull'umore registra un calo del 30% contro il 4%, un dato da non sommare al 68% perché viene da un'altra scala, che misura il peso degli stati emotivi negativi.

Sul sonno i risultati sono più deboli. Il punteggio complessivo non differisce in modo significativo fra i gruppi, mentre due sue componenti, la qualità percepita e la stanchezza diurna, sì. Secondo gli autori, però, anche queste perdono la significatività nell'analisi per protocollo, per cui l'effetto sul sonno appare meno stabile di quello sul punteggio totale.

Sulle vampate, invece, le medie, il test statistico e la dimensione dell'effetto non concordano.

VocePlaceboZafferanoInterazione tempo × gruppo
Insieme vasomotorio3,5 → 2,63,7 → 1,0p = 0,06; d = 0,94
Vampate2,0 → 1,52,0 → 0,6p = 0,60; d = 0,83
Sudorazioni notturne1,5 → 1,11,7 → 0,4p = 0,02; d = 0,85

Sulle vampate la media scende di più con lo zafferano, ma il test di interazione, che verifica se l'andamento nel tempo differisca fra i gruppi, dà p = 0,60: per gli autori non c'è un vantaggio significativo sul placebo. Nella tabella del preprint compaiono però una dimensione dell'effetto di 0,83 e un valore di p inferiore a 0,0001 per l'effetto medio del gruppo su tutte le visite. Mancano i confronti a 6 e a 12 settimane, che il metodo prevede solo con un'interazione significativa, e il preprint non indica a quale confronto si riferisca la dimensione dell'effetto, né come leggere insieme i tre valori. In altre parole, alcuni numeri suggeriscono un possibile beneficio, ma l'analisi scelta dagli autori per valutare l'evoluzione dei sintomi non lo conferma. I dati pubblicati non permettono di chiarire completamente questa differenza.

Le sudorazioni notturne, prese da sole, mostrano una differenza significativa, mentre l'insieme vasomotorio resta appena sopra la soglia: si può parlare di un miglioramento delle sudorazioni, ma non di un effetto dimostrato sulle vampate.

Fra gli esami del sangue, solo i trigliceridi cambiano in modo diverso nei due gruppi: scendono di 22 mg/dL con lo zafferano e salgono di 23 con il placebo, mentre per colesterolo, glicemia e ormoni non emergono differenze. È però un'analisi esplorativa, su meno prelievi, e non la domanda a cui lo studio doveva rispondere.

Un risultato più grande di quello del 2021

Nel 2021 Lopresti e Smith avevano già provato per dodici settimane un estratto di zafferano in perimenopausa [3]. Si trattava però dell'affron, 14 mg due volte al giorno, in 86 donne australiane reclutate online, con una perimenopausa riferita e non verificata con esami ormonali e punteggi iniziali intorno a 22.

In quello studio il punteggio totale scese del 32% con lo zafferano e del 14% con il placebo. Il test principale sul punteggio totale nel tempo non risultò significativo, mentre lo fu un test successivo sulla variazione percentuale. Il segnale più chiaro riguardava ansia (meno 33%) e sintomi depressivi (meno 32%), con l'ansia ferma nel gruppo placebo; sintomi fisici e vasomotori migliorarono, ma non più che con il placebo.

Date queste differenze, a cui si aggiunge un'analisi statistica diversa, i due studi non si replicano a vicenda. La risposta al placebo è simile, 14% allora e 17% oggi, mentre quella al trattamento è molto diversa: nel 2026 le partecipanti avevano sintomi iniziali più intensi e, dopo il trattamento, hanno raggiunto punteggi inferiori. La differenza fra i risultati è evidente, ma nessuna delle spiegazioni possibili è dimostrata.

Lo studio del 2018 spesso citato insieme a questi riguarda invece donne in postmenopausa con depressione e vampate, nelle quali 30 mg al giorno per sei settimane ridussero i sintomi depressivi e l'interferenza delle vampate con la vita quotidiana [4]. Cambiano fase e diagnosi, e la scala misurava il disturbo causato dalle vampate, non la voce da 0 a 3 del preprint.

I motivi per essere prudenti

Il disegno è accurato: sorteggio, doppio cieco, placebo identico e protocollo registrato in anticipo. Il campione era però calcolato per un effetto moderato, mentre quello osservato è molto più grande, e proprio per questo serve una replica.

Nell'analisi per protocollo, inoltre, alcuni esiti su sonno, umore e qualità della vita perdono la significatività, e senza le tabelle corrispondenti non si può verificare. All'inizio i gruppi differivano per stato civile, attività fisica e sonno, ma il modello corregge solo per età, peso e punteggio iniziale. Dodici settimane, infine, sono poche per una transizione che dura anni.

Il lavoro, parte del progetto Silver Brain Food finanziato da Bpifrance, è sponsorizzato da Activ'Inside, che produce l'estratto. Quattro autori ne sono dipendenti e uno di loro ha eseguito l'analisi statistica, anche se nessuno ha partecipato al reclutamento o alla raccolta dei dati clinici. Questo non invalida i risultati, ma rende importante una conferma indipendente.

Al 27 ottobre 2026 esiste solo la prima versione, e medRxiv avverte che i preprint, non sottoposti a peer review, non dovrebbero orientare le decisioni cliniche.

Ha senso assumerlo

Non come regola generale, e non sulla base di questo solo studio. La prova riguarda un estratto e una dose precisi, assunti per dodici settimane da donne con sintomi già evidenti sul questionario e senza ormoni né antidepressivi.

Se il disturbo principale sono le vampate, questo studio non dimostra un vantaggio sul placebo. Per questi sintomi, quando è indicata, la terapia ormonale è il trattamento con le prove più solide [5], anche se il preprint non la confronta con lo zafferano. Ha però controindicazioni, e la scelta va fatta con il medico; in nessun caso questo studio giustifica l'interruzione di una cura prescritta.

Gli effetti indesiderati sono stati 18, 10 con lo zafferano e 8 con il placebo, soprattutto lievi disturbi di stomaco e della pelle, e nessuno grave. Non sappiamo se gli stessi risultati, anche in termini di sicurezza, siano applicabili a chi assume anticoagulanti, antidepressivi o ormoni, che erano escluse.

Conclusioni

L'estratto standardizzato di zafferano è un candidato credibile soprattutto per l'umore e, in questo studio, anche per parte dei sintomi fisici e per le sudorazioni notturne. Il 68% descrive la riduzione del punteggio medio osservata nello studio, più ampia di quella vista con il placebo e nello studio del 2021. Si tratta però di un solo preprint, analizzato con la partecipazione del produttore, e sulle vampate il test statistico, la dimensione dell'effetto e le medie non descrivono lo stesso confronto.

Finché un gruppo indipendente non lo confermerà, è una notizia da seguire e non la base per una terapia.

Chi scrive

Andrea De Gol

Infermiere di sala operatoria

Infermiere di sala operatoria e fondatore di MyStackLabs. Studia integratori alimentari e medicina basata sulle evidenze applicando alla divulgazione scientifica lo stesso rigore richiesto dalla pratica clinica in sala operatoria.

Domande frequenti

No. È la riduzione del punteggio medio di un questionario, la scala di Greene, nel gruppo che prendeva l'estratto: da 35,2 a 11,2 in dodici settimane. Un punteggio di 11 non è l'assenza di disturbi, e la percentuale non dice quante donne siano migliorate fino a stare bene.

No. Lo studio ha usato Safr'Inside, un estratto secco da 30 mg al giorno, standardizzato per crocine e safranale, mentre i fili usati in cucina e le capsule di altre marche non hanno la stessa dose né la stessa composizione. Un trial del 2021 con un estratto diverso, l'affron, ha dato un risultato più piccolo e soprattutto sull'umore.

Il preprint non lo dimostra. Il punteggio medio delle vampate scende da 2,0 a 0,6 con lo zafferano e da 2,0 a 1,5 con il placebo, ma il test che confronta l'andamento dei due gruppi non è significativo. Le sudorazioni notturne, misurate a parte, mostrano invece una differenza significativa.

No, non sulla base di questo studio, che escludeva le donne in terapia ormonale o con antidepressivi. Per le vampate, nelle persone a cui è indicata, la terapia ormonale resta il trattamento con le prove più solide, e una cura già prescritta non si interrompe per un preprint.

Al 27 ottobre 2026 no. È un preprint depositato su medRxiv il 22 ottobre 2026, alla prima versione e senza revisione tra pari: i numeri sono pubblici, ma non hanno ancora superato il controllo di una rivista.

Riferimenti scientifici

Fonti scientifiche dell'articolo. I preprint senza PMID compaiono con DOI.

  1. 1

    Sultana R, Amjad H, Zafar H, et al. (2026). Effects of a standardized saffron extract (Safr'Inside) on menopause-related symptoms: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial in perimenopausal women. medRxiv

    Preprint — non sottoposto a peer review

    Fonte primaria di questo articolo. Centoquattro donne in perimenopausa, Safr'Inside 30 mg al giorno per 12 settimane. Il punteggio medio di Greene cala del 68% contro il 17% con il placebo. Al 27 ottobre 2026 esiste soltanto la versione 1, senza revisione tra pari.

    Apri la fonte (DOI) →
  2. 2

    Marx W, Lane M, Rocks T, et al. (2019). Effect of saffron supplementation on symptoms of depression and anxiety: a systematic review and meta-analysis. Nutrition Reviews

    Meta-analisi

    Ventitré studi su sintomi depressivi e ansiosi, non sulla perimenopausa. Effetti ampi contro placebo, con segnali di publication bias. Spiega l'interesse per l'umore, non dimostra un effetto sui sintomi menopausali.

    Visualizza su PubMed →
  3. 3

    Lopresti AL, Smith SJ (2021). The effects of a saffron extract (affron) on menopausal symptoms in women during perimenopause: a randomised, double-blind, placebo-controlled study. Journal of Menopausal Medicine

    RCT

    Ottantasei donne in Australia, affron 28 mg al giorno per 12 settimane. Il punteggio totale di Greene cala del 32% contro il 14%. Il test principale sul totale non è significativo; lo è il confronto sulle variazioni percentuali e, in modo più chiaro, la sottoscala psicologica. Sintomi fisici e vasomotori non superano il placebo. Finanziato da Pharmactive, che non ha disegnato l'analisi né scritto il rapporto.

    Visualizza su PubMed →
  4. 4

    Kashani L, Esalatmanesh S, Eftekhari F, et al. (2018). Efficacy of Crocus sativus (saffron) in treatment of major depressive disorder associated with post-menopausal hot flashes: a double-blind, randomized, placebo-controlled trial. Archives of Gynecology and Obstetrics

    RCT

    Sessanta donne in postmenopausa con depressione e vampate, 30 mg al giorno per sei settimane. Migliorano i sintomi depressivi e l'interferenza delle vampate sulla giornata. Non è la perimenopausa e non è la scala di Greene.

    Visualizza su PubMed →
  5. 5

    The North American Menopause Society (2022). The 2022 hormone therapy position statement of The North American Menopause Society. Menopause

    Linea guida

    La terapia ormonale resta il trattamento più efficace per i sintomi vasomotori, con un bilancio rischi-benefici che dipende da età, tempo dalla menopausa e condizioni della singola donna. Non è una prova sullo zafferano.

    Visualizza su PubMed →

Nota editoriale

Fonte primaria: Sultana R, Amjad H, Zafar H, et al. Effects of a standardized saffron extract (Safr'Inside) on menopause-related symptoms: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial in perimenopausal women. medRxiv, 22 ottobre 2026, DOI 10.64898/2026.10.12.26365297, versione 1. Al 27 ottobre 2026 non risulta una versione successiva né una pubblicazione peer-reviewed. Il preprint non ha un PMID: nel testo è citato con il DOI. Finanziamento: progetto Silver Brain Food (Bpifrance, DOS0107224) e sponsorizzazione di Activ'Inside, produttore di Safr'Inside. C. Pouchieu, L. Pourtau, D. Gaudout e B. Moras sono dipendenti di Activ'Inside; Pouchieu ha eseguito l'analisi statistica. Gli autori dell'azienda non hanno reclutato le partecipanti né raccolto i dati clinici. Registrazione: NCT06227858. Il grafico dei punteggi usa le medie della tabella 2 del preprint (intention-to-treat): placebo 35,6 e 29,4; zafferano 35,2 e 11,2.

Questo articolo ha scopo informativo. Non sostituisce il parere di un medico. Non indica un prodotto, una dose o la sospensione di una terapia prescritta.