Forma liposolubile della vitamina B1 con biodisponibilità superiore, supporto alla neuropatia periferica.

La cosa meno intuitiva è che la benfotiamina non è una “B1 più energizzante”, ma un modo più efficiente di aumentare i metaboliti intracellulari della tiamina quando il metabolismo del glucosio è cronicamente alterato. Negli studi sulla polineuropatia diabetica sono state usate soprattutto dosi di 300-600 mg al giorno per 3-6 settimane; il segnale clinico migliore riguarda dolore, bruciore e parestesie, non la rigenerazione documentata del nervo. Ha senso valutarla in persone con diabete e sintomi neuropatici periferici, soprattutto se l’alimentazione è povera, c’è uso cronico di diuretici dell’ansa o si sospetta scarso stato di tiamina. Ha meno senso per chi cerca lucidità mentale, performance fisica o “protezione glicemica”: non abbassa in modo affidabile HbA1c, glicemia o peso. Inoltre non ha dimostrato beneficio renale convincente: in uno studio da 12 settimane con 900 mg al giorno non ha ridotto l’albuminuria diabetica. Non è una scorciatoia se la neuropatia deriva da compressione, chemioterapia, alcol, carenza di B12 non corretta o ipotiroidismo: in quei casi serve identificare la causa, non aggiungere B1 ad alte dosi alla cieca.
La benfotiamina è S-benzoylthiamine O-monophosphate: nell’intestino viene de-fosforilata a S-benzoylthiamine, attraversa meglio le membrane rispetto ai sali idrosolubili di tiamina e viene poi convertita a tiamina e tiamina pirofosfato, il cofattore attivo. Il bersaglio metabolico più citato è la transchetolasi, enzima della via dei pentoso fosfati. Aumentare l’attività della transchetolasi può deviare intermedi glicolitici come fruttosio-6-fosfato e gliceraldeide-3-fosfato lontano da quattro vie di danno iperglicemico: formazione di AGE, attivazione della protein-chinasi C, via dell’esosamina e via dei polioli. Questo schema è solido in modelli cellulari e animali; nell’uomo è plausibile, ma non dimostrato in modo definitivo su endpoint duri come amputazioni, retinopatia progressiva o velocità di conduzione nervosa a lungo termine. Sono stati osservati anche effetti su stress ossidativo, NF-kB e funzione endoteliale dopo pasti ricchi di AGE, ma derivano da studi piccoli e di durata molto breve. Il meccanismo quindi è coerente con il diabete, non con un generico aumento di energia.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Sintomi della polineuropatia diabetica
ModerataLo studio BENDIP di Stracke ha randomizzato 165 persone con polineuropatia diabetica a placebo, 300 mg o 600 mg al giorno di benfotiamina per 6 settimane. Il Neuropathy Symptom Score è migliorato più con 600 mg, soprattutto per dolore, bruciore e formicolio; il Neuropathy Disability Score, più oggettivo, è cambiato meno. Traduzione pratica: il segnale è sui sintomi, non su una prova robusta di riparazione nervosa.
Aumento dello stato di tiamina
ModerataSchreeb e colleghi hanno confrontato in 12 volontari sani benfotiamina e tiamina mononitrato, mostrando concentrazioni plasmatiche di tiamina più alte dopo benfotiamina a parità di apporto nominale. È un beneficio farmacocinetico, non clinico: significa che la forma entra meglio nel pool della vitamina B1, ma non dimostra automaticamente meno neuropatia, meno glicazione o più energia in soggetti non carenti.
Dolore neuropatico a breve termine
LimitataNel BEDIP study, Haupt e colleghi hanno trattato 40 pazienti con polineuropatia diabetica per 3 settimane con 400 mg al giorno di benfotiamina o placebo. Il punteggio totale dei sintomi neuropatici è migliorato più nel gruppo attivo, con effetto evidente sul dolore. Il limite è pesante: campione piccolo, durata breve e nessuna informazione utile su mantenimento del beneficio oltre poche settimane.
Disfunzione endoteliale postprandiale
LimitataStirban e colleghi hanno studiato 13 persone con diabete di tipo 2 prima e dopo un pasto ricco di prodotti di glicazione avanzata. Con 1050 mg al giorno di benfotiamina per 3 giorni, la dilatazione flusso-mediata e alcuni marker di stress ossidativo peggioravano meno dopo il pasto. È un risultato interessante ma fragile: studio acuto, n=13, nessun dato su eventi cardiovascolari.
Riduzione di vie metaboliche da iperglicemia
LimitataHammes e colleghi hanno mostrato in modelli sperimentali che la benfotiamina attiva la transchetolasi e blocca vie di danno da iperglicemia collegate a AGE, PKC ed esosamina, prevenendo lesioni retiniche in animali diabetici. Questo non equivale a prevenire retinopatia nell’uomo: mancano trial clinici con fotografia retinica, progressione di stadio o necessità di laser come endpoint.
Protezione renale nel diabete
MistaQui la promessa preclinica non si è tradotta bene. Alkhalaf e colleghi hanno dato 900 mg al giorno di benfotiamina per 12 settimane a 40 pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia con albuminuria. Non c’è stata riduzione significativa dell’escrezione urinaria di albumina né un miglioramento renale clinicamente convincente. Per l’utente significa: non usarla al posto di ACE-inibitori, sartani o SGLT2-inibitori.
Funzione nervosa nel diabete di tipo 1
MistaFraser e colleghi hanno testato una supplementazione orale prolungata in persone con diabete di tipo 1 per 24 mesi, valutando funzione nervosa periferica e marker infiammatori. Nonostante la durata molto superiore agli studi sulla sintomatologia, non è emerso un miglioramento chiaro della funzione nervosa. Questo ridimensiona l’idea che la benfotiamina modifichi stabilmente la neuropatia diabetica quando usata da sola.
Legenda livelli di evidenza
Negli studi clinici sulla neuropatia diabetica le dosi più informative sono 400 mg al giorno per 3 settimane nel BEDIP e 300 o 600 mg al giorno per 6 settimane nel BENDIP. Nei trial renali sono stati usati 900 mg al giorno per 12 settimane, senza beneficio sull’albuminuria; nello studio postprandiale vascolare 1050 mg al giorno per soli 3 giorni. Il range pratico 150-450 mg al giorno è quindi conservativo, ma per sintomi neuropatici i dati migliori stanno intorno a 300-600 mg al giorno, spesso divisi in 2 dosi. In etichetta va cercata “benfotiamina” come ingrediente attivo, non semplice tiamina HCl o tiamina mononitrato: queste forme sono valide per correggere carenze, ma hanno farmacocinetica diversa. Controllare i milligrammi per dose, il numero di capsule necessario per arrivare alla dose reale e l’eventuale presenza di vitamina B6 ad alte dosi, perché un eccesso cronico di B6 può peggiorare neuropatie.
La benfotiamina è in genere ben tollerata negli studi fino a 600 mg al giorno per 6 settimane e 900 mg al giorno per 12 settimane; gli eventi riportati sono soprattutto disturbi gastrointestinali, nausea, odore corporeo insolito, prurito o rash. Non esiste un’interazione clinica solida con metformina, insulina, sulfaniluree o warfarin, ma questo non significa che sia stata studiata bene in tutte le combinazioni. I diuretici dell’ansa come furosemide e torasemide aumentano la perdita urinaria di tiamina: qui la supplementazione può avere senso, ma va interpretata nel quadro clinico. Con fluorouracile e capecitabina sono descritti disturbi del metabolismo della tiamina e casi di encefalopatia: non usare alte dosi per “compensare” senza oncologo. In gravidanza e allattamento restare ai fabbisogni standard salvo prescrizione; mancano dati su dosi da 300-600 mg. Prudenza anche in insufficienza renale avanzata, non per tossicità provata ma per scarsità di dati.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Gibson GE, Luchsinger JA, Cirio R, Chen H, Franchino-Elder J, Hirsch JA, Bettendorff L, Chen Z, Flowers SA, Gerber LM, Grandville T, Schupf N, Xu H, Stern Y, Habeck C, Jordan B, Fonzetti P (2020). Benfotiamine and Cognitive Decline in Alzheimer's Disease: Results of a Randomized Placebo-Controlled Phase IIa Clinical Trial. Journal of Alzheimer's disease : JAD
RCTStudio clinico di fase IIa randomizzato, controllato con placebo, su 70 persone con decadimento cognitivo lieve amnestico o demenza lieve dovuta ad Alzheimer. Per 12 mesi, la benfotiamina orale è risultata sicura, con minore peggioramento di ADAS-Cog e CDR, riduzione degli AGE e un effetto esplorativo su FDG-PET.
Visualizza su PubMedManzardo AM, Pendleton T, Poje A, Penick EC, Butler MG (2015). Change in psychiatric symptomatology after benfotiamine treatment in males is related to lifetime alcoholism severity. Drug and alcohol dependence
RCTIn 85 uomini con disturbo da uso di alcol, astinenti da 30 giorni, uno studio randomizzato in doppio cieco ha confrontato benfotiamina 600 mg e placebo per 6 mesi. Nei soggetti con maggiore gravità alcolica, la benfotiamina ha ridotto i punteggi SCL-90-R, suggerendo minore distress psichiatrico.
Visualizza su PubMedSheng L, Cao W, Lin P, Chen W, Xu H, Zhong C, Yuan F, Chen H, Li H, Liu C, Yang M, Li X (2021). Safety, Tolerability and Pharmacokinetics of Single and Multiple Ascending Doses of Benfotiamine in Healthy Subjects. Drug design, development and therapy
RCTDue studi di fase I randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo hanno valutato dosi orali singole e multiple crescenti di benfotiamina in soggetti sani. Il trattamento è stato sicuro e ben tollerato; gli eventi avversi erano simili al placebo. Tiamina e tiamina difosfato hanno mostrato accumulo moderato con somministrazioni ripetute.
Visualizza su PubMedStracke H, Gaus W, Achenbach U, Federlin K, Bretzel RG (2008). Benfotiamine in diabetic polyneuropathy (BENDIP): results of a randomised, double blind, placebo-controlled clinical study. Experimental and clinical endocrinology & diabetes : official journal, German Society of Endocrinology [and] German Diabetes Association
RCTStudio clinico di fase III randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su pazienti con polineuropatia diabetica distale simmetrica. Dopo 6 settimane, il Neuropathy Symptom Score migliorava significativamente nella popolazione per protocollo, soprattutto con 600 mg/die. Il Total Symptom Score non differiva significativamente; il trattamento era ben tollerato.
Visualizza su PubMedHaupt E, Ledermann H, Köpcke W (2005). Benfotiamine in the treatment of diabetic polyneuropathy--a three-week randomized, controlled pilot study (BEDIP study). International journal of clinical pharmacology and therapeutics
RCTStudio pilota randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, condotto per tre settimane in 40 pazienti ricoverati con diabete di tipo 1 o 2 e polineuropatia recente. La benfotiamina ha migliorato significativamente il punteggio neuropatico, soprattutto il dolore, senza effetti collaterali attribuibili né cambiamenti metabolici significativi.
Visualizza su PubMedAlkhalaf A, Klooster A, van Oeveren W, Achenbach U, Kleefstra N, Slingerland RJ, Mijnhout GS, Bilo HJ, Gans RO, Navis GJ, Bakker SJ (2010). A double-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial on benfotiamine treatment in patients with diabetic nephropathy. Diabetes care
RCTStudio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo in pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia, già trattati con ACE-inibitori o sartani. Benfotiamina 900 mg/die per 12 settimane ha migliorato lo stato tiaminico, ma non ha ridotto significativamente albuminuria urinaria né escrezione di KIM-1.
Visualizza su PubMedWinkler G, Pál B, Nagybéganyi E, Ory I, Porochnavec M, Kempler P (1999). Effectiveness of different benfotiamine dosage regimens in the treatment of painful diabetic neuropathy. Arzneimittel-Forschung
RCTStudio clinico aperto di 6 settimane su 36 pazienti diabetici con neuropatia periferica dolorosa. Tre regimi di benfotiamina, in combinazione con vitamine B o in monoterapia, migliorarono complessivamente dolore, vibrazione e soglie percettive. Il miglioramento maggiore si osservò con la dose più alta; il controllo metabolico rimase invariato.
Visualizza su PubMedStirban A, Pop A, Fischer A, Heckermann S, Tschoepe D (2013). Variability of skin autofluorescence measurement over 6 and 12 weeks and the influence of benfotiamine treatment. Diabetes technology & therapeutics
RCTVia incertaStudio crossover randomizzato, in doppio cieco, su 22 pazienti con diabete di tipo 2, per valutare ripetibilità dell’autofluorescenza cutanea e benfotiamina 900 mg/die per 6 settimane. La variabilità intra-soggetto rimase sotto l’11%; benfotiamina non modificò significativamente l’autofluorescenza né emerse un aumento postprandiale significativo.
Visualizza su PubMedAlkhalaf A, Kleefstra N, Groenier KH, Bilo HJ, Gans RO, Heeringa P, Scheijen JL, Schalkwijk CG, Navis GJ, Bakker SJ (2012). Effect of benfotiamine on advanced glycation endproducts and markers of endothelial dysfunction and inflammation in diabetic nephropathy. PloS one
RCTVia incertaIn pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia con albuminuria alta-normale o microalbuminuria, benfotiamina o placebo furono confrontati per 12 settimane. Furono misurati AGE plasmatici e urinari, marcatori di disfunzione endoteliale e infiammazione. Benfotiamina non ridusse significativamente questi parametri rispetto al placebo.
Visualizza su PubMedXie F, Cheng Z, Li S, Liu X, Guo X, Yu P, Gu Z (2014). Pharmacokinetic study of benfotiamine and the bioavailability assessment compared to thiamine hydrochloride. Journal of clinical pharmacology
RCTStudio farmacocinetico in volontari cinesi sani dopo somministrazione singola e multipla di benfotiamina, confrontata con tiamina cloridrato. Tiamina e metaboliti fosforilati mostrarono profili diversi in plasma, sangue ed eritrociti. Benfotiamina produsse acido ippurico senza accumulo e aumentò significativamente biodisponibilità e assorbimento della tiamina.
Visualizza su PubMedFeldman HH, Luchsinger JA, Léger GC, Taylor C, Jacobs DM, Salmon DP, Edland SD, Messer K, Revta C, Flowers SA, Jones KS, Koulman A, Yarasheski KE, Verghese PB, Venkatesh V, Zetterberg H, Durant J, Lupo JL, Gibson GE, ADCS BenfoTeam Study Group (2024). Protocol for a seamless phase 2A-phase 2B randomized double-blind placebo-controlled trial to evaluate the safety and efficacy of benfotiamine in patients with early Alzheimer's disease (BenfoTeam). PloS one
Clinical Trial ProtocolProtocollo di trial clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di 72 settimane su 406 partecipanti con Alzheimer precoce. La fase 2A valuta sicurezza, tollerabilità e dose di benfotiamina da proseguire; la fase 2B esamina efficacia, sicurezza a lungo termine e endpoint cognitivi e funzionali.
Visualizza su PubMedStirban A, Negrean M, Stratmann B, Gawlowski T, Horstmann T, Götting C, Kleesiek K, Mueller-Roesel M, Koschinsky T, Uribarri J, Vlassara H, Tschoepe D (2006). Benfotiamine prevents macro- and microvascular endothelial dysfunction and oxidative stress following a meal rich in advanced glycation end products in individuals with type 2 diabetes. Diabetes care
Studio clinicoVia incertaTredici persone con diabete di tipo 2 ricevettero un pasto termicamente processato ricco di AGE prima e dopo 3 giorni di benfotiamina. Il pasto comprometteva dilatazione flusso-mediata e iperemia reattiva, aumentando marcatori endoteliali, stress ossidativo, AGE e metilgliossale. Benfotiamina prevenne o ridusse significativamente questi effetti.
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