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antiossidante

Acido Alfa-Lipoico (ALA)

Antiossidante sia idro che liposolubile; supporto alla sensibilità insulinica, neuroprotettivo e rigeneratore di altri antiossidanti.

Evidenza forte7 benefici studiati
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Illustrazione editoriale di Acido Alfa-Lipoico (ALA), categoria antiossidante

Panoramica

La promessa più solida dell’acido alfa-lipoico non è “detossificare” l’organismo, ma ridurre sintomi specifici della neuropatia diabetica a dosi farmacologiche: nello studio SYDNEY 2, 600 mg/die per 5 settimane hanno ridotto il Total Symptom Score di circa il 51% contro il 32% del placebo. L’ALA è una molecola presente nei mitocondri, ma gli effetti clinici richiedono quantità molto superiori a quelle ottenibili con la dieta. Ha senso soprattutto per persone con diabete tipo 2 o prediabete che cercano un supporto aggiuntivo su neuropatia, sensibilità insulinica o peso, sempre senza sostituire farmaci, dieta e attività fisica. Ha meno senso per chi lo assume come generico antiossidante “anti-aging”: la rigenerazione di glutatione, vitamina C e vitamina E è biologicamente plausibile, ma non equivale a un beneficio clinico misurabile. Non è una scelta banale se si usano insulina, sulfoniluree o farmaci tiroidei, perché può modificare glicemia e, in alcuni casi, assetto tiroideo. La forma R-ALA è preferibile per biodisponibilità, ma molti studi clinici positivi hanno usato la miscela racemica R/S; quindi l’etichetta va letta con attenzione.

Meccanismo d'azione

L’acido alfa-lipoico agisce prima di tutto come cofattore enzimatico nei complessi mitocondriali della piruvato deidrogenasi e dell’alfa-chetoglutarato deidrogenasi, passaggi centrali per trasformare carboidrati e aminoacidi in energia. Una volta assunto, viene ridotto a diidrolipoico, la forma redox attiva che può neutralizzare specie reattive dell’ossigeno e rigenerare in parte glutatione, vitamina C e vitamina E; gran parte di questa parte resta dimostrata meglio in modelli cellulari e animali che in endpoint clinici umani. Sul metabolismo glucidico, l’ALA attiva AMPK e migliora la traslocazione di GLUT4 nel muscolo scheletrico, aumentando l’ingresso di glucosio indipendentemente dall’insulina in alcuni modelli sperimentali. Interagisce anche con PI3K/Akt, Nrf2 e NF-kB: Nrf2 aumenta enzimi antiossidanti endogeni, mentre la riduzione di NF-kB può attenuare segnali infiammatori. Nella neuropatia diabetica il razionale è doppio: meno stress ossidativo nei nervi periferici e migliore microcircolo endoneurale. Il punto pratico è che il meccanismo è coerente, ma non tutti i pathway preclinici si traducono in benefici percepibili.

Benefici e livello di evidenza

Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.

Riduzione dei sintomi della neuropatia diabetica

Forte

Il dato clinico più convincente riguarda la neuropatia diabetica dolorosa. Nel trial SYDNEY 2, 181 pazienti hanno assunto 600, 1200 o 1800 mg/die per 5 settimane: il dosaggio da 600 mg ha ridotto il Total Symptom Score di circa il 51% contro il 32% del placebo, con meno nausea rispetto alle dosi superiori. Per l’utente significa che 600 mg/die è il punto di partenza razionale, non 1800 mg.

Stabilizzazione della neuropatia diabetica nel lungo periodo

Moderata

Nel trial NATHAN 1, 460 persone con polineuropatia diabetica lieve-moderata hanno ricevuto 600 mg/die di ALA per 4 anni. L’endpoint composito primario non è stato pienamente centrato, ma alcuni punteggi di deficit neuropatico sono migliorati rispetto al placebo. Traduzione pratica: l’ALA non ricostruisce i nervi in modo netto, ma può rallentare o migliorare alcuni segni clinici se usato con continuità.

Miglioramento della sensibilità insulinica

Moderata

In uno studio controllato su 74 pazienti con diabete tipo 2, Jacob e colleghi hanno testato ALA orale a dosi di 600, 1200 o 1800 mg/die per 4 settimane. La sensibilità insulinica misurata con clamp euglicemico è aumentata di circa il 27% nei gruppi trattati rispetto al placebo. È un effetto metabolico reale, ma non sostituisce metformina, perdita di peso o esercizio.

Perdita di peso modesta

Moderata

Nel trial di Koh su 360 adulti obesi, 1200 o 1800 mg/die per 20 settimane hanno prodotto una perdita di peso superiore al placebo, significativa soprattutto con 1800 mg/die, ma accompagnata da più effetti gastrointestinali. La meta-analisi di Kucukgoncu ha stimato una riduzione media di circa 1,27 kg. È un aiuto piccolo: utile solo se dieta e attività fisica sono già impostate.

Controllo glicemico in diabete tipo 2

Limitata

Gli studi su glicemia a digiuno e HbA1c sono meno solidi rispetto alla neuropatia. In trial piccoli, come quello di Porasuphatana su pazienti con diabete tipo 2, l’ALA ha migliorato alcuni marker ossidativi e glicemici, ma con campioni ridotti e durate brevi. In pratica, non ha la prevedibilità di un farmaco antidiabetico: va valutato con glicemia e HbA1c misurate, non “a sensazione”.

Neuroprotezione nella sclerosi multipla progressiva

Limitata

Nel trial pilota di Spain, 51 persone con sclerosi multipla secondariamente progressiva hanno assunto 1200 mg/die di acido lipoico per 2 anni. Il tasso annualizzato di perdita di volume cerebrale è risultato inferiore rispetto al placebo, ma lo studio era piccolo e non progettato per dimostrare un beneficio clinico definitivo su disabilità. È un segnale interessante, non una terapia neuroprotettiva provata.

Riduzione di infiammazione e stress ossidativo

Mista

Le meta-analisi su marker come PCR, TNF-alfa, IL-6, malondialdeide e capacità antiossidante totale mostrano risultati non uniformi, spesso dipendenti da dose, durata e stato metabolico dei partecipanti. Alcuni studi trovano riduzioni della PCR, altri nessun cambiamento clinicamente rilevante. Per l’utente il messaggio è semplice: usare l’ALA solo per “abbassare lo stress ossidativo” è una motivazione debole senza un obiettivo misurabile.

Legenda livelli di evidenza

ForteModerataLimitataMista

Dosaggio indicativo

Negli studi sulla neuropatia diabetica la dose orale più sensata è 600 mg/die: SYDNEY 2 l’ha usata per 5 settimane, NATHAN 1 per 4 anni. Dosi da 1200–1800 mg/die sono state testate su peso e metabolismo, ma aumentano nausea, reflusso e diarrea senza un vantaggio proporzionale. L’assorbimento è migliore a stomaco vuoto, 30–60 minuti prima dei pasti, ma chi ha gastrite può assumerlo con cibo accettando una biodisponibilità più bassa. La forma R-ALA è l’enantiomero biologicamente attivo; la miscela racemica contiene anche S-ALA, meno rilevante e potenzialmente competitiva. In etichetta bisogna controllare se i milligrammi indicano R-ALA puro, sodio R-lipoato stabilizzato o miscela R/S: 300 mg di R-ALA non equivalgono sempre a 300 mg di acido lipoico racemico. Evitare formule proprietarie che non dichiarano la quantità esatta.

Sicurezza e controindicazioni

Il rischio pratico principale è l’ipoglicemia quando l’ALA viene associato a insulina, glibenclamide, gliclazide, glimepiride, repaglinide o metformina in persone già ben controllate: serve monitorare glicemie capillari o sensori nelle prime 2–3 settimane. Sono stati descritti casi rari di sindrome autoimmune insulinica con ipoglicemie severe, soprattutto in soggetti geneticamente predisposti, più riportati in popolazioni asiatiche. Chi assume levotiroxina dovrebbe separare le dosi e controllare TSH e FT4, perché sono stati segnalati cambiamenti della funzione tiroidea. In alcolismo, malnutrizione o deficit di tiamina, l’ALA va evitato o associato a tiamina: aumentare il metabolismo glucidico senza vitamina B1 può essere rischioso. Prudenza anche durante chemioterapia con cisplatino o altri schemi oncologici: gli antiossidanti ad alte dosi vanno discussi con l’oncologo. Gravidanza, allattamento e bambini restano aree con dati clinici insufficienti.

Compatibilità con altri integratori

Ingredienti che si combinano bene in uno stack.

Acetil-L-carnitinaBenfotiaminaMyo-inositoloMagnesioOmega-3Coenzima Q10N-acetilcisteinaVitamina D

Riferimenti scientifici

Studi selezionati a supporto del profilo informativo.

  1. 1

    Ziegler D, Low PA, Litchy WJ, Boulton AJ, Vinik AI, Freeman R, Samigullin R, Tritschler H, Munzel U, Maus J, Schütte K, Dyck PJ (2011). Efficacy and safety of antioxidant treatment with α-lipoic acid over 4 years in diabetic polyneuropathy: the NATHAN 1 trial. Diabetes care

    RCT

    In un trial multicentrico randomizzato in doppio cieco, 460 pazienti diabetici con polineuropatia sensomotoria distale lieve-moderata hanno ricevuto acido alfa-lipoico orale 600 mg/die o placebo per 4 anni. L’endpoint composito primario non differì significativamente; alcuni punteggi di deficit neuropatico migliorarono con ALA, con tollerabilità simile ma più eventi avversi seri.

    Visualizza su PubMed
  2. 2

    Kucukgoncu S, Zhou E, Lucas KB, Tek C (2017). Alpha-lipoic acid (ALA) as a supplementation for weight loss: results from a meta-analysis of randomized controlled trials. Obesity reviews : an official journal of the International Association for the Study of Obesity

    Meta-analisi

    Questa meta-analisi ha valutato 10 studi randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo sull’effetto dell’acido alfa-lipoico su peso e BMI. Il trattamento è stato associato a una piccola ma significativa maggiore perdita di peso e riduzione del BMI rispetto al placebo, senza effetto significativo della dose.

    Visualizza su PubMed
  3. 3

    Guo Y, Jones D, Palmer JL, Forman A, Dakhil SR, Velasco MR, Weiss M, Gilman P, Mills GM, Noga SJ, Eng C, Overman MJ, Fisch MJ (2014). Oral alpha-lipoic acid to prevent chemotherapy-induced peripheral neuropathy: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Supportive care in cancer : official journal of the Multinational Association of Supportive Care in Cancer

    RCT

    In pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia con cisplatino o oxaliplatino, acido alfa-lipoico orale 600 mg tre volte al giorno per 24 settimane è stato confrontato con placebo. Solo il 29% completò lo studio; non emersero differenze significative in neurotossicità, dolore o funzione. L’intervento risultò inefficace e poco fattibile.

    Visualizza su PubMed
  4. 4

    Jacob S, Ruus P, Hermann R, Tritschler HJ, Maerker E, Renn W, Augustin HJ, Dietze GJ, Rett K (1999). Oral administration of RAC-alpha-lipoic acid modulates insulin sensitivity in patients with type-2 diabetes mellitus: a placebo-controlled pilot trial. Free radical biology & medicine

    RCT

    Studio pilota multicentrico controllato con placebo su 74 pazienti con diabete di tipo 2 ha valutato acido alfa-lipoico orale per 4 settimane a dosi di 600, 1200 o 1800 mg/die. Rispetto al placebo, più pazienti trattati mostrarono aumento della sensibilità insulinica, senza evidente effetto dose.

    Visualizza su PubMed
  5. 5

    Ziegler D, Ametov A, Barinov A, Dyck PJ, Gurieva I, Low PA, Munzel U, Yakhno N, Raz I, Novosadova M, Maus J, Samigullin R (2006). Oral treatment with alpha-lipoic acid improves symptomatic diabetic polyneuropathy: the SYDNEY 2 trial. Diabetes care

    RCT

    Nel trial SYDNEY 2, 181 pazienti diabetici con polineuropatia distale simmetrica hanno ricevuto per 5 settimane acido alfa-lipoico orale 600, 1200 o 1800 mg/die oppure placebo. Tutte le dosi migliorarono significativamente sintomi neuropatici e valutazione globale rispetto al placebo; nausea, vomito e vertigini aumentarono con la dose.

    Visualizza su PubMed
  6. 6

    Ziegler D, Hanefeld M, Ruhnau KJ, Hasche H, Lobisch M, Schütte K, Kerum G, Malessa R (1999). Treatment of symptomatic diabetic polyneuropathy with the antioxidant alpha-lipoic acid: a 7-month multicenter randomized controlled trial (ALADIN III Study). ALADIN III Study Group. Alpha-Lipoic Acid in Diabetic Neuropathy. Diabetes care

    RCT

    Nel trial ALADIN III, 509 pazienti con diabete di tipo 2 e polineuropatia sintomatica ricevettero acido alfa-lipoico endovenoso per 3 settimane seguito da trattamento orale o placebo. I sintomi neuropatici non migliorarono in modo clinicamente distinguibile dal placebo, ma i deficit neuropatici mostrarono effetti favorevoli senza aumento significativo degli eventi avversi.

    Visualizza su PubMed
  7. 7

    Ruhnau KJ, Meissner HP, Finn JR, Reljanovic M, Lobisch M, Schütte K, Nehrdich D, Tritschler HJ, Mehnert H, Ziegler D (1999). Effects of 3-week oral treatment with the antioxidant thioctic acid (alpha-lipoic acid) in symptomatic diabetic polyneuropathy. Diabetic medicine : a journal of the British Diabetic Association

    RCT

    In 24 pazienti con diabete di tipo 2 e polineuropatia sintomatica, un trattamento orale di 3 settimane con acido tioctico 600 mg tre volte al giorno è stato confrontato con placebo. Ha ridotto significativamente sintomi neuropatici e punteggio di disabilità, senza differenze negli eventi avversi.

    Visualizza su PubMed
  8. 8

    Koh EH, Lee WJ, Lee SA, Kim EH, Cho EH, Jeong E, Kim DW, Kim MS, Park JY, Park KG, Lee HJ, Lee IK, Lim S, Jang HC, Lee KH, Lee KU (2011). Effects of alpha-lipoic Acid on body weight in obese subjects. The American journal of medicine

    RCT

    In uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo di 20 settimane, 360 soggetti obesi hanno ricevuto acido alfa-lipoico 1200 o 1800 mg/die oppure placebo. La dose di 1800 mg/die ha prodotto una modesta perdita di peso; orticaria e prurito erano generalmente lievi e transitori.

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Scheda rapida

Categoria
antiossidante
Evidenza massima
Forte
Benefici
7
Studi citati
8

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