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fungo medicinale

Cordyceps (Cordyceps militaris)

Fungo parassita con cordycepina; supporto alla performance aerobica, all’energia e all’immunità.

Evidenza moderata8 benefici studiati
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Illustrazione editoriale di Cordyceps (Cordyceps militaris), categoria fungo medicinale

Panoramica

Il punto meno ovvio è che Cordyceps militaris non ha prove cliniche solide per “aumentare l’energia” in senso generale: i dati umani riguardano soprattutto immunità e prestazione fisica, con studi piccoli e durate brevi. In uno studio randomizzato su adulti sani, 1,5 g/die per 4 settimane ha aumentato alcuni indici di immunità cellulo-mediata; per l’esercizio, i risultati sono più irregolari e spesso usano 4 g/die per 1-3 settimane, non i classici 1000-3000 mg. Ha senso considerarlo se l’obiettivo è testare, per 4-8 settimane, un supporto misurabile su parametri come tolleranza allo sforzo, recupero percepito o attività delle cellule NK, accettando che l’effetto atteso non sia paragonabile a caffeina, nitrati o creatina. Non ha senso usarlo come sostituto di sonno, carboidrati, allenamento aerobico strutturato o terapia medica. Non è una scelta prudente per chi assume immunosoppressori, anticoagulanti o farmaci ipoglicemizzanti senza supervisione, perché i meccanismi noti su immunità, aggregazione piastrinica e metabolismo sono biologicamente plausibili ma poco quantificati nell’uomo.

Meccanismo d'azione

Cordyceps militaris contiene cordycepina, cioè 3’-deossiadenosina, polisaccaridi, steroli e composti fenolici. La cordycepina è un analogo dell’adenosina: in modelli cellulari viene fosforilata a forme trifosfato che interferiscono con la sintesi di RNA e con la poliadenilazione, e modula vie come AMPK, mTOR, NF-κB e NLRP3. Questo spiega perché in vitro compaiano effetti antinfiammatori, antiproliferativi e metabolici; però gran parte di questi dati deriva da concentrazioni non confrontate con quelle raggiungibili assumendo capsule orali. Un dettaglio importante è la degradazione da parte dell’adenosina deaminasi: la cordycepina può essere convertita in 3’-deossiinosina, riducendo l’esposizione sistemica. Alcuni ceppi di C. militaris producono anche pentostatina, un inibitore dell’adenosina deaminasi, ma non è garantito che un integratore commerciale la contenga in quantità rilevanti. I polisaccaridi, invece, sembrano agire soprattutto su macrofagi, cellule dendritiche e cellule NK attraverso recettori di riconoscimento come dectina-1 e TLR2/TLR4; anche qui la maggior parte della dimostrazione resta preclinica.

Benefici e livello di evidenza

Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.

Supporto dell’immunità cellulo-mediata

Moderata

Il dato umano più pertinente è uno studio randomizzato, in doppio cieco, su 79 adulti sani coreani: 1,5 g/die di estratto di Cordyceps militaris per 4 settimane ha aumentato l’attività delle cellule NK rispetto al placebo e ha modificato marcatori di risposta T. Non è uno studio su persone immunodepresse, né dimostra meno infezioni: misura soprattutto biomarcatori immunitari.

Tolleranza allo sforzo ad alta intensità

Limitata

In uno studio su 28 adulti sani, 4 g/die di un preparato contenente Cordyceps militaris per 1 settimana e poi 3 settimane ha migliorato alcuni indici di tolleranza all’esercizio ad alta intensità rispetto al placebo. Il limite pratico è che campione, durata e formulazione non permettono di prevedere un aumento affidabile della performance in atleti allenati o con dosi da 1-3 g.

Capacità aerobica in soggetti non allenati o anziani

Limitata

Il supporto clinico viene soprattutto da Cordyceps sinensis Cs-4, non da C. militaris: Chen e colleghi hanno studiato 20 anziani sani con 3 g/die per 12 settimane, osservando un aumento della soglia ventilatoria e una tendenza al miglioramento del VO2max. È un indizio trasferibile solo in parte, perché specie, composizione e popolazione sono diversi.

Riduzione di mediatori infiammatori

Limitata

Studi cellulari e animali mostrano che estratti di C. militaris e cordycepina riducono mediatori come TNF-α, IL-1β, IL-6, COX-2 e iNOS attraverso NF-κB e MAPK. Won e Park hanno riportato attività antinfiammatoria in modelli sperimentali, ma non esistono trial clinici robusti con PCR, dolore articolare o sintomi infiammatori come endpoint primari.

Controllo glicemico e metabolismo

Limitata

L’ipotesi deriva da polisaccaridi e cordycepina che in modelli animali modulano AMPK, captazione del glucosio, stress ossidativo e profilo lipidico. Per l’utente con glicemia alterata il punto è netto: non ci sono studi clinici adeguati su C. militaris con HbA1c, glicemia a digiuno o insulino-resistenza come endpoint. Non va usato per ridurre farmaci antidiabetici.

Azione antiossidante

Limitata

Polisaccaridi isolati dai corpi fruttiferi di C. militaris mostrano attività scavenger in test chimici e, in modelli animali, aumento di enzimi come superossido dismutasi e glutatione perossidasi. Questo non equivale a un beneficio clinico: mancano studi umani che dimostrino riduzione di danno muscolare, recupero più rapido o minore incidenza di malattie ossidative.

Meccanismi antitumorali sperimentali

Limitata

La cordycepina inibisce proliferazione, angiogenesi e migrazione tumorale in colture cellulari e modelli animali, anche tramite AMPK, mTOR, apoptosi caspasi-dipendente e interferenza con la sintesi di RNA. Questo non rende C. militaris un trattamento oncologico: non ci sono trial clinici che dimostrino sopravvivenza, risposta tumorale o riduzione degli effetti avversi della chemioterapia.

Energia soggettiva e fatica quotidiana

Mista

Il claim “energia” è più debole della pubblicità: gli studi misurano soprattutto esercizio o biomarcatori, non fatica quotidiana con scale validate. Alcuni soggetti possono percepire più tolleranza allo sforzo, ma gli studi sono piccoli, spesso non usano C. militaris puro e durano 1-12 settimane. Se dopo 4 settimane non cambia nulla di misurabile, proseguire ha poco razionale.

Legenda livelli di evidenza

ForteModerataLimitataMista

Dosaggio indicativo

Negli studi clinici su C. militaris la dose più citata è 1,5 g/die di estratto per 4 settimane per parametri immunitari; negli studi su performance sono stati usati 4 g/die per 1-3 settimane, quindi oltre il range commerciale 1000-3000 mg. Per un uso pratico ha senso partire da 1000 mg/die con pasto per 7 giorni, poi 1500-3000 mg/die divisi in 1-2 assunzioni se tollerato, valutando un endpoint concreto entro 4-8 settimane. La forma più razionale è un estratto di corpo fruttifero o micelio dichiarato, standardizzato in cordycepina e beta-glucani; la sola “polvere di fungo” può contenere amido del substrato e quantità variabili di attivi. In etichetta controllare specie completa, parte usata, rapporto di estrazione, mg di cordycepina per dose, beta-glucani reali e test per metalli pesanti, pesticidi e contaminazione microbiologica.

Sicurezza e controindicazioni

La sicurezza umana di C. militaris è documentata solo in studi brevi, quindi l’assenza di eventi gravi non significa sicurezza garantita a lungo termine. Per prudenza va evitato o discusso con il medico con anticoagulanti e antiaggreganti come warfarin, apixaban, rivaroxaban, clopidogrel e acido acetilsalicilico, perché cordycepina e composti adenosinici hanno dati preclinici su piastrine e vasodilatazione. Attenzione anche con immunosoppressori come tacrolimus, ciclosporina, micofenolato e corticosteroidi cronici: un prodotto che stimola cellule NK o citochine può essere indesiderabile dopo trapianto o in malattie autoimmuni attive. Con insulina, glibenclamide, gliclazide o altri farmaci ipoglicemizzanti serve monitorare la glicemia, perché gli effetti metabolici sono poco prevedibili. Sospenderlo 1-2 settimane prima di interventi chirurgici è una precauzione ragionevole. Gravidanza, allattamento, bambini, chemioterapia e immunoterapia oncologica sono contesti in cui mancano dati sufficienti.

Compatibilità con altri integratori

Ingredienti che si combinano bene in uno stack.

Creatina monoidratoBeta-alaninaNitrati da barbabietolaCoenzima Q10Omega-3Vitamina DMagnesioProteine del siero del latte

Riferimenti scientifici

Studi selezionati a supporto del profilo informativo.

  1. 1

    Radhi M, Ashraf S, Lawrence S, Tranholm AA, Wellham PAD, Hafeez A, Khamis AS, Thomas R, McWilliams D, de Moor CH (2021). A Systematic Review of the Biological Effects of Cordycepin. Molecules (Basel, Switzerland)

    Revisione sistematicaVia incerta

    La revisione sistematica ha analizzato 791 studi sulla cordicepina, includendo sopravvivenza cellulare, infiammazione, segnalazione e modelli animali. Riporta inibizione di proliferazione/migrazione e infiammazione, riduzione di PI3K/mTOR/AKT ed ERK, attivazione di AMPK e potenziali effetti terapeutici in animali, con questioni residue su meccanismo, tossicità e biodistribuzione.

    Visualizza su PubMed
  2. 2

    Shen S, Yao H, Zhu Y, Xiang W (2025). Effect of a New Skin-Lightening Cosmetic Containing Cordyceps Extract in the Treatment of Melasma: A Clinical Trial. Journal of cosmetic dermatology

    RCT

    In uno studio clinico su 62 donne con melasma, acido tranexamico orale più crema all’idrochinone è stato confrontato con acido tranexamico orale più essenza topica di Cordyceps. Dopo 12 settimane entrambi i gruppi migliorarono MASI, indice melanina ed eritema; le reazioni avverse furono meno frequenti con Cordyceps, con analisi metabolomica esplorativa.

    Visualizza su PubMed
  3. 3

    Chen B, Sun Y, Luo F, Wang C (2020). Bioactive Metabolites and Potential Mycotoxins Produced by Cordyceps Fungi: A Review of Safety. Toxins

    RevisioneVia incerta

    La revisione discute la sicurezza dei funghi Cordyceps prodotti in massa come supplementi, additivi o mangimi. Composti noti come cordicepina e pentostatina mostrano attività benefiche ma anche tossicità dose-dipendenti. Genomi con numerosi cluster biosintetici suggeriscono possibili metaboliti ignoti, inclusi analoghi di micotossine, richiedendo caratterizzazione e valutazioni di sicurezza.

    Visualizza su PubMed
  4. 4

    Tan W, Wang Y, Dai H, Deng J, Wu Z, Lin L, Yang J (2022). Potential Therapeutic Strategies for Renal Fibrosis: Cordyceps and Related Products. Frontiers in pharmacology

    RevisioneVia incerta

    Questa revisione esamina Cordyceps e prodotti correlati come possibile strategia contro la fibrosi renale, descrivendo effetti su infiammazione, stress ossidativo, apoptosi, autofagia, deposizione di matrice extracellulare e attivazione dei fibroblasti. Gli studi clinici disponibili suggeriscono benefici come adiuvanti nelle malattie renali croniche, ma sono limitati da bassa qualità ed eterogeneità.

    Visualizza su PubMed
  5. 5

    Shashidhar MG, Giridhar P, Udaya Sankar K, Manohar B (2013). Bioactive principles from Cordyceps sinensis: A potent food supplement - A review. Journal of functional foods

    RevisioneVia incerta

    La revisione descrive Cordyceps sinensis, trasferito a Ophiocordyceps, come fungo entomofago usato nella medicina tradizionale cinese e alimento medicinale. Riassume studi su attività adattogene, antiossidanti, anti-invecchiamento, neuroprotettive, immunomodulanti, antitumorali ed epatoprotettive. Evidenzia nucleosidi, polisaccaridi, steroli e proteine, con adenosina e cordicepina come marcatori, e richiama gestione sostenibile.

    Visualizza su PubMed
  6. 6

    Al-Khayri JM, Khan T (2024). Pharmacological and economical aspects of important species of Cordyceps sensu lato: A review. Cellular and molecular biology (Noisy-le-Grand, France)

    RevisioneVia incerta

    La revisione tratta aspetti farmacologici ed economici di Cordyceps sensu lato, concentrandosi su Ophiocordyceps sinensis, Cordyceps militaris, C. cicadae e C. tenuipes. Discute contenuti, fonti dietetiche, valore nutrizionale, proprietà farmacologiche, uso in medicina, supplementi e cosmetici, domanda crescente, benefici economici e necessità di proteggere specie minacciate.

    Visualizza su PubMed
  7. 7

    Wang L, Sun H, Yang M, Xu Y, Hou L, Yu H, Wang X, Zhang Z, Han J (2022). Bidirectional regulatory effects of Cordyceps on arrhythmia: Clinical evaluations and network pharmacology. Frontiers in pharmacology

    Journal Article

    La revisione ha incluso 19 studi randomizzati su 1.805 pazienti con aritmia, confrontando Ningxinbao/Cordyceps più terapia di routine con la sola terapia. Il trattamento ha migliorato l’efficacia totale in bradicardia e tachicardia, senza eventi avversi gravi. L’analisi farmacologica ha indicato vie adrenergiche cardiomiocitarie e PI3K-Akt come possibili meccanismi.

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  8. 8

    Dewi L, Khemtong C (2025). Ergogenic Aid by Cordyceps: Does It Work??. Current nutrition reports

    Revisione

    Questa revisione riassume studi umani sugli effetti di Cordyceps sulla performance aerobica e sulla fitness. La maggior parte ha coinvolto giovani attivi. Supplementazioni di 2-16 settimane hanno aumentato il tempo all’esaurimento in modo dose-dipendente, mentre gli effetti sulla fitness aerobica sono risultati incoerenti e poco studiati in anziani e sedentari.

    Visualizza su PubMed
  9. 9

    Li Y, Talbot CL, Chandravanshi B, Ksiazek A, Sood A, Chowdhury KH, Maschek JA, Cox J, Babu AKS, Paz HA, Babu PVA, Meyerholz DK, Wankhade UD, Holland W, Shyong Tai E, Summers SA, Chaurasia B (2022). Cordyceps inhibits ceramide biosynthesis and improves insulin resistance and hepatic steatosis. Scientific reports

    Journal ArticleVia incerta

    Lo studio ha analizzato estratti commerciali di Cordyceps per la presenza di miriocina e ne ha testato uno in topi obesi. Il trattamento a dose equivalente umana ha ridotto ceramidi, obesità indotta da dieta e steatosi epatica, migliorando omeostasi glucidica, spesa energetica, funzione del tessuto adiposo e microbiota intestinale.

    Visualizza su PubMed
  10. 10

    Das SK, Masuda M, Sakurai A, Sakakibara M (2010). Medicinal uses of the mushroom Cordyceps militaris: current state and prospects. Fitoterapia

    RevisioneVia incerta

    La rassegna descrive Cordyceps militaris come fonte di metaboliti bioattivi con numerose applicazioni medicinali riportate, tra cui effetti immunomodulatori, antinfiammatori, antimicrobici, antitumorali, ipoglicemizzanti e protettivi d’organo. Riassume anche tecniche di coltura, incluse colture di stock, spawn, riso, segatura, sommerse, liquide e batch.

    Visualizza su PubMed

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Scheda rapida

Categoria
fungo medicinale
Evidenza massima
Moderata
Benefici
8
Studi citati
10

Contenuto informativo. Non sostituisce il parere medico.

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