Amminoacido più abbondante nel plasma; nutrimento degli enterociti, supporto immunitario e recupero muscolare.

La cosa meno intuitiva è che aggiungere glutammina a una dieta già ricca di proteine raramente aumenta muscolo o performance: negli adulti sani il muscolo ne produce e ne contiene molta, quindi 5–15 g al giorno non correggono di solito una carenza. Il razionale diventa più solido quando il fabbisogno supera la sintesi endogena o quando l’intestino è un bersaglio clinico. Nell’anemia falciforme, per esempio, una dose farmacologica di 0,3 g/kg due volte al giorno per 48 settimane ha ridotto le crisi dolorose mediane da 4 a 3 in uno studio su 230 pazienti. Nel colon irritabile post-infettivo con diarrea e permeabilità aumentata, 5 g tre volte al giorno per 8 settimane hanno dato risultati netti in un singolo RCT. Ha senso quindi per condizioni specifiche, idealmente diagnosticate, non come “recupero” generico dopo palestra. Non ha senso aspettarsi ipertrofia, aumento del testosterone o protezione immunitaria affidabile se sonno, calorie e proteine totali sono già adeguati. In terapia intensiva, oncologia attiva, insufficienza epatica o renale, la glutammina non va improvvisata: a dosi alte e in pazienti critici alcuni trial hanno mostrato assenza di beneficio o segnali di danno.
La glutammina è un nodo metabolico più che un interruttore farmacologico. Entra nelle cellule tramite trasportatori come ASCT2/SLC1A5 e SNAT, poi la glutaminasi mitocondriale, soprattutto GLS1, la converte in glutammato e ammonio. Il glutammato alimenta il ciclo di Krebs come alfa-chetoglutarato, contribuisce alla sintesi di glutatione con cisteina e glicina, e dona azoto per purine, pirimidine ed esosamine. Enterociti, linfociti e macrofagi usano glutammina come carburante rapido durante proliferazione o stress; questo spiega il razionale su barriera intestinale e risposta immune. La glutammina può anche favorire mTORC1 indirettamente: l’efflusso di glutammina attraverso SLC7A5 facilita l’ingresso di leucina, ma questo meccanismo è stato chiarito soprattutto in modelli cellulari e non dimostra da solo crescita muscolare nell’uomo. Nell’anemia falciforme il meccanismo proposto è diverso: aumento del potenziale redox eritrocitario, con migliore disponibilità di NAD e glutatione, riducendo danno ossidativo e rigidità dei globuli rossi. Molte spiegazioni restano precliniche; gli effetti clinici vanno giudicati dai trial, non dal pathway.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Riduzione delle crisi nell’anemia falciforme
ForteIl dato clinico più robusto non riguarda la palestra ma l’anemia falciforme. Nel trial di Niihara su 230 pazienti, L-glutammina 0,3 g/kg due volte al giorno per 48 settimane ha ridotto le crisi dolorose mediane a 3 contro 4 con placebo e le ospedalizzazioni mediane a 2 contro 3. È un uso a dose farmacologica, da gestire con ematologo, non una semplice integrazione sportiva.
Sintomi del colon irritabile post-infettivo con diarrea
ModerataZhou e colleghi hanno studiato 106 adulti con IBS post-infettiva, diarrea e aumentata permeabilità intestinale. Con 5 g di glutammina tre volte al giorno per 8 settimane, il 79,6% ha ottenuto una riduzione di almeno 50 punti dell’IBS Severity Scoring System, contro il 5,8% con placebo. È un risultato forte ma concentrato in una sottopopolazione specifica, non estendibile automaticamente a stipsi o gonfiore aspecifico.
Prevenzione della mucosite orale da chemioterapia
ModerataNel trial di Peterson su 326 donne con carcinoma mammario trattate con antracicline, una formulazione orale di glutammina, 2,5 g tre volte al giorno come risciacquo e deglutizione, ha ridotto la mucosite clinicamente rilevante rispetto al placebo. Il risultato riguarda un prodotto e un contesto oncologico preciso. Non autorizza l’autosomministrazione durante chemioterapia: alcuni tumori usano glutammina intensamente e la decisione spetta all’oncologo.
Controllo glicemico nel diabete di tipo 2
LimitataMansour e colleghi hanno randomizzato 66 persone con diabete di tipo 2 a 30 g/die di glutammina o placebo per 6 settimane. Il gruppo glutammina ha mostrato riduzioni di circonferenza vita, glicemia a digiuno e HbA1c rispetto al basale e al placebo. Il campione era piccolo, la durata breve e la dose alta; non è un sostituto di metformina, dieta, attività fisica o terapia prescritta.
Recupero muscolare dopo esercizio eccentrico
LimitataLegault, Bagnall e Kimmerly hanno testato 0,3 g/kg/die di L-glutammina per 3 giorni dopo esercizio eccentrico unilaterale in 16 partecipanti. Alcune misure di forza e dolore muscolare sono migliorate, soprattutto negli uomini, ma il campione era molto piccolo e l’esito era acuto. Studi su allenamento di resistenza più lungo, come quello di Candow, non hanno mostrato maggiori guadagni di massa o forza.
Infezioni dopo eventi di endurance
MistaCastell, Poortmans e Newsholme hanno somministrato 5 g di glutammina subito dopo e 2 ore dopo maratone o ultramaratone. Nella settimana successiva, l’81% degli atleti trattati ha riferito assenza di infezioni contro il 49% del placebo. Il limite è importante: infezioni autoriferite, non diagnosi cliniche, e protocollo breve. Per l’atleta medio, sonno, carboidrati e carico di allenamento contano di più.
Supporto nutrizionale in ustioni e terapia intensiva
MistaNei grandi ustionati i dati sono contraddittori. Garrel nel 2003 trovò meno infezioni e mortalità con glutammina enterale in un piccolo trial, ma il grande studio RE-ENERGIZE pubblicato nel 2022 su oltre 1.200 pazienti ustionati non ha ridotto il tempo alla dimissione viva. Nel trial REDOXS su pazienti critici con insufficienza multiorgano, dosi alte sono state associate a maggiore mortalità. Questo non è terreno da integratore fai-da-te.
Legenda livelli di evidenza
Le dosi cliniche reali sono molto diverse dal classico misurino generico. Nell’IBS post-infettivo sono stati usati 5 g tre volte al giorno per 8 settimane. Nell’anemia falciforme la dose è 0,3 g/kg due volte al giorno, quindi circa 42 g/die per una persona di 70 kg. Nei protocolli sportivi si va da 5 g subito dopo l’evento più 5 g dopo 2 ore, fino a 0,3 g/kg/die per pochi giorni. Nei trial metabolici sul diabete sono stati usati 30 g/die. Per uso orale la forma più pratica è L-glutammina libera in polvere: è quella più usata negli studi orali, permette dosi in grammi e non richiede capsule numerose. I dipeptidi come alanil-glutammina sono più stabili in soluzioni cliniche, ma non hanno un vantaggio dimostrato per l’utente sano. In etichetta controlla grammi reali per dose, assenza di miscele proprietarie, aggiunta di zuccheri o polioli, certificazioni di contaminanti e distinzione da acido glutammico.
Negli adulti sani la glutammina orale è in genere ben tollerata fino a 20–30 g/die per alcune settimane, con nausea, gonfiore o diarrea come effetti più comuni. Il problema è il contesto clinico. In insufficienza epatica avanzata o encefalopatia epatica, la conversione tramite glutaminasi libera ammonio: va evitata salvo indicazione specialistica, soprattutto se si usano lattulosio o rifaximina per controllare l’ammoniemia. Cautela anche in insufficienza renale severa, dove il carico azotato può essere indesiderato. Con acido valproico, farmaco associato a iperammoniemia, l’aggiunta di alte dosi non è prudente senza controllo medico. In oncologia non va assunta autonomamente durante chemioterapia, radioterapia o terapia con L-asparaginasi/pegaspargasi, perché il metabolismo della glutammina può essere parte del razionale terapeutico. In terapia intensiva, sepsi, shock o insufficienza multiorgano, i dati REDOXS rendono sconsigliabile l’integrazione non prescritta. Gravidanza, allattamento ed età pediatrica richiedono indicazione clinica, non uso preventivo.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Abbasi F, Haghighat Lari MM, Khosravi GR, Mansouri E, Payandeh N, Milajerdi A (2024). A systematic review and meta-analysis of clinical trials on the effects of glutamine supplementation on gut permeability in adults. Amino acids
Meta-analisiRevisione sistematica e meta-analisi di 10 studi clinici placebo-controllati su 352 adulti con diverse condizioni di salute. La glutamina orale non ha modificato significativamente la permeabilità intestinale complessiva. Analisi per sottogruppi ha indicato una riduzione con dosi superiori a 30 g/die e durate inferiori a 2 settimane.
Visualizza su PubMedArribas-López E, Zand N, Ojo O, Snowden MJ, Kochhar T (2021). The Effect of Amino Acids on Wound Healing: A Systematic Review and Meta-Analysis on Arginine and Glutamine. Nutrients
Meta-analisiRevisione sistematica e meta-analisi, condotta secondo PRISMA, su studi umani riguardanti arginina e glutamina nella guarigione delle ferite. L’arginina ha aumentato significativamente l’idrossiprolina; la glutamina ha influenzato bilancio azotato, IL-6, TNFα, rapporto lattulosio/mannitolo, mortalità, proteina C-reattiva e durata del ricovero.
Visualizza su PubMedPapanikolopoulou A, Syrigos KN, Drakoulis N (2015). The role of glutamine supplementation in thoracic and upper aerodigestive malignancies. Nutrition and cancer
Revisione sistematicaRevisione sistematica di dati clinici in vivo su glutamina in pazienti con neoplasie toraciche e delle vie aerodigestive superiori durante trattamento oncologico. Tredici studi hanno valutato sicurezza e tollerabilità, riportando benefici su mucosite, esofagite, permeabilità intestinale e perdita di peso; uno studio di fase 1 è risultato negativo.
Visualizza su PubMedZhou Q, Verne ML, Fields JZ, Lefante JJ, Basra S, Salameh H, Verne GN (2019). Randomised placebo-controlled trial of dietary glutamine supplements for postinfectious irritable bowel syndrome. Gut
RCTStudio randomizzato, in doppio cieco, placebo-controllato, di 8 settimane in adulti con sindrome dell’intestino irritabile postinfettiva a prevalenza di diarrea e aumentata permeabilità intestinale. La glutamina orale ha migliorato significativamente punteggio IBS-SS, frequenza delle evacuazioni, forma delle feci e permeabilità, con eventi avversi simili al placebo.
Visualizza su PubMedRamezani Ahmadi A, Rayyani E, Bahreini M, Mansoori A (2019). The effect of glutamine supplementation on athletic performance, body composition, and immune function: A systematic review and a meta-analysis of clinical trials. Clinical nutrition (Edinburgh, Scotland)
Meta-analisiRevisione sistematica e meta-analisi di studi clinici su glutamina in atleti adulti, valutando composizione corporea, prestazione aerobica e parametri immunitari. La meta-analisi ha incluso 25 trial e ha trovato riduzione del peso, riduzione dei neutrofili a dosi elevate e maggiore glicemia post-esercizio con dipeptide, senza altri effetti significativi.
Visualizza su PubMedBollhalder L, Pfeil AM, Tomonaga Y, Schwenkglenks M (2013). A systematic literature review and meta-analysis of randomized clinical trials of parenteral glutamine supplementation. Clinical nutrition (Edinburgh, Scotland)
Meta-analisiMeta-analisi di 40 studi clinici randomizzati pubblicati dal 1990 sulla supplementazione parenterale di glutamina in pazienti gravemente malati o sottoposti a chirurgia maggiore, su nutrizione parenterale. La glutamina ha ridotto significativamente infezioni e durata del ricovero, mentre la riduzione della mortalità a breve termine non è stata significativa.
Visualizza su PubMedCandow DG, Chilibeck PD, Burke DG, Davison KS, Smith-Palmer T (2001). Effect of glutamine supplementation combined with resistance training in young adults. European journal of applied physiology
RCTStudio randomizzato in doppio cieco su 31 giovani adulti ha confrontato glutamina orale e maltodestrina durante 6 settimane di allenamento contro resistenza. Forza, torque, massa magra e 3-metilistidina aumentarono con l’allenamento, senza differenze significative tra gruppi. La glutamina non influì su performance muscolare, composizione corporea o degradazione proteica.
Visualizza su PubMedLu TL, Zheng AC, Suzuki K, Lu CC, Wang CY, Fang SH (2024). Supplementation of L-glutamine enhanced mucosal immunity and improved hormonal status of combat-sport athletes. Journal of the International Society of Sports Nutrition
RCTIn 21 atleti di sport da combattimento, tre settimane di L-glutamina dopo allenamento intensivo sono state confrontate con maltodestrina. La supplementazione ha aumentato IgA e ossido nitrico salivari, ridotto l’incidenza di infezioni respiratorie superiori e migliorato il rapporto testosterone/cortisolo e alcuni indici di benessere rispetto al placebo.
Visualizza su PubMedYe J, Hu Y, Chen X, Chang C, Li K (2023). Comparative Effects of Different Nutritional Supplements on Inflammation, Nutritional Status, and Clinical Outcomes in Colorectal Cancer Patients: A Systematic Review and Network Meta-Analysis. Nutrients
Revisione sistematicaQuesta revisione sistematica e network meta-analisi ha incluso 34 studi randomizzati su 2841 pazienti con cancro colorettale, confrontando diversi supplementi nutrizionali. La glutamina risultò superiore nel ridurre TNF-α, degenza ospedaliera e infezioni della ferita; omega-3 più arginina ridussero IL-6; i probiotici ridussero maggiormente la polmonite.
Visualizza su PubMedGholamalizadeh M, Tabrizi R, Rezaei S, Badeli M, Shadnoush M, Jarrahi AM, Doaei S (2022). Effect of glutamine supplementation on inflammatory markers in critically ill patients supported with enteral or parenteral feeding. JPEN. Journal of parenteral and enteral nutrition
Meta-analisiMeta-analisi di studi clinici randomizzati su pazienti critici in terapia intensiva nutriti per via enterale o parenterale ha valutato la glutamina su marcatori infiammatori. Tra 10 studi inclusi, la supplementazione ridusse significativamente la CRP, ma non mostrò associazioni significative con IL-6 o TNF-α rispetto ai controlli.
Visualizza su PubMedSun J, Wang H, Hu H (2012). Glutamine for chemotherapy induced diarrhea: a meta-analysis. Asia Pacific journal of clinical nutrition
Meta-analisiVia incertaMeta-analisi di otto studi randomizzati controllati, per 298 pazienti sottoposti a chemioterapia, ha confrontato glutamina profilattica e placebo per diarrea indotta da chemioterapia. La glutamina ridusse significativamente la durata della diarrea, ma non produsse un miglioramento significativo della sua gravità.
Visualizza su PubMedMay PE, Barber A, D'Olimpio JT, Hourihane A, Abumrad NN (2002). Reversal of cancer-related wasting using oral supplementation with a combination of beta-hydroxy-beta-methylbutyrate, arginine, and glutamine. American journal of surgery
RCTStudio randomizzato in doppio cieco su pazienti con tumori solidi avanzati e perdita di peso ha confrontato una miscela di HMB, arginina e glutamina con aminoacidi non essenziali. Il trattamento aumentò massa corporea e massa magra, effetto mantenuto fino a 24 settimane, senza peggiorare eventi avversi o qualità di vita.
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