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Integratori per il jet lag: cosa prendere e quando

Punti chiave
- La melatonina è l’integratore con l’evidenza più diretta per il jet lag, soprattutto dopo viaggi attraverso almeno 5 fusi orari e se assunta vicino all’orario di sonno della destinazione.
- La caffeina può aiutare vigilanza e performance nelle ore diurne, ma può peggiorare la prima notte se usata troppo tardi o sommata a più fonti.
- Magnesio, glicina, L-teanina e valeriana possono essere utili per rilassamento o qualità del sonno in alcune persone, ma non sono strumenti specifici per riallineare il ritmo circadiano.
- Il timing conta più della quantità di prodotti: luce, buio, sonno, pasti e caffeina devono seguire lo stesso obiettivo, cioè adattarsi all’orario locale.
- Gravidanza, epilessia, disturbi dell’umore, terapie sedative o anticoagulanti e patologie croniche richiedono prudenza e consiglio professionale prima di usare melatonina o prodotti sedativi.
Il jet lag non è solo sonno perso. È uno sfasamento temporaneo tra l’orologio biologico, la luce esterna, gli orari dei pasti e ciò che la giornata richiede: riunioni, allenamenti, visite, guida, decisioni. Per questo un integratore può aiutare, ma raramente basta da solo.
La melatonina è l’opzione con l’evidenza più specifica per il jet lag. La caffeina, invece, è più uno strumento per restare vigili quando serve. Altri prodotti usati per il sonno, come magnesio, glicina, L-teanina o valeriana, possono favorire rilassamento in alcune persone, ma non vanno confusi con un vero riallineamento circadiano.
La domanda utile non è quale integratore elimina il jet lag. La domanda è: che cosa devo spostare, in quale direzione e a che ora locale? Da questa risposta dipendono luce, buio, caffeina, sonnellini e, quando appropriato, melatonina.
In breve

Se attraversi pochi fusi, per esempio 2 o 3, potresti non avere bisogno di integratori. Spesso bastano luce diurna, orari regolari, idratazione, pasti leggeri e una gestione prudente della caffeina.
Per viaggi più lunghi, soprattutto attraverso 5 o più fusi, la melatonina è l’integratore con i dati più pertinenti: una revisione Cochrane di 10 studi randomizzati ha rilevato che la melatonina orale, assunta vicino all’ora di coricarsi nella destinazione, riduceva il jet lag dopo voli attraverso almeno 5 fusi orari; dosi tra 0,5 e 5 mg risultavano efficaci, con bassa incidenza di effetti collaterali [1].
La caffeina può essere utile nelle ore diurne della destinazione, specie dopo un volo notturno o un arrivo al mattino. Il punto critico è lo stop: assumerla tardi può rendere più difficile addormentarsi quando serve e quindi allungare lo sfasamento.
Gli integratori rilassanti possono migliorare la percezione del sonno, ma non hanno la stessa logica della melatonina. Sedazione e adattamento circadiano non sono la stessa cosa. Se un prodotto ti rende assonnato, non significa necessariamente che il tuo orologio biologico si sia riallineato.
Prima di scegliere un integratore: cosa controllare
La prima variabile è il numero di fusi orari attraversati. Sotto i 2-3 fusi, il disturbo può essere lieve: un po’ di sonnolenza, fame fuori orario, risveglio anticipato o difficoltà ad addormentarsi. In questi casi conviene partire da misure comportamentali semplici prima di aggiungere prodotti.
La seconda variabile è la direzione. Viaggiare verso est di solito richiede di anticipare il ritmo: addormentarsi e svegliarsi prima rispetto al proprio orario interno. Viaggiare verso ovest spesso richiede di posticiparlo: restare svegli più a lungo e dormire più tardi. È una differenza pratica, non un dettaglio teorico: cambia quando cercare luce, quando evitarla e quando considerare la melatonina.
Conta anche l’orario di arrivo. Se arrivi al mattino, l’obiettivo può essere restare sveglio fino a sera locale, usando luce diurna e, se serve, caffeina entro una finestra ragionevole. Se arrivi di sera, l’obiettivo è spesso non stimolarti troppo e preparare una notte il più possibile coerente con il nuovo fuso.
Infine, considera l’obiettivo personale. Devi dormire la prima notte? Essere lucido per una riunione? Gareggiare? Guidare? Allenarti? Una revisione Cochrane su 15 studi randomizzati nei turnisti, non nei viaggiatori, ha trovato che caffeina più sonnellini può ridurre la sonnolenza, mentre la melatonina può aumentare modestamente la durata del sonno dopo il turno notturno [2]. È un contesto diverso dal jet lag, ma ricorda un punto utile: strumenti diversi risolvono problemi diversi.
Quando ha senso usare melatonina
La melatonina non è un sonnifero classico. È soprattutto un segnale temporale: comunica al corpo che, biologicamente, è sera o notte. Per questo il momento di assunzione è decisivo.
Nel jet lag, il suo uso ha più senso quando vuoi facilitare il sonno all’orario locale, soprattutto dopo viaggi verso est o dopo attraversamenti di molti fusi. La revisione Cochrane citata sopra ha valutato viaggiatori, personale aereo e militari, trovando beneficio quando la melatonina veniva assunta vicino all’ora di coricarsi nella destinazione [1]. Questo è il messaggio pratico: non prenderla a caso durante il volo o appena arrivi, ma ragiona sull’orario di sonno locale.
Dosi più alte non sono automaticamente migliori. Nei trial sul jet lag inclusi nella revisione, 0,5-5 mg erano efficaci [1]. Salire oltre, senza una ragione precisa, può aumentare sonnolenza residua, sogni vividi o mal di testa in alcune persone. Per molti viaggiatori, l’obiettivo è dare un segnale circadiano, non stordirsi.
Anche la formulazione conta. Il rilascio immediato è spesso più coerente con l’idea di inviare un segnale temporale breve. Il rilascio prolungato ha un razionale diverso, più legato al mantenimento del sonno: in uno studio randomizzato su 170 pazienti di almeno 55 anni con insonnia primaria, 2 mg di melatonina a rilascio prolungato per 3 settimane hanno migliorato qualità del sonno e vigilanza mattutina rispetto al placebo, senza evidenza di rebound o sintomi da sospensione [3]. Questo dato però riguarda insonnia, non jet lag: va interpretato nel suo contesto.
Un altro indizio utile arriva dai disturbi di fase del sonno. Una meta-analisi su studi randomizzati in adulti e bambini con fase del sonno ritardata ha rilevato che la melatonina anticipava l’inizio della melatonina endogena e l’orario di addormentamento, riducendo la latenza del sonno [4]. Non è lo stesso scenario del viaggio, ma supporta l’idea che la melatonina possa spostare il timing del sonno quando usata con logica circadiana.
Caffeina: utile, ma solo se temporizzata bene
La caffeina è utile quando il problema è restare svegli, concentrati e reattivi nelle ore diurne. Dopo un volo notturno, una dose moderata al mattino locale può fare la differenza tra una giornata gestibile e una sequenza di microschermi, distrazioni e sonnolenza.
Il rischio è usarla come stampella fino a tardi. Caffè, tè, energy drink, pre-workout, guaranà e capsule si sommano. Una persona può pensare di aver preso solo due caffè, ma arrivare a una dose totale molto più alta perché ha aggiunto un energy drink in aeroporto o un pre-workout prima di allenarsi. Il conteggio totale in milligrammi conta più del nome della bevanda.
Per gli sportivi, la caffeina ha un profilo più definito sulla performance: la position stand dell’International Society of Sports Nutrition riporta benefici acuti, in particolare nell’endurance aerobica, con dosi tipiche di 3-6 mg/kg e forte variabilità individuale [5]. In viaggio, però, la prestazione non dipende solo dallo stimolo: dipende anche da sonno, idratazione, pasti, stress e tolleranza personale.
La combinazione teanina più caffeina è spesso proposta per energia più stabile o attenzione più pulita. Una revisione sistematica e meta-analisi di 50 studi randomizzati su partecipanti sani ha trovato possibili benefici cognitivi e sull’umore per teanina, teanina più caffeina e tè, ma con incertezza frequente negli intervalli di confidenza [6]. Tradotto: può essere interessante per alcuni, ma non è una soluzione specifica per il jet lag.
In pratica
Usa caffeina solo quando vuoi sostenere la veglia nelle ore coerenti con la destinazione. Se sei sensibile, ansioso, insonne o soggetto a palpitazioni, resta prudente e fissa una finestra di stop nel pomeriggio locale.
Quando fare attenzione: sicurezza, farmaci e profili sensibili
Naturale non significa sempre innocuo. Melatonina e prodotti sedativi possono causare sonnolenza, riduzione della prontezza, sogni vividi o mal di testa. La revisione Cochrane sul jet lag ha riportato una bassa incidenza di effetti collaterali, ma questo non elimina la necessità di prudenza nei singoli casi [1].
Il punto più pratico riguarda le attività a rischio. Se devi guidare, lavorare su macchinari, prendere decisioni importanti o occuparti di bambini piccoli subito dopo l’assunzione, evita di provare per la prima volta un prodotto sedativo in quella situazione. Testare una strategia prima del viaggio è più sicuro che improvvisare la notte dell’arrivo.
Serve particolare cautela in gravidanza, allattamento, epilessia, disturbi bipolari, depressione importante, malattie autoimmuni o terapie con anticoagulanti, ipnotici, sedativi o antiepilettici. In questi casi è meglio chiedere consiglio medico prima di usare melatonina, valeriana, combinazioni sedative o dosi elevate di caffeina.
La sicurezza osservata in studi specifici non va generalizzata senza limiti. Per esempio, uno studio randomizzato su 125 bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico ha trovato che minitablette pediatriche di melatonina a rilascio prolungato aumentavano il sonno notturno e riducevano la latenza, risultando generalmente sicure nel contesto studiato [7]. È un dato utile, ma riguarda una popolazione e una formulazione precise, non l’autogestione del jet lag negli adulti.
La caffeina richiede altre cautele: può peggiorare ansia, palpitazioni, reflusso, insonnia e pressione in soggetti predisposti. Se dopo il viaggio compaiono dispnea, dolore toracico, confusione, svenimenti o insonnia persistente, non ha senso coprire il problema con altri integratori.
Come scegliere un integratore per il jet lag
La scelta migliore è spesso la più semplice. Preferisci prodotti con ingredienti e dosaggi chiaramente indicati. Evita blend proprietari dove non è possibile capire quanta melatonina, caffeina o componente sedativa stai assumendo.
Per la melatonina, controlla quattro aspetti: quantità per dose, tipo di rilascio, presenza di altri sedativi ed eccipienti rilevanti. Una meta-analisi di 19 studi randomizzati controllati con placebo su 1683 adulti e bambini con disturbi primari del sonno ha trovato effetti modesti ma favorevoli della melatonina su latenza di addormentamento, tempo totale di sonno e qualità complessiva [8]. Proprio perché gli effetti sono mediamente modesti, ha poco senso scegliere prodotti opachi o combinazioni aggressive.
Per la caffeina, verifica i milligrammi per porzione. Le capsule rendono il conteggio più facile, ma aumentano anche il rischio di assumere una dose eccessiva se poi aggiungi caffè, tè o energy drink. Se usi pre-workout, leggi l’etichetta: spesso contengono caffeina o stimolanti simili.
Per chi fa sport agonistico, la qualità è ancora più importante. Ha senso preferire prodotti con test di terza parte o certificazioni specifiche per ridurre il rischio di contaminazioni. Non è solo un tema di efficacia, ma di responsabilità sportiva.
Diffida dei claim assoluti: elimina il jet lag, reset immediato, sonno garantito. La fisiologia circadiana richiede tempo. Un integratore può facilitare l’adattamento, non cancellare in poche ore uno sfasamento di 6, 8 o 10 fusi.
Se vuoi orientarti tra categorie e ingredienti, può essere utile partire da una panoramica sugli integratori o valutare una strategia più ampia con strumenti come valuta stack, senza trasformare il viaggio in un esperimento con troppi prodotti insieme.
Approfondimento scientifico: perché timing, luce e integratori devono lavorare insieme
Il ritmo circadiano è coordinato da un orologio centrale nel cervello e sincronizzato soprattutto dalla luce. La luce del mattino, della sera o della notte non ha lo stesso effetto: può anticipare o posticipare il ritmo a seconda del momento biologico in cui viene ricevuta.
La melatonina endogena tende ad aumentare quando il corpo interpreta l’ambiente come sera o notte. La melatonina esogena prova a sfruttare questo linguaggio biologico, ma il messaggio cambia in base all’ora. Presa vicino al sonno locale può aiutare a consolidare il nuovo segnale; presa in un momento incoerente può essere inutile o persino confondere il ritmo.
La meta-analisi sul disturbo da fase del sonno ritardata è rilevante proprio per questo: la melatonina non si limitava a far addormentare prima, ma anticipava anche l’inizio della melatonina endogena, un marcatore del ritmo circadiano [4]. È uno dei motivi per cui il timing conta più della semplice presenza della sostanza.
Anche sonno, pasti, attività fisica e interazioni sociali agiscono come segnali secondari. Non sono potenti come la luce, ma possono facilitare o disturbare l’adattamento. Mangiare a orari locali, fare movimento leggero di giorno ed evitare schermi luminosi a letto sono scelte piccole, ma coerenti.
Per questo un piano sensato tiene insieme più leve: luce al momento giusto, buio quando serve dormire, caffeina solo nelle ore di veglia locale e melatonina, se appropriata, vicino al sonno della destinazione. Un integratore isolato funziona peggio di una strategia coerente.
Limiti dell'evidenza
L’evidenza non è uniforme. Per la melatonina esistono dati diretti sul jet lag, compresa la revisione Cochrane di 10 studi randomizzati su viaggiatori, personale aereo o militari [1]. Tuttavia, gli studi differiscono per dose, timing, numero di fusi, direzione del viaggio e misure di risultato. Questo rende difficile trasformare i risultati in un protocollo valido per tutti.
Per altri integratori, i dati sono più indiretti. La valeriana, per esempio, è stata valutata per il sonno: una revisione sistematica e meta-analisi di 16 studi randomizzati controllati con placebo su 1093 pazienti ha suggerito un possibile miglioramento della qualità del sonno, ma gli studi erano eterogenei e con problemi metodologici [9]. Questo non equivale a dire che la valeriana corregga il jet lag.
Lo stesso vale per teanina e combinazioni con caffeina. La revisione di 50 studi randomizzati su partecipanti sani suggerisce possibili effetti su cognizione e umore, ma con incertezza frequente negli intervalli di confidenza [6]. Può essere un aiuto situazionale, non un reset circadiano.
Magnesio e glicina possono avere senso in persone selezionate, per esempio se la qualità del sonno è il problema principale o se c’è una ragione nutrizionale per usarli. Ma l’evidenza specifica sul jet lag è molto più debole rispetto alla melatonina. Qui è importante non confondere un sonno percepito come più profondo con un adattamento reale al nuovo fuso.
Infine, la risposta individuale varia molto. Cronotipo, età, qualità del sonno prima del viaggio, quantità di luce ricevuta, sensibilità alla caffeina e storia di insonnia possono cambiare l’esito più della scelta tra due prodotti simili.
Cosa fare in pratica

Prima del viaggio, stima fusi attraversati, direzione e orario di arrivo. Se puoi, sposta gradualmente sonno e pasti di 30-60 minuti nei giorni precedenti, nella direzione della destinazione. Non serve una perfezione millimetrica: serve ridurre lo shock.
Durante il viaggio, usa la caffeina solo se ti aiuta a restare sveglio nelle ore coerenti con la destinazione. Evita dosi tardive, soprattutto se devi dormire appena arrivato o la prima notte locale. Limita l’alcol: può dare sonnolenza, ma spesso peggiora continuità e qualità del sonno.
All’arrivo, dai priorità a luce, buio e orari regolari. Se arrivi al mattino, cerca luce diurna e rimanda il sonno lungo fino alla sera locale, salvo brevi sonnellini strategici. Se arrivi di sera, abbassa stimoli e luminosità, mangia leggero e prepara il sonno.
Valuta la melatonina vicino all’orario di sonno locale quando il viaggio è abbastanza lungo da giustificarla e quando non hai controindicazioni. Evita di combinarla con molti prodotti sedativi, alcol o farmaci senza consiglio professionale.
Se il viaggio è per una gara, un esame o una riunione critica, non sperimentare integratori nuovi la sera stessa. Prova prima la strategia in una situazione sicura: dose, orario, effetto al risveglio e tolleranza individuale.
Messaggio finale
Per il jet lag, la priorità non è accumulare prodotti. È costruire un piano coerente con il nuovo fuso. La melatonina è l’opzione più specifica quando timing e contesto sono corretti; la caffeina è utile per la vigilanza diurna; gli altri integratori possono aiutare il rilassamento, ma non sostituiscono luce, buio e regolarità.
Il criterio più solido resta semplice: usa l’integratore per risolvere un problema preciso, all’orario giusto, con la dose più prudente possibile.
Domande frequenti
La melatonina è l’integratore con l’evidenza più specifica per il jet lag, soprattutto dopo viaggi attraverso molti fusi orari. Va però usata con il timing corretto, vicino all’ora di sonno locale. La caffeina può aiutare la vigilanza diurna, ma non riallinea direttamente il ritmo circadiano.
In genere ha senso assumerla vicino all’orario di coricarsi nella destinazione, non a caso durante il volo o appena arrivati. Il timing dipende da direzione del viaggio, fusi attraversati e ora locale. L’obiettivo è dare un segnale circadiano coerente con la nuova notte.
Negli studi sul jet lag citati nell’articolo, dosi tra 0,5 e 5 mg sono risultate efficaci. Dosi più alte non sono automaticamente migliori e possono aumentare sonnolenza residua, sogni vividi o mal di testa in alcune persone. Meglio usare la dose più prudente possibile.
La caffeina può aiutare a restare svegli e concentrati nelle ore diurne della destinazione, per esempio dopo un volo notturno. Il rischio è assumerla troppo tardi, rendendo più difficile dormire la sera locale e prolungando lo sfasamento. Conta il totale in milligrammi da caffè, tè, energy drink e capsule.
Possono favorire rilassamento o qualità percepita del sonno in alcune persone, ma non hanno la stessa logica circadiana della melatonina. Sedazione e riallineamento del ritmo non sono la stessa cosa. L’evidenza specifica sul jet lag per questi integratori è più debole.
Prima valuta fusi attraversati, direzione e orario di arrivo. Usa luce diurna, buio serale, pasti regolari e sonnellini brevi se necessari. La caffeina va limitata alle ore di veglia locale; la melatonina, se appropriata e senza controindicazioni, va considerata vicino al sonno nella destinazione.
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Riferimenti scientifici
Studi citati nel testo, in ordine di apparizione.
- 1
Herxheimer A, Petrie KJ (2002). Melatonin for the prevention and treatment of jet lag. The Cochrane database of systematic reviews
La revisione ha incluso dieci studi randomizzati su viaggiatori, personale aereo o militari. La melatonina orale assunta vicino all’ora di coricarsi nella destinazione ha ridotto il jet lag dopo voli attraverso cinque o più fusi orari; 0,5-5 mg erano efficaci, con bassa incidenza di effetti collaterali.
Visualizza su PubMed → - 2
Liira J, Verbeek JH, Costa G, Driscoll TR, Sallinen M, Isotalo LK, Ruotsalainen JH (2014). Pharmacological interventions for sleepiness and sleep disturbances caused by shift work. The Cochrane database of systematic reviews
La revisione ha incluso 15 studi randomizzati controllati su 718 turnisti. La melatonina può aumentare modestamente la durata del sonno dopo il turno notturno; modafinil e armodafinil riducono sonnolenza e aumentano vigilanza nei pazienti con disturbo da lavoro a turni, con eventi avversi; caffeina più sonnellini riduce la sonnolenza.
Visualizza su PubMed → - 3
Lemoine P, Nir T, Laudon M, Zisapel N (2007). Prolonged-release melatonin improves sleep quality and morning alertness in insomnia patients aged 55 years and older and has no withdrawal effects. Journal of sleep research
Studio multicentrico randomizzato su 170 pazienti ambulatoriali di almeno 55 anni con insonnia primaria. Tre settimane di melatonina a rilascio prolungato 2 mg hanno migliorato qualità del sonno, qualità della notte e vigilanza mattutina rispetto al placebo, senza evidenza di insonnia rebound o sintomi da sospensione.
Visualizza su PubMed → - 4
van Geijlswijk IM, Korzilius HP, Smits MG (2010). The use of exogenous melatonin in delayed sleep phase disorder: a meta-analysis. Sleep
La meta-analisi ha incluso studi randomizzati controllati su adulti e bambini con disturbo da fase del sonno ritardata. La melatonina, rispetto al placebo, ha anticipato l’inizio della melatonina endogena e l’orario di addormentamento, riducendo la latenza del sonno; risveglio e tempo totale di sonno non sono cambiati significativamente.
Visualizza su PubMed → - 5
Guest NS, VanDusseldorp TA, Nelson MT, Grgic J, Schoenfeld BJ, Jenkins NDM, Arent SM, Antonio J, Stout JR, Trexler ET, Smith-Ryan AE, Goldstein ER, Kalman DS, Campbell BI (2021). International society of sports nutrition position stand: caffeine and exercise performance. Journal of the International Society of Sports Nutrition
Questa position stand dell’International Society of Sports Nutrition valuta la letteratura sulla caffeina e la prestazione fisica. Riporta benefici acuti, soprattutto nell’endurance aerobica, con dosi tipiche di 3-6 mg/kg, possibili differenze individuali, effetti cognitivi, uso in caldo o quota e fonti alternative come gomme, gel, risciacqui ed energy drink.
Visualizza su PubMed → - 6
Payne ER, Aceves-Martins M, Dubost J, Greyling A, de Roos B (2025). Effects of Tea (Camellia sinensis) or its Bioactive Compounds l-Theanine or l-Theanine plus Caffeine on Cognition, Sleep, and Mood in Healthy Participants: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Nutrition reviews
Revisione sistematica e meta-analisi di 50 studi randomizzati controllati su partecipanti sani, valutando tè, teanina o teanina più caffeina su cognizione, umore e sonno. Quindici studi entrarono nelle meta-analisi. Teanina più caffeina e teanina sola mostrarono possibili benefici cognitivi e sull’umore, con incertezza frequente negli intervalli di confidenza.
Visualizza su PubMed → - 7
Gringras P, Nir T, Breddy J, Frydman-Marom A, Findling RL (2017). Efficacy and Safety of Pediatric Prolonged-Release Melatonin for Insomnia in Children With Autism Spectrum Disorder. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry
Trial randomizzato in doppio cieco su 125 bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico, alcuni con ADHD o disturbi neurogenetici, non migliorati con interventi comportamentali. Le minitablette pediatriche di melatonina a rilascio prolungato hanno aumentato il sonno notturno, ridotto la latenza e sono risultate generalmente sicure.
Visualizza su PubMed → - 8
Ferracioli-Oda E, Qawasmi A, Bloch MH (2013). Meta-analysis: melatonin for the treatment of primary sleep disorders. PloS one
Questa meta-analisi ha valutato 19 studi randomizzati controllati con placebo su 1683 adulti e bambini con disturbi primari del sonno. La melatonina ha ridotto la latenza di addormentamento, aumentato il tempo totale di sonno e migliorato la qualità complessiva, con effetti modesti e maggiori per dose o durata superiori su alcuni esiti.
Visualizza su PubMed → - 9
Bent S, Padula A, Moore D, Patterson M, Mehling W (2006). Valerian for sleep: a systematic review and meta-analysis. The American journal of medicine
Revisione sistematica e meta-analisi di 16 studi randomizzati controllati con placebo su valeriana e qualità del sonno, per 1093 pazienti. Gli studi erano metodologicamente problematici e molto eterogenei. Sei studi indicavano beneficio significativo, con possibile bias di pubblicazione. L’evidenza suggeriva possibile miglioramento senza effetti collaterali.
Visualizza su PubMed →
