Flavonoide con proprietà anti-infiammatorie, antivirali, antiallergiche e senolitiche (con Dasatinib).

Il limite pratico della quercetina è la biodisponibilità, non la mancanza di bersagli biologici: dopo una dose orale gran parte viene trasformata in glucuronidi e solfati, quindi “500 mg” in etichetta non equivalgono a 500 mg circolanti attivi. Ha senso soprattutto per chi cerca un supporto misurabile ma modesto su pressione arteriosa, infiammazione di basso grado o sintomi allergici lievi, sapendo che l’effetto clinico è lontano da quello di un farmaco. Nella meta-analisi di Serban su 7 trial randomizzati, dosi di almeno 500 mg/die hanno ridotto la pressione sistolica di circa 3 mmHg e la diastolica di circa 2,6 mmHg: utile come aggiunta, irrilevante se dieta, peso e farmaci sono fuori controllo. Non ha senso usarla come “antivirale” generico, come sostituto di antistaminici o corticosteroidi, né come protocollo senolitico fai-da-te: gli studi senolitici sull’uomo usano quercetina insieme a dasatinib, un farmaco oncologico con rischi reali. Il dosaggio tipico di 500–1000 mg/die è coerente con molti studi, ma forma, durata e farmaci concomitanti cambiano molto il profilo rischio-beneficio.
La quercetina è un flavonolo che agisce più come modulatore di segnalazione cellulare che come semplice “spugna” antiossidante. In modelli cellulari riduce l’attivazione di NF-κB, con minore trascrizione di TNF-α, IL-6, IL-1β e COX-2; in parallelo può attivare la via Nrf2/ARE, aumentando enzimi endogeni come glutatione perossidasi, superossido dismutasi ed eme ossigenasi-1. In vitro inibisce anche 5-lipossigenasi, cicloossigenasi, xantina ossidasi e alcune tirosin-chinasi, ma queste concentrazioni non sempre sono raggiungibili nel plasma umano dopo assunzione orale. L’effetto antiallergico deriva soprattutto dalla stabilizzazione dei mastociti e dalla riduzione del rilascio di istamina e leucotrieni; anche qui la prova clinica è più debole del razionale biologico. Nel contesto senolitico, la quercetina viene studiata con dasatinib perché interferisce con reti anti-apoptotiche delle cellule senescenti, inclusi PI3K/AKT, BCL-2/BCL-xL e segnali pro-sopravvivenza endoteliali. Questo meccanismo, però, è ancora principalmente preclinico e i dati umani sono pilota, non abbastanza per l’autoprescrizione.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Riduzione modesta della pressione arteriosa
ModerataIl dato clinico più solido riguarda la pressione. Nella meta-analisi di Serban et al. su 7 studi randomizzati e 587 partecipanti, la quercetina ha ridotto la sistolica di 3,04 mmHg e la diastolica di 2,63 mmHg; l’effetto era più evidente con dosi ≥500 mg/die. Nel trial di Edwards, 730 mg/die per 28 giorni hanno ridotto la pressione nei soggetti con ipertensione stadio 1, non nei normotesi.
Riduzione di marker infiammatori in condizioni selezionate
LimitataLa prova è interessante ma basata su campioni piccoli. Nel trial di Javadi et al. su 50 donne con artrite reumatoide, 500 mg/die per 8 settimane hanno ridotto punteggio DAS28, rigidità mattutina e TNF-α rispetto al placebo. In sarcoidosi, Boots et al. hanno usato 2000 mg in 24 ore su 18 pazienti, osservando riduzione di marker ossidativi e infiammatori. Non basta per considerarla terapia antinfiammatoria autonoma.
Azione senolitica con dasatinib
LimitataLa quercetina da sola non ha dimostrato un effetto senolitico clinico affidabile. I dati umani usano dasatinib più quercetina: Hickson et al. hanno trattato 9 persone con nefropatia diabetica con dasatinib 100 mg/die e quercetina 1000 mg/die per 3 giorni, osservando riduzione di cellule p16INK4a e p21CIP1 nel tessuto adiposo. È un segnale biologico preliminare, non un protocollo anti-età sicuro o validato.
Stabilizzazione mastocitaria e sintomi allergici
LimitataIl razionale antiallergico è forte in vitro: la quercetina riduce degranulazione mastocitaria, istamina e leucotrieni. Il problema è che gli studi clinici su rinite allergica e asma sono pochi, spesso con formulazioni combinate e endpoint non robusti. La dose usata negli integratori, 500–1000 mg/die, è plausibile ma non equivalente a cetirizina, loratadina o corticosteroidi nasali. Ha più senso come prova individuale stagionale, non come sostituzione terapeutica.
Infezioni delle vie respiratorie superiori
MistaHeinz et al. hanno randomizzato 1002 adulti a 1000 mg/die di quercetina o placebo per 12 settimane: nel campione totale non c’è stata riduzione significativa degli episodi di raffreddore. Un sottogruppo di soggetti oltre i 40 anni con buona forma fisica ha avuto meno giorni di malattia. Questo rende il beneficio non generalizzabile: non è un antivirale clinico, e l’effetto preventivo appare dipendente dal contesto.
Performance fisica e recupero
MistaGli studi sull’esercizio sono contraddittori. Nieman et al. hanno dato 1000 mg/die per 2 settimane a 26 adulti non allenati, osservando aumento del VO2max di circa 3,9% e del tempo a esaurimento di circa 13,2%. Altri trial con dose simile, inclusi studi su soggetti allenati o non allenati, non hanno trovato miglioramenti prestativi chiari. Se l’obiettivo è ergogenico, creatina, caffeina e nitrati hanno prove più consistenti.
Ossidazione LDL e profilo cardiometabolico
MistaEgert et al. hanno studiato 93 adulti sovrappeso con fenotipo a rischio cardiovascolare usando 150 mg/die per 6 settimane in crossover: la quercetina ha ridotto la pressione sistolica e le LDL ossidate, ma non ha prodotto un miglioramento ampio e coerente di colesterolo LDL, HDL o trigliceridi. Gli effetti su glicemia e insulina nei trial sono irregolari. Per dislipidemia o diabete, non sostituisce dieta, perdita di peso, statine o farmaci antidiabetici.
Legenda livelli di evidenza
Negli studi clinici le dosi più usate sono 500 mg/die per 8 settimane nell’artrite reumatoide, 730 mg/die per 28 giorni nell’ipertensione stadio 1, 1000 mg/die per 2–12 settimane negli studi su esercizio e infezioni respiratorie, e 1000–1250 mg/die in protocolli senolitici solo insieme a dasatinib e sotto controllo medico. La quercetina aglicone è poco solubile in acqua; forme come quercetina fitosoma, isoquercitrina o quercetina con fosfolipidi aumentano l’assorbimento rispetto alla polvere standard, perché migliorano solubilità e trasporto intestinale. In etichetta va controllato se i milligrammi indicano quercetina reale o peso del complesso, la presenza di bromelina o vitamina C, e la dose per porzione effettiva. Per uso generale ha più senso iniziare da 500 mg/die con un pasto contenente grassi, valutando dopo 6–8 settimane se esiste un beneficio misurabile.
A 500–1000 mg/die per 8–12 settimane la quercetina è generalmente ben tollerata; gli effetti indesiderati più comuni sono nausea, dolore addominale, cefalea e formicolii. Il problema principale sono le interazioni. In vitro inibisce CYP3A4, CYP2C9, P-glicoproteina e trasportatori OATP: prudenza con warfarin e acenocumarolo, ciclosporina, tacrolimus, digossina, simvastatina, atorvastatina, amlodipina e alcuni chemioterapici come doxorubicina, paclitaxel e cisplatino. Con antiaggreganti come aspirina e clopidogrel il rischio teorico è aumento del sanguinamento, soprattutto se associata a omega-3 ad alte dosi o ginkgo. Chi ha malattia renale cronica dovrebbe evitarne l’uso ad alte dosi senza medico, perché l’eliminazione dei metaboliti è renale e i dati di sicurezza lunghi sono scarsi. In gravidanza, allattamento e bambini mancano dati solidi su dosi supplementari. La combinazione con dasatinib non è un integratore: richiede prescrizione, emocromo e monitoraggio per mielosoppressione, edema e versamento pleurico.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Egert S, Bosy-Westphal A, Seiberl J, Kürbitz C, Settler U, Plachta-Danielzik S, Wagner AE, Frank J, Schrezenmeir J, Rimbach G, Wolffram S, Müller MJ (2009). Quercetin reduces systolic blood pressure and plasma oxidised low-density lipoprotein concentrations in overweight subjects with a high-cardiovascular disease risk phenotype: a double-blinded, placebo-controlled cross-over study. The British journal of nutrition
RCTIn uno studio crossover randomizzato in doppio cieco su 93 soggetti sovrappeso o obesi con tratti di sindrome metabolica hanno ricevuto quercetina 150 mg/die o placebo. La quercetina ha aumentato i livelli plasmatici, ridotto pressione sistolica e LDL ossidate, diminuito HDL, senza modificare altri lipidi o indicare effetti avversi.
Visualizza su PubMedEdwards RL, Lyon T, Litwin SE, Rabovsky A, Symons JD, Jalili T (2007). Quercetin reduces blood pressure in hypertensive subjects. The Journal of nutrition
RCTIn uno studio randomizzato, in doppio cieco, crossover, 19 soggetti con preipertensione e 22 con ipertensione di stadio 1 hanno assunto quercetina 730 mg/die per 28 giorni o placebo. La pressione non è cambiata nei preipertesi, ma è diminuita significativamente negli ipertesi; i marcatori plasmatici e urinari di stress ossidativo non sono variati.
Visualizza su PubMedJustice JN, Nambiar AM, Tchkonia T, LeBrasseur NK, Pascual R, Hashmi SK, Prata L, Masternak MM, Kritchevsky SB, Musi N, Kirkland JL (2019). Senolytics in idiopathic pulmonary fibrosis: Results from a first-in-human, open-label, pilot study. EBioMedicine
Studio clinicoStudio pilota open-label in due centri ha somministrato dasatinib più quercetina intermittenti per tre settimane a 14 partecipanti con fibrosi polmonare idiopatica, valutando fattibilità e sicurezza. Ritenzione e completamento delle valutazioni sono risultati elevati; è stato riportato un evento avverso serio. La funzione fisica è migliorata, mentre funzione polmonare e salute riferita sono rimaste invariate.
Visualizza su PubMedShoskes DA, Zeitlin SI, Shahed A, Rajfer J (1999). Quercetin in men with category III chronic prostatitis: a preliminary prospective, double-blind, placebo-controlled trial. Urology
RCTTrenta uomini con sindrome del dolore pelvico cronico di categoria IIIa/IIIb sono stati randomizzati a quercetina 500 mg due volte/die o placebo per un mese. Il punteggio NIH migliorò significativamente con quercetina rispetto al placebo. In un follow-up open-label, un supplemento contenente quercetina, bromelina e papaina produsse almeno il 25% di miglioramento nell’82%.
Visualizza su PubMedDavis JM, Carlstedt CJ, Chen S, Carmichael MD, Murphy EA (2010). The dietary flavonoid quercetin increases VO(2max) and endurance capacity. International journal of sport nutrition and exercise metabolism
RCTStudio crossover randomizzato in doppio cieco su 12 volontari sani ma non allenati ha confrontato sette giorni di quercetina 500 mg due volte al giorno con placebo. Dopo quercetina, VO2max è aumentato modestamente e il tempo di pedalata fino all’affaticamento è cresciuto del 13,2%, suggerendo maggiore capacità di endurance senza allenamento.
Visualizza su PubMedHickson LJ, Langhi Prata LGP, Bobart SA, Evans TK, Giorgadze N, Hashmi SK, Herrmann SM, Jensen MD, Jia Q, Jordan KL, Kellogg TA, Khosla S, Koerber DM, Lagnado AB, Lawson DK, LeBrasseur NK, Lerman LO, McDonald KM, McKenzie TJ, Passos JF, Pignolo RJ, Pirtskhalava T, Saadiq IM, Schaefer KK, Textor SC, Victorelli SG, Volkman TL, Xue A, Wentworth MA, Wissler Gerdes EO, Zhu Y, Tchkonia T, Kirkland JL (2019). Senolytics decrease senescent cells in humans: Preliminary report from a clinical trial of Dasatinib plus Quercetin in individuals with diabetic kidney disease. EBioMedicine
Journal ArticleStudio pilota di fase 1 open-label ha somministrato per tre giorni dasatinib 100 mg e quercetina 1000 mg a nove soggetti con malattia renale diabetica. Biopsie di tessuto adiposo e cute e sangue, raccolti prima e 11 giorni dopo, hanno mostrato riduzione di cellule senescenti, macrofagi tissutali e fattori SASP circolanti.
Visualizza su PubMedMlcek J, Jurikova T, Skrovankova S, Sochor J (2016). Quercetin and Its Anti-Allergic Immune Response. Molecules (Basel, Switzerland)
RevisioneDescrive la quercetina, flavonolo presente in verdure, frutta, erbe, tè e vino, evidenziandone attività antiossidanti e antiallergiche. Riporta meccanismi immunomodulanti: inibizione di istamina, citochine, leucotrieni, IgE ed enzimi infiammatori, con potenziale uso in asma bronchiale tardiva, rinite allergica e reazioni anafilattiche da arachide.
Visualizza su PubMedLi Y, Yao J, Han C, Yang J, Chaudhry MT, Wang S, Liu H, Yin Y (2016). Quercetin, Inflammation and Immunity. Nutrients
RevisioneVia incertaLa revisione considera studi in vitro e alcuni modelli animali che attribuiscono alla quercetina attività anticarcinogene, antinfiammatorie, antivirali e effetti su perossidazione lipidica, aggregazione piastrinica e permeabilità capillare. Riassume proprietà, fonti alimentari, assorbimento, biodisponibilità e metabolismo, indicando prospettive promettenti ma necessità di ulteriori studi.
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