Oligoelemento antiossidante (glutatione perossidasi), supporto alla tiroide e all’immunità.

La cosa meno intuitiva sul selenio è che il margine tra dose utile e dose eccessiva è stretto: il fabbisogno adulto è 55 mcg/die, mentre il limite massimo tollerabile è 400 mcg/die, una distanza molto più piccola rispetto a molti altri micronutrienti. Ha senso parlarne quando l’apporto alimentare è basso, quando esistono anticorpi tiroidei o orbitopatia di Graves lieve, oppure in contesti clinici specifici studiati con 100–200 mcg/die. Non ha senso aggiungerlo “per antiossidanti” se si assume già un multivitaminico, si mangiano spesso noci del Brasile o non si conosce l’apporto totale. Negli studi più solidi, il selenio non ha prevenuto il cancro alla prostata in uomini sani: nello studio SELECT, 35.533 uomini hanno ricevuto 200 mcg/die di selenometionina senza riduzione del rischio. Il punto pratico è semplice: prima si valuta il contesto. In Italia una dieta con pesce, uova, carne e cereali copre spesso il fabbisogno. L’integrazione è più razionale se c’è una ragione misurabile o clinica, non come assicurazione generica contro stress ossidativo, immunità bassa o tiroide pigra.
Il selenio funziona perché viene incorporato come selenocisteina in almeno 25 selenoproteine umane, non perché agisca come antiossidante libero nel sangue. La selenocisteina è inserita durante la traduzione proteica tramite ricodifica del codone UGA e richiede una sequenza SECIS sull’mRNA. Le proteine più rilevanti sono le glutatione perossidasi, che riducono perossidi lipidici e perossido di idrogeno usando glutatione; le tioredossina reduttasi, che mantengono l’equilibrio redox cellulare; e le deiodinasi DIO1, DIO2 e DIO3, che convertono tiroxina in triiodotironina o inattivano gli ormoni tiroidei. La selenoproteina P è il principale trasportatore plasmatico e riflette lo stato di selenio meglio della sola assunzione dichiarata. In immunità, il meccanismo è soprattutto redox: proliferazione linfocitaria, funzione delle cellule NK e controllo dell’infiammazione dipendono da enzimi selenio-dipendenti. Gli effetti antitumorali attribuiti a metaboliti come metilselenolo derivano in larga parte da modelli cellulari e animali; negli studi clinici preventivi non si sono tradotti in benefici affidabili.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Correzione di basso stato di selenio
ForteLo studio dose-risposta di Hurst su 119 adulti britannici con apporto relativamente basso ha testato lievito arricchito in selenio a 50, 100 o 200 mcg/die per 10 settimane. Il selenio plasmatico e la selenoproteina P sono aumentati in modo dose-dipendente, con plateau funzionale vicino a 100 mcg/die aggiuntivi. Questo è il beneficio più solido: correggere un basso stato nutrizionale, non migliorare prestazioni o salute in chi è già adeguato.
Orbitopatia di Graves lieve
ModerataNel trial europeo di Marcocci, 159 pazienti con orbitopatia di Graves lieve sono stati randomizzati a selenito di sodio 100 mcg due volte al giorno, pentossifillina o placebo per 6 mesi. Il selenio ha migliorato la qualità di vita specifica oculare e la valutazione clinica complessiva rispetto al placebo, con meno progressione a 12 mesi. È un uso mirato: riguarda orbitopatia lieve e recente, non ipertiroidismo in generale.
Riduzione della disfunzione tiroidea post-partum in donne TPOAb-positive
ModerataNegro ha studiato donne in gravidanza positive agli anticorpi anti-tireoperossidasi, assegnate a selenometionina 200 mcg/die o placebo durante gravidanza e post-partum. Nel gruppo selenio la disfunzione tiroidea post-partum è stata circa 28,6% contro 48,6% nel placebo, e l’ipotiroidismo permanente 11,7% contro 20,3%. Il dato è clinicamente interessante, ma non giustifica automedicazione in gravidanza: serve supervisione endocrinologica e controllo dell’apporto totale.
Supporto alla fertilità maschile in infertilità selezionata
LimitataSafarinejad ha randomizzato 468 uomini infertili a selenio 200 mcg/die, N-acetilcisteina 600 mg/die, combinazione o placebo per 26 settimane. La combinazione ha migliorato concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi più dei singoli trattamenti, rendendo difficile attribuire l’effetto al solo selenio. È un’opzione da considerare solo dopo spermiogramma alterato e valutazione andrologica; non è una scorciatoia per fertilità maschile normale.
Marker immunitari in persone con HIV
LimitataHurwitz ha condotto un trial su 262 persone con HIV, usando lievito arricchito in selenio 200 mcg/die per 9 mesi. Chi ha raggiunto un aumento del selenio sierico ha mostrato minore incremento della carica virale HIV-1 e migliore mantenimento dei CD4 rispetto al placebo. Il risultato non sostituisce terapia antiretrovirale e non può essere esteso automaticamente a raffreddori, influenza o immunità di persone sane.
Anticorpi nella tiroidite di Hashimoto
MistaNel trial di Gärtner, 70 pazienti con tiroidite autoimmune hanno ricevuto selenito di sodio 200 mcg/die o placebo per 3 mesi, insieme alla terapia con levotiroxina quando indicata. Gli anticorpi anti-TPO si sono ridotti di circa il 40% nel gruppo selenio contro circa il 10% nel placebo. Il limite è pratico: la riduzione degli anticorpi non coincide sempre con miglioramento di TSH, sintomi o dose di levotiroxina.
Prevenzione del cancro: non confermata
MistaIl Nutritional Prevention of Cancer Trial di Clark, 1.312 pazienti con precedente carcinoma cutaneo, trovò meno tumori totali come endpoint secondario con lievito al selenio 200 mcg/die. Ma SELECT, molto più grande, ha randomizzato 35.533 uomini a selenometionina 200 mcg/die, vitamina E, combinazione o placebo e non ha ridotto il cancro alla prostata. In pratica, il selenio non va usato per prevenzione oncologica generale.
Legenda livelli di evidenza
Le dosi cliniche più usate sono 200 mcg/die: selenometionina 200 mcg/die nello studio su donne TPOAb-positive in gravidanza, lievito al selenio 200 mcg/die nello studio HIV e selenio 200 mcg/die nello studio sulla fertilità maschile. Nell’orbitopatia di Graves è stato usato selenito di sodio 100 mcg due volte al giorno per 6 mesi. Per correggere uno stato basso, lo studio di Hurst mostra già un effetto con 50–100 mcg/die per 10 settimane. La selenometionina è assorbita bene e viene incorporata nelle proteine al posto della metionina, quindi aumenta le riserve corporee; il selenito è meno “di deposito” ma è stato usato in alcuni trial tiroidei. In etichetta controlla la quantità per dose giornaliera, non per compressa, la forma chimica e il contributo di multivitaminici o noci del Brasile. Evita prodotti che portano facilmente oltre 200 mcg/die senza indicazione precisa.
Il limite massimo tollerabile per adulti è 400 mcg/die da tutte le fonti. Superarlo cronicamente aumenta il rischio di selenosi: alito agliaceo, nausea, diarrea, fragilità o perdita di capelli e unghie, rash, neuropatia periferica e affaticamento. Chi ha diabete o prediabete deve essere prudente: nel follow-up del trial NPC, 200 mcg/die di lievito al selenio ha aumentato l’incidenza di diabete di tipo 2, soprattutto nei soggetti con selenio basale più alto. Con warfarin, acenocumarolo, clopidogrel, apixaban o rivaroxaban è prudente evitare dosi alte senza controllo medico, perché supplementi antiossidanti ad alte dosi possono complicare la gestione del rischio emorragico. Durante cisplatino, radioterapia o chemioterapie pro-ossidanti, il selenio va discusso con l’oncologo, non aggiunto autonomamente. In gravidanza non superare il fabbisogno o dosi prescritte. Chi assume levotiroxina o metimazolo non deve modificare terapia tiroidea basandosi sugli anticorpi.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Vinceti M, Filippini T, Del Giovane C, Dennert G, Zwahlen M, Brinkman M, Zeegers MP, Horneber M, D'Amico R, Crespi CM (2018). Selenium for preventing cancer. The Cochrane database of systematic reviews
Meta-analisiAggiornamento Cochrane su selenio e prevenzione del cancro: 83 studi inclusi, tra cui 10 RCT. Gli RCT a basso rischio di bias non hanno mostrato riduzione di incidenza o mortalità tumorale, con possibili aumenti di melanoma, diabete tipo 2 e cancro prostatico di alto grado. Gli studi osservazionali erano molto incerti.
Visualizza su PubMedvan Zuuren EJ, Albusta AY, Fedorowicz Z, Carter B, Pijl H (2013). Selenium supplementation for Hashimoto's thyroiditis. The Cochrane database of systematic reviews
Revisione sistematicaRevisione Cochrane su supplementazione di selenio nella tiroidite di Hashimoto: quattro studi randomizzati, con rischio di bias da incerto ad alto, includevano 463 adulti. Alcuni studi hanno mostrato riduzioni degli anticorpi anti-tireoperossidasi, ma la rilevanza clinica è incerta. Qualità di vita, dose di levotiroxina e costi non erano valutati.
Visualizza su PubMedHurwitz BE, Klaus JR, Llabre MM, Gonzalez A, Lawrence PJ, Maher KJ, Greeson JM, Baum MK, Shor-Posner G, Skyler JS, Schneiderman N (2007). Suppression of human immunodeficiency virus type 1 viral load with selenium supplementation: a randomized controlled trial. Archives of internal medicine
RCTStudio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ha valutato lievito ad alto contenuto di selenio 200 µg/die in persone HIV-1 sieropositive. Dopo 9 mesi, l’aumento del selenio sierico prediceva riduzione della carica virale e aumento dei CD4. L’aderenza influenzava la risposta; non sono emersi eventi avversi correlati.
Visualizza su PubMedVinceti M, Dennert G, Crespi CM, Zwahlen M, Brinkman M, Zeegers MP, Horneber M, D'Amico R, Del Giovane C (2014). Selenium for preventing cancer. The Cochrane database of systematic reviews
Meta-analisiAggiornamento Cochrane su selenio e prevenzione del cancro: 55 studi osservazionali prospettici e otto RCT. Gli osservazionali suggerivano associazioni inverse con alcuni tumori, ma con limiti di disegno, eterogeneità e confondimento. Gli RCT, soprattutto a basso rischio di bias, non hanno mostrato beneficio preventivo e hanno sollevato possibili rischi.
Visualizza su PubMedKlein EA, Thompson IM Jr, Tangen CM, Crowley JJ, Lucia MS, Goodman PJ, Minasian LM, Ford LG, Parnes HL, Gaziano JM, Karp DD, Lieber MM, Walther PJ, Klotz L, Parsons JK, Chin JL, Darke AK, Lippman SM, Goodman GE, Meyskens FL Jr, Baker LH (2011). Vitamin E and the risk of prostate cancer: the Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial (SELECT). JAMA
RCTNel trial SELECT, 34.887 uomini relativamente sani sono stati assegnati a selenio, vitamina E, entrambi o placebo. Con follow-up prolungato, la vitamina E ha aumentato significativamente il rischio di cancro prostatico rispetto al placebo. Il selenio da solo o combinato non ha ridotto il rischio in modo significativo.
Visualizza su PubMedStranges S, Marshall JR, Natarajan R, Donahue RP, Trevisan M, Combs GF, Cappuccio FP, Ceriello A, Reid ME (2007). Effects of long-term selenium supplementation on the incidence of type 2 diabetes: a randomized trial. Annals of internal medicine
RCTAnalisi secondaria di uno studio randomizzato, in doppio cieco, su 1202 persone senza diabete tipo 2 al basale, trattate con selenio 200 µg/die o placebo. Dopo 7,7 anni medi, il diabete era più frequente nel gruppo selenio; il rischio era maggiore nel terzile più alto di selenio plasmatico basale.
Visualizza su PubMedAlehagen U, Johansson P, Björnstedt M, Rosén A, Dahlström U (2013). Cardiovascular mortality and N-terminal-proBNP reduced after combined selenium and coenzyme Q10 supplementation: a 5-year prospective randomized double-blind placebo-controlled trial among elderly Swedish citizens. International journal of cardiology
RCTStudio prospettico randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo, su 443 svedesi di 70-88 anni trattati per 5 anni con selenio e coenzima Q10. Il trattamento ha ridotto la mortalità cardiovascolare, abbassato NT-proBNP e mostrato un miglior punteggio di funzione cardiaca all’ecocardiografia.
Visualizza su PubMedMarcocci C, Kahaly GJ, Krassas GE, Bartalena L, Prummel M, Stahl M, Altea MA, Nardi M, Pitz S, Boboridis K, Sivelli P, von Arx G, Mourits MP, Baldeschi L, Bencivelli W, Wiersinga W, European Group on Graves' Orbitopathy (2011). Selenium and the course of mild Graves' orbitopathy. The New England journal of medicine
RCTTrial randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo, in 159 pazienti con orbitopatia di Graves lieve, trattati per 6 mesi con selenio, pentossifillina o placebo. Il selenio ha migliorato qualità di vita, coinvolgimento oculare e progressione; la pentossifillina no ed era associata a disturbi gastrointestinali.
Visualizza su PubMedBroome CS, McArdle F, Kyle JA, Andrews F, Lowe NM, Hart CA, Arthur JR, Jackson MJ (2004). An increase in selenium intake improves immune function and poliovirus handling in adults with marginal selenium status. The American journal of clinical nutrition
RCTStudio in doppio cieco su 22 adulti britannici con basse concentrazioni plasmatiche di selenio, trattati con 50 o 100 microgrammi/die di selenio o placebo. La supplementazione ha aumentato marcatori del selenio e attività immunitaria cellulare, accelerando la clearance del poliovirus vaccinale e riducendo le mutazioni fecali rilevate.
Visualizza su PubMedLippman SM, Klein EA, Goodman PJ, Lucia MS, Thompson IM, Ford LG, Parnes HL, Minasian LM, Gaziano JM, Hartline JA, Parsons JK, Bearden JD 3rd, Crawford ED, Goodman GE, Claudio J, Winquist E, Cook ED, Karp DD, Walther P, Lieber MM, Kristal AR, Darke AK, Arnold KB, Ganz PA, Santella RM, Albanes D, Taylor PR, Probstfield JL, Jagpal TJ, Crowley JJ, Meyskens FL Jr, Baker LH, Coltman CA Jr (2009). Effect of selenium and vitamin E on risk of prostate cancer and other cancers: the Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial (SELECT). JAMA
RCTSELECT ha randomizzato 35.533 uomini relativamente sani a selenio, vitamina E, entrambi o placebo, in doppio cieco, per valutare prevenzione del tumore prostatico e altri esiti. Dopo follow-up mediano di 5,46 anni, nessun trattamento ha ridotto significativamente il cancro prostatico o altri endpoint oncologici prespecificati.
Visualizza su PubMedGärtner R, Gasnier BC, Dietrich JW, Krebs B, Angstwurm MW (2002). Selenium supplementation in patients with autoimmune thyroiditis decreases thyroid peroxidase antibodies concentrations. The Journal of clinical endocrinology and metabolism
RCTStudio prospettico cieco, controllato con placebo, in 70 donne con tiroidite autoimmune e anticorpi tiroidei elevati, tutte trattate con L-T4. Tre mesi di selenito di sodio hanno ridotto significativamente gli anticorpi anti-perossidasi tiroidea rispetto al placebo, con normalizzazione anticorpale ed ecogenicità tiroidea in alcuni pazienti.
Visualizza su PubMedDuntas LH, Mantzou E, Koutras DA (2003). Effects of a six month treatment with selenomethionine in patients with autoimmune thyroiditis. European journal of endocrinology
RCTStudio randomizzato prospettico su 65 pazienti con tiroidite autoimmune trattati per 6 mesi con L-tiroxina più selenometionina o placebo. La selenometionina è stata rapidamente assorbita e ha aumentato i livelli di selenio; gli anticorpi anti-TPO sono diminuiti maggiormente nel gruppo trattato, senza variazioni rilevanti degli anti-tireoglobulina.
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