Coenzima nel metabolismo energetico, essenziale per il sistema nervoso.

La tiamina non serve a “dare energia” se lo stato nutrizionale è già adeguato: serve soprattutto a evitare che il metabolismo dei carboidrati si blocchi quando l’apporto, l’assorbimento o il consumo aumentano. Il fabbisogno medio è piccolo, circa 1,1 mg/die nelle donne adulte e 1,2 mg/die negli uomini, ma le dosi negli integratori arrivano spesso a 50–100 mg perché l’assorbimento intestinale è saturabile e l’eccesso viene eliminato con le urine. Ha senso considerarla in chi beve molto alcol, dopo chirurgia bariatrica, in vomito protratto, dialisi, malnutrizione, diete molto restrittive o uso cronico di diuretici dell’ansa come furosemide. In questi contesti la carenza può evolvere in neuropatia, confusione, atassia o encefalopatia di Wernicke, dove l’integrazione orale a basso dosaggio non è il trattamento corretto: servono protocolli medici parenterali. Non ha molto senso usarla per stanchezza generica, concentrazione o “metabolismo lento” in persone sane che assumono cereali, legumi, carne o alimenti fortificati. Alcuni studi usano 100–300 mg/die in diabete, neuropatia e scompenso cardiaco, ma qui le prove sono più ristrette e non sostituiscono terapia, dieta o controllo glicemico.
La forma biologicamente attiva è il tiamina pirofosfato, chiamato anche tiamina difosfato, prodotto dentro le cellule dalla tiamina pirofosfochinasi. Agisce come coenzima in tre nodi centrali del metabolismo: piruvato deidrogenasi, che converte piruvato in acetil-CoA; alfa-chetoglutarato deidrogenasi nel ciclo di Krebs; complesso deidrogenasi degli alfa-chetoacidi a catena ramificata. Quando manca tiamina, il piruvato viene deviato verso lattato, la produzione di ATP cala e i tessuti con richiesta energetica alta, come cervello, miocardio e nervi periferici, sono i primi a soffrire. Un secondo bersaglio è la transchetolasi della via dei pentoso fosfati, utile per ribosio-5-fosfato e NADPH; questo spiega l’interesse nella glicotossicità diabetica, dove aumentare l’attività transchetolasi può deviare intermedi glicolitici lontano da AGE, protein-chinasi C e via dell’esosamina. Per benfotiamina, derivato liposolubile, l’aumento della tiamina difosfato intracellulare è documentato meglio della semplice tiamina orale. Non esiste un recettore “stimolante”: l’effetto è enzimatico e corregge un collo di bottiglia metabolico.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Correzione della carenza e prevenzione della sindrome di Wernicke
ForteIl beneficio più solido è nei soggetti carenti o ad alto rischio. Ambrose e colleghi hanno studiato 107 persone con dipendenza da alcol usando 5 dosi intramuscolari giornaliere da 5 a 200 mg: il gruppo da 200 mg ha avuto prestazioni migliori in un test di memoria di lavoro rispetto alle dosi più basse. Non è una prova per usare tiamina in sani; indica che nella carenza neurologica la dose bassa può essere insufficiente.
Riduzione dell’albuminuria nel diabete tipo 2
ModerataRabbani e colleghi hanno randomizzato 40 persone con diabete tipo 2 e microalbuminuria a tiamina 100 mg tre volte al giorno, quindi 300 mg/die, o placebo per 3 mesi. L’escrezione urinaria di albumina è scesa di circa il 41% nel gruppo tiamina e l’effetto si è attenuato dopo washout. È un dato clinico interessante ma pilota: non dimostra riduzione di insufficienza renale, dialisi o eventi cardiovascolari.
Sintomi di neuropatia diabetica con benfotiamina
ModerataNel trial BENDIP, Stracke e colleghi hanno trattato 165 pazienti con polineuropatia diabetica per 6 settimane con benfotiamina 300 mg/die, 600 mg/die o placebo. Il Neuropathy Symptom Score è migliorato soprattutto con 600 mg/die, con segnale più evidente sul dolore. Il limite pratico è che si tratta di durata breve e di un derivato della tiamina, non della classica tiamina cloridrato da 1–100 mg.
Dismenorrea primaria
LimitataGokhale ha valutato 556 ragazze e giovani donne con dismenorrea primaria usando tiamina 100 mg/die per 90 giorni. Lo studio riportò scomparsa del dolore nell’87% dei casi e miglioramento nel 9%, con follow-up di 2 mesi dopo la terapia. Il risultato è numericamente forte, ma lo studio è datato, poco replicato e non ha lo stesso rigore dei trial moderni; va considerato un’opzione a basso rischio, non una certezza.
Supporto nello scompenso cardiaco in terapia con diuretici
MistaIl razionale è concreto: furosemide aumenta la perdita urinaria di tiamina. Shimon e colleghi, in 30 pazienti con scompenso trattati cronicamente con furosemide, usarono tiamina ad alto dosaggio e osservarono un aumento della frazione di eiezione. Uno studio crossover successivo di Schoenenberger su 9 pazienti con 300 mg/die per 28 giorni ha dato risultati favorevoli ma piccoli. Le prove sono troppo ridotte per aspettarsi un effetto clinico stabile.
Shock settico con deficit di tiamina
MistaDonnino e colleghi hanno randomizzato 88 pazienti con shock settico a tiamina endovenosa 200 mg due volte al giorno o placebo per 7 giorni. Nel gruppo totale non c’è stata una riduzione significativa del lattato a 24 ore. Nel sottogruppo con carenza basale, la mortalità fu più bassa con tiamina, ma era un’analisi secondaria. In pratica non è un integratore da autogestire: è una decisione da terapia intensiva.
Legenda livelli di evidenza
Le dosi utili dipendono dal contesto. Per coprire il fabbisogno bastano circa 1,1–1,2 mg/die, quindi molti multivitaminici sono già sovradosati rispetto alla necessità ordinaria. Negli studi clinici su diabete e microalbuminuria è stata usata tiamina cloridrato 100 mg tre volte al giorno per 3 mesi. Nella dismenorrea primaria lo schema studiato è 100 mg/die per 90 giorni. Per neuropatia diabetica gli studi positivi hanno usato benfotiamina 300–600 mg/die per 3–6 settimane, non tiamina standard. Nello scompenso cardiaco i piccoli trial hanno usato circa 200–300 mg/die. La benfotiamina è più biodisponibile per i tessuti rispetto alla tiamina idrosolubile perché attraversa meglio le membrane e aumenta di più la tiamina difosfato intracellulare. In etichetta controlla la forma, i mg reali per dose, la percentuale dei VNR basata su 1,1 mg e la presenza di megadosi inutili di altre vitamine B.
La tiamina orale ha un profilo di sicurezza ampio e non esiste un limite massimo tollerabile definito per gli adulti sani, perché l’eccesso viene eliminato rapidamente. Questo non significa che qualsiasi uso sia sensato. Le reazioni gravi sono rare ma descritte soprattutto con tiamina endovenosa, inclusa anafilassi; l’uso parenterale va fatto in ambito medico. Le interazioni pratiche riguardano più la carenza che la tossicità: furosemide e bumetanide aumentano la perdita urinaria di tiamina, mentre alcol cronico riduce assorbimento intestinale, deposito epatico e conversione nella forma attiva. Fluorouracile e capecitabina possono interferire con il metabolismo della tiamina e sono stati associati a quadri tipo Wernicke in oncologia. Sono popolazioni a rischio chi ha chirurgia bariatrica, iperemesi gravidica, dialisi, nutrizione parenterale non bilanciata, malassorbimento o dieta estremamente restrittiva. In sospetta Wernicke non bisogna perdere tempo con capsule: serve trattamento urgente.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Rabbani N, Alam SS, Riaz S, Larkin JR, Akhtar MW, Shafi T, Thornalley PJ (2009). High-dose thiamine therapy for patients with type 2 diabetes and microalbuminuria: a randomised, double-blind placebo-controlled pilot study. Diabetologia
RCTStudio pilota randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo, su 40 pazienti con diabete di tipo 2 e microalbuminuria. Tiamina orale ad alte dosi per 3 mesi ha ridotto significativamente l’escrezione urinaria di albumina rispetto al basale e al placebo, senza effetti su controllo glicemico, lipidi o pressione, né eventi avversi.
Visualizza su PubMedStracke H, Gaus W, Achenbach U, Federlin K, Bretzel RG (2008). Benfotiamine in diabetic polyneuropathy (BENDIP): results of a randomised, double blind, placebo-controlled clinical study. Experimental and clinical endocrinology & diabetes : official journal, German Society of Endocrinology [and] German Diabetes Association
RCTStudio clinico di fase III, randomizzato, doppio cieco e controllato con placebo, ha valutato benfotiamina 600 o 300 mg/die in pazienti con polineuropatia diabetica distale simmetrica. Dopo 6 settimane, il Neuropathy Symptom Score migliorò significativamente nell’analisi per protocollo, con effetto più marcato alla dose maggiore; trattamento ben tollerato.
Visualizza su PubMedDiNicolantonio JJ, Niazi AK, Lavie CJ, O'Keefe JH, Ventura HO (2013). Thiamine supplementation for the treatment of heart failure: a review of the literature. Congestive heart failure (Greenwich, Conn.)
Revisione sistematicaRevisione sistematica su PubMed ed EMBASE riguardante carenza di tiamina e supplementazione in pazienti con insufficienza cardiaca. Sono stati riassunti 20 articoli. Le evidenze indicano possibile miglioramento della frazione di eiezione ventricolare sinistra, funzione cardiaca, diuresi, perdita di peso e sintomi, richiedendo studi randomizzati più ampi.
Visualizza su PubMedOudman E, Wijnia JW, Oey MJ, van Dam MJ, Postma A (2021). Wernicke Encephalopathy in schizophrenia: a systematic review. International journal of psychiatry in clinical practice
Revisione sistematicaRevisione sistematica sulle caratteristiche dell’encefalopatia di Wernicke in pazienti con schizofrenia. Sono stati identificati 15 casi pubblicati: 12 presentavano la triade completa di alterazioni mentali, segni oculari e atassia, spesso con rapida perdita di peso. Gli autori sottolineano diagnosi tardiva e necessità di controlli e trattamento parenterale con tiamina.
Visualizza su PubMedShimon I, Almog S, Vered Z, Seligmann H, Shefi M, Peleg E, Rosenthal T, Motro M, Halkin H, Ezra D (1995). Improved left ventricular function after thiamine supplementation in patients with congestive heart failure receiving long-term furosemide therapy. The American journal of medicine
RCTStudio randomizzato su 30 pazienti con insufficienza cardiaca congestizia moderata-grave in terapia cronica con furosemide. Tiamina endovenosa per una settimana, seguita da tiamina orale in tutti, migliorò lo stato biochimico della tiamina, aumentò frazione di eiezione ventricolare sinistra, diuresi ed escrezione di sodio; il placebo non modificò questi parametri.
Visualizza su PubMedSchoenenberger AW, Schoenenberger-Berzins R, der Maur CA, Suter PM, Vergopoulos A, Erne P (2012). Thiamine supplementation in symptomatic chronic heart failure: a randomized, double-blind, placebo-controlled, cross-over pilot study. Clinical research in cardiology : official journal of the German Cardiac Society
RCTStudio pilota randomizzato, doppio cieco, crossover, controllato con placebo, su 9 pazienti con insufficienza cardiaca cronica sintomatica in terapia diuretica e frazione di eiezione ridotta. Tiamina 300 mg/die per 28 giorni aumentò significativamente la frazione di eiezione rispetto al placebo, suggerendo benefici sulla funzione cardiaca.
Visualizza su PubMedOudman E, Wijnia JW, Severs D, Oey MJ, van Dam M, van Dorp M, Postma A (2024). Wernicke's Encephalopathy in Acute and Chronic Kidney Disease: A Systematic Review. Journal of renal nutrition : the official journal of the Council on Renal Nutrition of the National Kidney Foundation
Revisione sistematicaVia incertaLa revisione sistematica ha identificato 46 casi di encefalopatia di Wernicke in pazienti con malattia renale acuta o cronica. I prodromi includevano inappetenza, vomito, perdita di peso, dolore addominale e diarrea. Tiamina parenterale 500 mg tre volte/die spesso portava a recupero completo; dosi basse erano associate a sindrome di Korsakoff.
Visualizza su PubMedHara A, Takazawa C, Tsujiguchi H, Zhao J, Nakamura M, Kasahara T, Shimizu Y, Nakamura H (2025). Effect of vitamin B1 supplementation on bone turnover markers in adults: an exploratory single-arm pilot study. Journal of nutritional science
Studio clinicoIn uno studio pilota giapponese a braccio singolo, 42 adulti di mezza età e anziani hanno assunto 28,0 mg/die di vitamina B1 per un mese. I livelli ematici di B1 sono aumentati; il marker di riassorbimento osseo TRACP 5b è diminuito significativamente, mentre P1NP non è cambiato.
Visualizza su PubMedNolan KA, Black RS, Sheu KF, Langberg J, Blass JP (1991). A trial of thiamine in Alzheimer's disease. Archives of neurology
Studio clinicoIn uno studio di 12 mesi, in doppio cieco a gruppi paralleli, la tiamina 3 g/die è stata confrontata con placebo nella demenza di tipo Alzheimer. Quindici soggetti furono arruolati, dieci completarono l’anno. Non emersero differenze significative; in entrambi i gruppi i punteggi cognitivi diminuirono.
Visualizza su PubMedRosewarne RE, Farina N (2026). Thiamine Use in Hospitalized Patients: A Clinical Review. Journal of nutrition and metabolism
RevisioneQuesta revisione clinica descrive la tiamina, vitamina idrosolubile ottenuta soprattutto dalla dieta, e le condizioni che possono causarne carenza, come sindrome dell’intestino corto, grave malnutrizione, disturbo da uso di alcol o diuretici. Riassume l’uso ospedaliero in encefalopatia di Wernicke, rischio di rialimentazione, sepsi, clearance del lattato e delirium.
Visualizza su PubMedEshak ES, Arafa AE (2018). Thiamine deficiency and cardiovascular disorders. Nutrition, metabolism, and cardiovascular diseases : NMCD
RevisioneLa revisione ha esaminato studi umani e animali, seguendo PRISMA, su carenza di tiamina, malattie cardiovascolari e fattori di rischio, inclusi diabete, obesità, infiammazione vascolare, dislipidemia, scompenso cardiaco, infarto, difetti di conduzione e depressione. Riassume prevalenza della carenza, teorie associative ed effetti della supplementazione, indicando un possibile ruolo.
Visualizza su PubMedCosta NA, Pereira AG, Sugizaki CSA, Vieira NM, Garcia LR, de Paiva SAR, Zornoff LAM, Azevedo PS, Polegato BF, Minicucci MF (2021). Insights Into Thiamine Supplementation in Patients With Septic Shock. Frontiers in medicine
RevisioneLa revisione discute la tiamina nello shock settico, dove alterazioni metaboliche, disfunzione mitocondriale e stress ossidativo motivano lo studio di micronutrienti. La carenza può interessare molti pazienti critici; la supplementazione sembra aumentare la clearance del lattato e ridurre vasopressori, senza chiaro beneficio di sopravvivenza. Analizza anche combinazioni con vitamina C e corticosteroidi.
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