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amminoacido

Glutatione

Tripeptide antiossidante master del corpo (GSH); detossificazione, immunità e riduzione dello stress ossidativo.

Evidenza moderata7 benefici studiati
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Illustrazione editoriale di Glutatione, categoria amminoacido

Panoramica

La cosa meno ovvia sul glutatione è che prenderlo per bocca non garantisce automaticamente più “detossificazione”: l’effetto clinico dipende da dose, durata, forma e soprattutto dal problema da correggere. In uno studio randomizzato su 54 adulti sani, 250 o 1000 mg al giorno per 6 mesi hanno aumentato le riserve di glutatione nel sangue, mentre 1000 mg al giorno per 4 settimane in un altro studio su 40 adulti non ha migliorato in modo convincente i marker di stress ossidativo. Quindi ha più senso quando l’obiettivo è correggere un basso stato antiossidante documentabile, sostenere un percorso medico in condizioni specifiche studiate, o lavorare su esiti circoscritti come pigmentazione cutanea, non come integratore “detox” generico. Non ha molto senso se dieta, sonno, alcol, fumo e infiammazione metabolica restano fuori controllo: il glutatione viene consumato più rapidamente di quanto una capsula possa compensare. Non è una scorciatoia per fegato grasso, Parkinson, performance sportiva o immunità: per queste aree gli studi sull’uomo sono piccoli, spesso non controllati o usano vie non orali come endovena o intranasale.

Meccanismo d'azione

Il glutatione ridotto, o GSH, è un tripeptide formato da glutammato, cisteina e glicina; il punto limitante della sua sintesi intracellulare è spesso la disponibilità di cisteina e l’enzima glutammato-cisteina ligasi. Il sistema GSH/GSSG tampona specie reattive dell’ossigeno attraverso glutatione perossidasi, che riduce perossido di idrogeno e lipidoperossidi consumando GSH, e glutatione reduttasi, che rigenera GSH da GSSG usando NADPH. Nel fegato, le glutatione-S-transferasi coniugano GSH a metaboliti elettrofili, facilitandone eliminazione biliare o urinaria. Sul piano cellulare, il rapporto GSH/GSSG influenza segnali redox, funzione mitocondriale, NF-kB e risposta antiossidante Nrf2, ma molti di questi meccanismi derivano da modelli cellulari o animali. Nell’uomo, la parte meglio dimostrata è farmacocinetica: dosi orali prolungate possono aumentare GSH in sangue e cellule immunitarie. Meno dimostrato è che questo si traduca sempre in benefici clinici misurabili. Le forme liposomiali o S-acetil-glutatione mirano a proteggere la molecola dalla degradazione intestinale, ma gli esiti clinici comparativi restano scarsi.

Benefici e livello di evidenza

Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.

Aumento delle riserve corporee di glutatione

Moderata

Lo studio più utile è quello di Richie su 54 adulti sani: 250 o 1000 mg al giorno di glutatione ridotto per 6 mesi hanno aumentato il GSH in sangue intero, eritrociti, linfociti e cellule buccali, con incrementi nell’ordine del 30% circa nei compartimenti cellulari alla dose alta. Dopo 1 mese di washout i valori tendevano a tornare verso il basale. È un effetto biologico reale, ma non equivale automaticamente a un beneficio clinico.

Riduzione della pigmentazione cutanea

Moderata

Arjinpathana e Asawanonda hanno studiato 60 volontari con 500 mg al giorno per 4 settimane: l’indice di melanina è diminuito in alcuni siti cutanei rispetto al placebo, senza eventi gravi. Weschawalit ha poi testato 250 mg al giorno di GSH o GSSG per 12 settimane in 60 donne, osservando riduzioni modeste della melanina e alcuni parametri di rugosità. È un effetto cosmetico piccolo, non una terapia per melasma severo o iperpigmentazioni patologiche.

Riduzione della tossicità da cisplatino in oncologia

Moderata

Smyth ha valutato glutatione endovena, non capsule, in 151 donne con carcinoma ovarico trattate con cisplatino: 3 g/m2 prima della chemioterapia hanno ridotto neurotossicità e peggioramento della qualità di vita senza segnalare un chiaro peggioramento della risposta oncologica. Questo dato non autorizza l’autouso durante chemioterapia. Significa solo che, in protocolli ospedalieri controllati, il glutatione può ridurre alcuni danni da cisplatino.

Controllo dello stress ossidativo sistemico

Mista

Qui la promessa è più forte delle prove. Allen e Bradley hanno dato 1000 mg al giorno per 4 settimane a 40 adulti sani e non hanno trovato miglioramenti significativi nei principali biomarcatori plasmatici di stress ossidativo. Richie, usando 250 o 1000 mg al giorno per 6 mesi, ha invece mostrato aumento delle riserve di GSH e alcuni segnali immunitari. Traduzione pratica: servono mesi, non settimane, e l’effetto sui marker clinici resta incostante.

Steatosi epatica non alcolica

Limitata

Honda ha condotto uno studio pilota multicentrico open-label su 34 persone con steatosi epatica non alcolica: 300 mg al giorno di glutatione per 4 mesi hanno ridotto ALT da circa 75 a 50 U/L e migliorato alcuni indici di grasso epatico. Mancava però un gruppo placebo, quindi dieta, regressione alla media e cambiamenti comportamentali non sono separabili dall’effetto del prodotto. È un segnale, non una prova terapeutica.

Sintomi nella malattia di Parkinson

Mista

Mischley ha testato glutatione intranasale, 300 mg tre volte al giorno per 3 mesi, in 45 persone con Parkinson. Il punteggio motorio è migliorato anche nel gruppo placebo e la differenza tra gruppi non ha raggiunto un risultato convincente. Studi endovena più vecchi e piccoli hanno suggerito miglioramenti, ma non bastano. Per il Parkinson il glutatione orale non ha evidenza solida di beneficio sintomatico.

Supporto respiratorio nella fibrosi cistica

Mista

Griese ha studiato 153 pazienti con fibrosi cistica usando glutatione inalatorio 646 mg due volte al giorno per 24 settimane. L’obiettivo principale sulla funzione respiratoria, misurata con FEV1, non è risultato chiaramente superiore al placebo, anche se alcuni esiti secondari hanno suggerito possibili segnali. Questo non riguarda direttamente il glutatione orale da banco e non giustifica l’uso autonomo in patologie respiratorie croniche.

Legenda livelli di evidenza

ForteModerataLimitataMista

Dosaggio indicativo

Negli studi orali più citabili, le dosi sono state 250 mg al giorno per 12 settimane nella pigmentazione cutanea, 500 mg al giorno per 4 settimane nello studio dermatologico thailandese, 300 mg al giorno per 4 mesi nella steatosi epatica e 250 o 1000 mg al giorno per 6 mesi nello studio sulle riserve corporee. Lo studio negativo sui marker ossidativi ha usato 1000 mg al giorno per sole 4 settimane, dettaglio importante perché la durata sembra contare. La forma con più dati clinici è il glutatione ridotto, indicato come reduced L-glutathione o GSH. Le forme liposomiali e S-acetil-glutatione sono plausibili per biodisponibilità perché proteggono dalla degradazione intestinale o aumentano stabilità, ma hanno meno dati di esito clinico. In etichetta controlla milligrammi reali per dose, forma chimica, assenza di blend proprietari, test di purezza per metalli pesanti e allergeni, e se la dose giornaliera richiede più capsule.

Sicurezza e controindicazioni

Il glutatione orale è stato generalmente ben tollerato negli studi da 250 a 1000 mg al giorno, ma sicurezza non significa utilità per tutti. Durante chemioterapia o radioterapia non va assunto senza oncologo: farmaci come cisplatino, doxorubicina, ciclofosfamide e bleomicina producono parte dell’effetto anche tramite stress ossidativo, e l’uso di antiossidanti fuori protocollo può confondere efficacia e tossicità. Paradossalmente il glutatione endovena è stato studiato proprio con cisplatino, ma in ambiente ospedaliero e a dosi come 3 g/m2, non come integratore. Chi ha asma o broncospasmo deve evitare forme inalatorie non prescritte: sono stati riportati broncocostrizione e irritazione bronchiale. In gravidanza, allattamento, trapianto d’organo, malattie autoimmuni attive o terapia immunosoppressiva con tacrolimus, ciclosporina o corticosteroidi cronici mancano dati solidi di sicurezza. Possibili effetti comuni sono nausea, crampi addominali, gonfiore e odore solforato del respiro.

Compatibilità con altri integratori

Ingredienti che si combinano bene in uno stack.

N-acetilcisteinaVitamina CAcido alfa-lipoicoSelenioGlicinaVitamina ECoenzima Q10Sulforafano

Riferimenti scientifici

Studi selezionati a supporto del profilo informativo.

  1. 1

    Arjinpathana N, Asawanonda P (2012). Glutathione as an oral whitening agent: a randomized, double-blind, placebo-controlled study. The Journal of dermatological treatment

    RCT

    Studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 60 studenti sani a Bangkok: glutatione orale 500 mg/die per 4 settimane ha ridotto gli indici di melanina in sei sedi, significativamente in due, e i punti UV. Entrambi i trattamenti sono stati ben tollerati; sicurezza a lungo termine non stabilita.

    Visualizza su PubMed
  2. 2

    Sarkar R, Yadav V, Yadav T, P J, Mandal I (2025). Glutathione as a skin-lightening agent and in melasma: a systematic review. International journal of dermatology

    Revisione sistematica

    Revisione sistematica sull’efficacia e sicurezza del glutatione come schiarente cutaneo e nel melasma. Studi su forme topiche e orali indicano riduzioni dell’indice di melanina, con risultati moderati e bias variabile. La combinazione topica-orale è risultata superiore alla monoterapia. Il glutatione endovenoso è giudicato controindicato per inefficacia ed effetti collaterali.

    Visualizza su PubMed
  3. 3

    Dilokthornsakul W, Dhippayom T, Dilokthornsakul P (2019). The clinical effect of glutathione on skin color and other related skin conditions: A systematic review. Journal of cosmetic dermatology

    Revisione sistematica

    Revisione sistematica di quattro studi clinici su volontari sani, inclusi tre RCT e uno studio a singolo braccio, ha valutato glutatione orale o topico sugli effetti cutanei. Glutatione orale 500 mg/die e glutatione ossidato topico 2,0% hanno mostrato schiarimento nelle aree fotoesposte, ma l’evidenza resta inconclusiva.

    Visualizza su PubMed
  4. 4

    Allen J, Bradley RD (2011). Effects of oral glutathione supplementation on systemic oxidative stress biomarkers in human volunteers. Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.)

    RCT

    Trial clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 40 adulti sani ha valutato glutatione orale 500 mg due volte al giorno per 4 settimane. In 39 partecipanti completanti, F2-isoprostani urinari, 8-OHdG e misure eritrocitarie di glutatione ridotto, ossidato e rapporto GSH:GSSG non sono cambiati significativamente.

    Visualizza su PubMed
  5. 5

    Richie JP Jr, Nichenametla S, Neidig W, Calcagnotto A, Haley JS, Schell TD, Muscat JE (2015). Randomized controlled trial of oral glutathione supplementation on body stores of glutathione. European journal of nutrition

    RCT

    Studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo di 6 mesi su 54 adulti non fumatori ha testato glutatione orale 250 o 1.000 mg/die. I livelli di GSH sono aumentati in sangue e compartimenti cellulari in modo dose- e tempo-dipendente, tornando al basale dopo washout; migliorati anche rapporto ossidato/ridotto e citotossicità NK ad alta dose.

    Visualizza su PubMed
  6. 6

    Gaike AH, Kalamkar SD, Gajjar V, Divate U, Karandikar-Iyer S, Goel P, Shouche YS, Ghaskadbi SS (2023). Effect of long-term oral glutathione supplementation on gut microbiome of type 2 diabetic individuals. FEMS microbiology letters

    RCT

    Studio su individui diabetici indiani in trial randomizzato ha analizzato il microbioma fecale dopo glutatione orale 500 mg/die per 6 mesi. La supplementazione, già associata ad aumento delle riserve di GSH e stabilizzazione dell’HbA1c, ha ridotto Proteobacteria ed Escherichia/Shigella e arricchito Megasphaera, Bacteroides e Megamonas.

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  7. 7

    Kern JK, Geier DA, Adams JB, Garver CR, Audhya T, Geier MR (2011). A clinical trial of glutathione supplementation in autism spectrum disorders. Medical science monitor : international medical journal of experimental and clinical research

    RCT

    Studio aperto di otto settimane su bambini di 3-13 anni con disturbo dello spettro autistico, trattati con glutatione orale lipoceutico o transdermico. Il trattamento orale aumentò il glutatione ridotto plasmatico, non quello nel sangue intero; entrambi aumentarono solfato plasmatico, cisteina e taurina.

    Visualizza su PubMed
  8. 8

    McKinley-Barnard S, Andre T, Morita M, Willoughby DS (2015). Combined L-citrulline and glutathione supplementation increases the concentration of markers indicative of nitric oxide synthesis. Journal of the International Society of Sports Nutrition

    RCT

    Lo studio ha valutato L-citrullina e glutatione su marcatori della sintesi di ossido nitrico in cellule endoteliali, ratti e uomini allenati alla resistenza. La combinazione aumentò nitrito e NOx in vitro e in vivo; negli uomini, nitrito e NOx furono maggiori 30 minuti dopo l’esercizio rispetto al placebo.

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  9. 9

    Sonthalia S, Daulatabad D, Sarkar R (2016). Glutathione as a skin whitening agent: Facts, myths, evidence and controversies. Indian journal of dermatology, venereology and leprology

    Revisione

    Questa revisione discute metabolismo, meccanismi ed evidenze del glutatione come agente schiarente sistemico della pelle. L’uso endovenoso, pur popolare, non ha prove di efficacia ed è associato ad avvertenze di sicurezza; tre studi randomizzati supportano effetti e sicurezza di forme orali e topiche, ma restano domande aperte.

    Visualizza su PubMed
  10. 10

    Mandal PK, Shukla D, Tripathi M, Ersland L (2019). Cognitive Improvement with Glutathione Supplement in Alzheimer's Disease: A Way Forward. Journal of Alzheimer's disease : JAD

    Revisione

    Questo editoriale descrive la malattia di Alzheimer come disturbo neurodegenerativo con causa ancora sconosciuta e sottolinea il ruolo dello stress ossidativo. Poiché il glutatione risulta significativamente ridotto nell’ippocampo di pazienti con decadimento cognitivo lieve e Alzheimer, evidenzia la necessità di discuterne la supplementazione per il miglioramento cognitivo.

    Visualizza su PubMed
  11. 11

    Brahmajosyula M, Morimoto Y (2023). Exogenous GSH Supplementation to Raw Semen Alters Sperm Kinematic Parameters in Infertile Patients. Reproductive sciences (Thousand Oaks, Calif.)

    Journal Article

    In campioni seminali residui di 71 pazienti infertili, l’aggiunta di glutatione al seme liquefatto ha modificato vari parametri cinematici spermatici dopo 2 ore. Con 5 mM, alcune velocità e ampiezza laterale diminuirono, linearità e frequenza aumentarono, motilità e motilità progressiva rimasero invariate, mentre l’ATP aumentò.

    Visualizza su PubMed
  12. 12

    Witschi A, Reddy S, Stofer B, Lauterburg BH (1992). The systemic availability of oral glutathione. European journal of clinical pharmacology

    Journal Article

    In sette volontari sani è stata valutata la disponibilità sistemica del glutatione orale. Dopo una dose di 0,15 mmol/kg, le concentrazioni plasmatiche di glutatione, cisteina e glutammato non aumentarono significativamente. Gli autori concludono che la disponibilità sistemica è trascurabile, probabilmente per idrolisi intestinale ed epatica.

    Visualizza su PubMed

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Scheda rapida

Categoria
amminoacido
Evidenza massima
Moderata
Benefici
7
Studi citati
12

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