Proteasi serica del baco da seta; anti-infiammatorio, mucolitico e supporto alla sinusite.

La serrapeptasi ha studi clinici sull’uomo, ma sono piccoli, datati e quasi tutti su sintomi a breve termine: questo è il punto da sapere prima di comprarla. Non è un botanico: è una proteasi prodotta da Serratia marcescens, batterio associato al baco da seta, poi purificata per uso orale. Le dosi cliniche più ricorrenti sono 10 mg 2-3 volte al giorno, oppure 30 mg/die, spesso per 3 giorni-6 settimane; negli integratori moderni l’etichetta usa più spesso l’attività enzimatica, ad esempio 120.000 SPU per dose. Ha senso soprattutto per chi cerca un supporto temporaneo su muco denso, sinusite/infiammazione ORL o edema post-procedura, sapendo che non sostituisce corticosteroidi nasali, antibiotici quando indicati, FANS o fisioterapia. Non ha senso usarla come antinfiammatorio sistemico cronico, per “sciogliere placche” cardiovascolari, per fibrosi o biofilm clinici: per questi usi mancano prove umane solide. Va evitata vicino a interventi chirurgici, se si assumono anticoagulanti o antiaggreganti, in gravidanza e in caso di storia di reazioni allergiche a enzimi proteolitici.
La serrapeptasi è una metalloproteasi zinco-dipendente: in vitro taglia proteine extracellulari e substrati come fibrina, fibrinogeno, mucoproteine e componenti di essudati infiammatori. Il razionale mucolitico deriva dalla riduzione della viscoelasticità del muco, osservata in studi clinici su secrezioni nasali e bronchiali, probabilmente tramite frammentazione di glicoproteine muciniche e detriti cellulari ricchi di proteine. Il razionale antiedemigeno è meno definito: modelli preclinici suggeriscono riduzione di mediatori come bradichinina e prodotti della cascata infiammatoria, ma non esiste una dimostrazione convincente su un singolo recettore o pathway umano, come COX-1, COX-2 o NF-κB, paragonabile a quella dei farmaci. Dopo assunzione orale, l’enzima dovrebbe superare lo stomaco grazie a formulazioni gastroresistenti; sono stati proposti complessi con alfa-2-macroglobulina per limitarne l’immunogenicità mantenendo attività proteolitica, ma la biodisponibilità sistemica nell’uomo resta un punto debole. L’attività anti-biofilm è quasi interamente preclinica e non prova efficacia nelle infezioni umane.
Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.
Riduzione della viscosità del muco bronchiale
LimitataLo studio clinico più utile è quello di Nakamura su 29 pazienti con malattia cronica delle vie aeree: serrapeptasi 30 mg/die per 4 settimane ha ridotto quantità di espettorato, viscoelasticità e conta dei neutrofili rispetto al placebo. È un segnale coerente con l’effetto mucolitico, ma il campione è piccolo e non dimostra riduzione di riacutizzazioni, uso di antibiotici o miglioramento robusto della funzione respiratoria.
Muco nasale denso nella sinusite cronica
LimitataMajima e colleghi hanno studiato pazienti con sinusite cronica trattati con serrapeptasi orale, circa 30 mg/die per 4 settimane, misurando proprietà fisiche del muco nasale. Lo studio ha riportato riduzione di elasticità e viscosità delle secrezioni, cioè un muco più facilmente drenabile. È un endpoint meccanico plausibile, ma non equivale a guarigione della sinusite né sostituisce lavaggi salini, corticosteroidi nasali o valutazione ORL.
Sintomi infiammatori ORL acuti o cronici
LimitataNel trial multicentrico in doppio cieco di Mazzone, 193 pazienti con patologie otorinolaringoiatriche acute o croniche hanno ricevuto serrapeptasi o placebo per pochi giorni. Il gruppo attivo ha avuto miglioramenti più rapidi di dolore, secrezioni e congestione dopo 3-4 giorni. Il dato è interessante perché controllato con placebo, ma resta datato, con sintomi soggettivi e senza criteri moderni per sinusite, otite o faringite.
Ingorgo mammario post-partum
LimitataKee e colleghi hanno condotto un trial randomizzato in doppio cieco su 70 donne con ingorgo mammario, usando serrapeptasi rispetto a placebo per pochi giorni. Dolore, tensione e indurimento mammario migliorarono più spesso nel gruppo attivo, senza eventi avversi rilevanti riportati. È una delle poche prove cliniche positive, ma non basta per consigliarla in allattamento senza supervisione: la sicurezza per il neonato non è stata studiata in modo adeguato.
Sindrome del tunnel carpale
LimitataPanagariya e Sharma hanno pubblicato un trial preliminare su 20 pazienti con sindrome del tunnel carpale trattati con serratiopeptidasi 10 mg due volte al giorno per 6 settimane. Circa il 65% dei partecipanti ebbe miglioramento clinico, mentre i parametri elettrofisiologici cambiarono meno chiaramente. Il limite è sostanziale: studio piccolo, preliminare e non sufficiente per confrontarla con tutori notturni, infiltrazioni corticosteroidee o chirurgia.
Biofilm batterici come supporto agli antibiotici
LimitataSelan e colleghi hanno mostrato in vitro che la serratiopeptidasi interferisce con biofilm di Staphylococcus aureus e riduce adesione batterica, con un’attività non completamente spiegata dalla sola proteolisi. Questo non significa che curi infezioni da biofilm in protesi, sinusite cronica o ferite. Mancano trial clinici con endpoint duri, colture, eradicazione batterica e confronto con antibiotici standard.
Edema e dolore dopo chirurgia dentale
MistaAl-Khateeb e Nusair hanno valutato serrapeptasi dopo estrazione chirurgica dei terzi molari inferiori, con riduzione del gonfiore rispetto al controllo ma scarso effetto su dolore e trisma. Studi successivi e confronti indiretti suggeriscono che desametasone e FANS siano più prevedibili. Per l’utente pratico: può avere senso solo come coadiuvante, non come sostituto dell’analgesia post-operatoria prescritta.
Gonfiore post-traumatico o post-operatorio dell’arto
MistaEsch e colleghi hanno studiato pazienti dopo lesione o chirurgia del legamento della caviglia, misurando oggettivamente il gonfiore articolare; il gruppo serrapeptasi mostrò una riduzione più rapida dell’edema nei primi giorni. Il risultato è favorevole, ma lo studio è vecchio, poco replicato e non definisce bene il beneficio su dolore, ritorno al carico o recupero funzionale. Ghiaccio, elevazione e riabilitazione restano centrali.
Legenda livelli di evidenza
Negli studi clinici non si trova un unico dosaggio standard. Per vie aeree e sinusite sono stati usati circa 30 mg/die, spesso come 10 mg tre volte al giorno, per 1-4 settimane. Nel tunnel carpale lo schema pubblicato era 10 mg due volte al giorno per 6 settimane. Dopo chirurgia orale sono stati usati schemi brevi, di solito 5-10 mg due o tre volte al giorno per alcuni giorni. Gli integratori moderni indicano spesso 20-60 mg, ma il dato davvero confrontabile è l’attività enzimatica: controllare SPU, SU o IU per dose, ad esempio 120.000 SPU. La forma preferibile è gastroresistente o enteric-coated, perché una proteasi libera può essere denaturata dall’acidità gastrica. Va assunta lontano dai pasti, tipicamente 30-60 minuti prima o 2 ore dopo, altrimenti lavora sulle proteine alimentari invece che arrivare intatta all’intestino.
La serrapeptasi è generalmente ben tollerata nei piccoli trial, ma la sicurezza reale è meno documentata di quanto sembri. Il punto critico è il sanguinamento: per attività proteolitica/fibrinolitica teorica e dati clinici insufficienti va evitata con warfarin, acenocumarolo, eparina, apixaban, rivaroxaban, dabigatran, aspirina a dose antiaggregante, clopidogrel, prasugrel e ticagrelor, salvo indicazione medica. Prudenza anche con FANS come ibuprofene, naprossene e diclofenac, che aumentano rischio gastrointestinale. Sospenderla almeno 7-14 giorni prima di chirurgia, estrazioni dentarie o procedure invasive. Evitarla in gravidanza; in allattamento esiste un vecchio studio sull’ingorgo mammario, ma non dati adeguati sul lattante. Segnalati rari casi di reazioni allergiche, rash gravi e pneumonite/eosinofilia con enzimi proteolitici: chi ha asma instabile, interstiziopatie o allergie note a enzimi dovrebbe non usarla.
Ingredienti che si combinano bene in uno stack.
Studi selezionati a supporto del profilo informativo.
Bhagat S, Agarwal M, Roy V (2013). Serratiopeptidase: a systematic review of the existing evidence. International journal of surgery (London, England)
Revisione sistematicaRevisione sistematica sull’efficacia e sicurezza della serratiopeptidasi in pratica clinica. Furono inclusi 24 studi, valutati con checklist SIGN. Le evidenze per effetti antinfiammatori e analgesici risultarono basate su studi metodologicamente deboli, pochi RCT piccoli, dati di sicurezza e tollerabilità insufficienti.
Visualizza su PubMedMurugesan K, Sreekumar K, Sabapathy B (2012). Comparison of the roles of serratiopeptidase and dexamethasone in the control of inflammation and trismus following impacted third molar surgery. Indian journal of dental research : official publication of Indian Society for Dental Research
RCTStudio in doppio cieco su 110 pazienti sottoposti a rimozione chirurgica del terzo molare mandibolare. Dexametasone 1 mg o serratiopeptidasi 10 mg furono somministrati ogni 8 ore per 3 giorni. Il dexametasone ridusse maggiormente gonfiore e dolore; entrambi ebbero effetto simile sul trisma.
Visualizza su PubMedTamimi Z, Al Habashneh R, Hamad I, Al-Ghazawi M, Roqa'a AA, Kharashgeh H (2021). Efficacy of serratiopeptidase after impacted third molar surgery: a randomized controlled clinical trial. BMC oral health
RCTVia incertaTrial clinico randomizzato su 133 pazienti dopo rimozione chirurgica del terzo molare mandibolare incluso. Serratiopeptidasi più paracetamolo fu confrontata con placebo più paracetamolo per 5 giorni. La serratiopeptidasi migliorò significativamente trisma e gonfiore, senza differenza significativa nel dolore riferito; sono richiesti studi più lunghi e sulla sicurezza.
Visualizza su PubMedChandanwale A, Langade D, Sonawane D, Gavai P (2017). A Randomized, Clinical Trial to Evaluate Efficacy and Tolerability of Trypsin:Chymotrypsin as Compared to Serratiopeptidase and Trypsin:Bromelain:Rutoside in Wound Management. Advances in therapy
RCTTrial clinico indiano su 75 pazienti con ferite chirurgiche dopo chirurgia ortopedica, randomizzati a trypsin:chymotrypsin, serratiopeptidasi o trypsin:bromelain:rutoside. Trypsin:chymotrypsin ridusse più efficacemente eritema, irritazione locale, secrezione, edema, indurimento, dolorabilità e dolore, con migliori valutazioni globali di efficacia e tollerabilità.
Visualizza su PubMedChopra D, Rehan HS, Mehra P, Kakkar AK (2009). A randomized, double-blind, placebo-controlled study comparing the efficacy and safety of paracetamol, serratiopeptidase, ibuprofen and betamethasone using the dental impaction pain model. International journal of oral and maxillofacial surgery
RCTStudio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 150 pazienti dopo rimozione di terzi molari inferiori inclusi, assegnati a ibuprofene, paracetamolo, betametasone, serratiopeptidasi o placebo. Betametasone mostrò analgesia significativa; ibuprofene e betametasone ridussero il gonfiore. Serratiopeptidasi non mostrò azione analgesica o antinfiammatoria significativa.
Visualizza su PubMedAl-Khateeb TH, Nusair Y (2008). Effect of the proteolytic enzyme serrapeptase on swelling, pain and trismus after surgical extraction of mandibular third molars. International journal of oral and maxillofacial surgery
RCTStudio prospettico intra-individuale, randomizzato, in doppio cieco, crossover su 24 soggetti sani con terzi molari mandibolari simmetricamente inclusi. Serrapeptasi 5 mg o placebo, insieme a paracetamolo, furono confrontati dopo due interventi. Serrapeptasi ridusse significativamente gonfiore e dolore nei giorni 2, 3 e 7, ma non il trisma.
Visualizza su PubMedAl-Moraissi EA, Al-Zendani EA, Al-Selwi AM (2020). Efficacy of Submucosal Injection of Chymotrypsin, Oral Serratiopeptidase or Oral Dexamethasone in Reducing Postoperative Complications Following Impacted Lower Third Molar Surgery: A Prospective, Randomized, Double-Blind, Controlled Clinical Trial. Frontiers in oral health
Case reportStudio clinico randomizzato in doppio cieco su 60 pazienti sottoposti a chirurgia dei terzi molari mandibolari inclusi: chimotripsina sottomucosa, serratiopeptidasi orale o desametasone orale. Dolore, gonfiore e apertura orale non differivano significativamente; nessun effetto avverso. La chimotripsina risultò comparabile.
Visualizza su PubMedPanagariya A, Sharma AK (1999). A preliminary trial of serratiopeptidase in patients with carpal tunnel syndrome. The Journal of the Association of Physicians of India
Studio clinicoVia incertaStudio preliminare su 20 pazienti con sindrome del tunnel carpale trattati con serratiopeptidasi 10 mg due volte al giorno e breve ciclo iniziale di nimesulide. Dopo 6 settimane, il 65% mostrò miglioramento clinico supportato da parametri elettrofisiologici; quattro recidive e nessun effetto collaterale significativo.
Visualizza su PubMedSivaramakrishnan G, Sridharan K (2018). Role of Serratiopeptidase After Surgical Removal of Impacted Molar: A Systematic Review and Meta-analysis. Journal of maxillofacial and oral surgery
RevisioneVia incertaRevisione sistematica e meta-analisi di studi randomizzati sulla serratiopeptidasi per dolore, gonfiore facciale e trisma dopo rimozione chirurgica di molari inclusi. Cinque studi furono inclusi: miglioramento del trisma rispetto ai corticosteroidi, nessuna differenza significativa nel gonfiore e prove insufficienti per altri esiti o comparatori.
Visualizza su PubMedBruno A, Saccoccio V (2026). Serrapeptase After Liposuction for Lipedema: Limited Evidence for Antifibrotic Efficacy. Aesthetic plastic surgery
Journal ArticleStudio retrospettivo osservazionale su 50 donne con lipedema sottoposte a liposuzione tumescente degli arti inferiori, confrontando serrapeptasi orale per 4 settimane con sola cura standard. Rigidità tissutale, ecografia, dolore VAS e indurimento non differirono significativamente; nessun evento avverso. I risultati non supportano l’uso routinario.
Visualizza su PubMedJunaid S, Naz Khan K, Zameer F, Mudassir M, Bukhari S, Maheshwary N, Khan MA (2025). Evaluating the efficacy of curcumin plus serratiopeptidase formulation in inflammatory acne: a quasi-experimental study. Drugs in context
Journal ArticleStudio quasi-sperimentale su 50 persone con acne infiammatoria lieve-moderata, trattate con terapia standard o terapia standard più curcumina 500 mg e serratiopeptidasi 10 mg quotidiane. Entrambi i gruppi migliorarono, ma l’aggiunta mostrò più risoluzioni complete/quasi complete a 2 settimane; nessun evento avverso grave.
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