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botanico

Propoli

Resina delle api con caffeic acid phenethyl ester (CAPE); antimicrobica, antivirale e immunostimolante.

Evidenza moderata7 benefici studiati
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Illustrazione editoriale di Propoli, categoria botanico

Panoramica

La cosa meno ovvia sulla propoli è che non esiste una propoli “standard”: quella verde brasiliana, quella di pioppo europea e altri estratti hanno profili molto diversi di flavonoidi, acidi fenolici, CAPE e artepillina C. Questo spiega perché alcuni studi clinici usano 400–800 mg/die di estratto standardizzato, altri 900–1500 mg/die, mentre il dosaggio commerciale tipico resta 300–500 mg/die. Le prove migliori non riguardano un generico “rinforzo immunitario”, ma usi circoscritti: spray o capsule per sintomi di raffreddore, pomate al 3% per lesioni da herpes, supporto in afte o mucosite, e piccoli effetti su glicemia e stress ossidativo in persone con diabete di tipo 2. Ha senso per adulti con episodi ricorrenti ma non gravi, che vogliono un intervento aggiuntivo e tollerano i prodotti dell’alveare. Non ha senso aspettarsi prevenzione affidabile dell’influenza, sostituzione di antibiotici o antivirali, o benefici metabolici clinicamente decisivi. È una scelta da evitare in chi ha allergia a propoli, miele, punture d’ape, pollini o balsamo del Perù, e da usare con prudenza se si assumono anticoagulanti o farmaci ipoglicemizzanti.

Meccanismo d'azione

Il meccanismo biologico della propoli è plausibile ma in larga parte preclinico, quindi non va tradotto automaticamente in effetti clinici. I componenti più studiati, soprattutto CAPE, pinocembrina, galangina, crisina e artepillina C, modulano vie infiammatorie come NF-κB: CAPE in modelli cellulari riduce l’attivazione di IKK, la degradazione di IκBα e la traslocazione nucleare di p65, con minore espressione di COX-2, iNOS, TNF-α e IL-6. Alcuni estratti aumentano anche segnali antiossidanti legati a Nrf2 e agli enzimi glutatione perossidasi, superossido dismutasi e catalasi, ma le dosi cellulari non sempre sono realistiche per l’uomo. Sul versante antimicrobico, i fenoli della propoli danneggiano membrane batteriche, interferiscono con biofilm e, in Streptococcus mutans, inibiscono glucosiltransferasi coinvolte nella formazione della placca. L’attività antivirale osservata in vitro include interferenza con adsorbimento, ingresso e replicazione di alcuni virus, tra cui HSV; negli studi clinici l’effetto più credibile resta locale, quando l’estratto è applicato direttamente sulla lesione.

Benefici e livello di evidenza

Classificazione basata sulla qualità e quantità degli studi disponibili.

Sintomi delle infezioni respiratorie superiori

Moderata

Lo studio più utile è il trial randomizzato di Esposito et al. su 122 adulti con infezione respiratoria superiore non complicata: uno spray oromucosale con miscela polifenolica da propoli di pioppo ha accelerato la remissione dei sintomi rispetto al placebo, con differenze già nei primi giorni. Il trial pediatrico di Cohen et al. su 430 bambini usava però una combinazione con echinacea e vitamina C, quindi non isola l’effetto della propoli.

Guarigione delle lesioni da herpes simplex

Moderata

Nel trial multicentrico di Vynograd et al., 90 persone con herpes genitale ricorrente usarono pomata alla propoli 3%, aciclovir 5% o placebo. Dopo 10 giorni, la guarigione completa delle lesioni fu riportata in 24 su 30 con propoli, 14 su 30 con aciclovir e 12 su 30 con placebo. È un dato interessante, ma riguarda applicazione topica, non capsule da 300–500 mg.

Afte ricorrenti e mucosite orale

Limitata

Samet et al. hanno testato 500 mg/die di propoli in 19 persone con stomatite aftosa ricorrente, osservando una riduzione della frequenza degli episodi rispetto al periodo precedente. Piredda et al. hanno studiato la prevenzione della mucosite in pazienti con carcinoma mammario in chemioterapia, con segnale favorevole ma campione piccolo. L’uso ha senso come supporto locale o orale, non come trattamento di lesioni infette o ulcerazioni severe.

Supporto nella placca dentale e nel biofilm orale

Limitata

Koo et al. hanno valutato un collutorio contenente propoli in uno studio crossover sulla formazione di placca di 3 giorni, misurando accumulo di placca e polisaccaridi extracellulari. L’effetto era coerente con l’inibizione delle glucosiltransferasi di Streptococcus mutans, ma la durata era troppo breve per concludere su carie, gengivite o parodontite. Non sostituisce fluoro, igiene meccanica o terapia odontoiatrica.

Verruche cutanee non plantari

Limitata

Zedan et al. hanno randomizzato 135 pazienti con verruche comuni, piane o plantari a propoli orale, echinacea o placebo per 3 mesi. La propoli ha mostrato tassi di risposta elevati nelle verruche comuni e piane, circa 75% e 73%, ma non nelle plantari. È un risultato isolato, con scarsa replicazione e senza confronto con crioterapia o acido salicilico, quindi non basta per considerarla terapia di prima linea.

Riduzione della durata del ricovero in COVID-19

Limitata

Silveira et al. hanno studiato 124 adulti ospedalizzati con COVID-19 trattati con propoli verde brasiliana EPP-AF a 400 o 800 mg/die come aggiunta alla terapia standard. La durata mediana del ricovero fu più bassa nei gruppi propoli rispetto al controllo, circa 6–7 giorni contro 12. Il dato è pre-vaccinale, monocentrico e non dimostra prevenzione dell’infezione né beneficio nei casi lievi a domicilio.

Glicemia e stress ossidativo nel diabete di tipo 2

Mista

Afsharpour et al. hanno somministrato 900 mg/die di propoli per 12 settimane a persone con diabete di tipo 2, riportando miglioramenti di glicemia, HbA1c e marker antiossidanti. Zakerkish et al. hanno usato 1500 mg/die per 8 settimane e osservato cambiamenti in insulino-resistenza e infiammazione. Le dosi sono superiori al range tipico 300–500 mg e gli studi non provano riduzione di complicanze, farmaci o eventi cardiovascolari.

Legenda livelli di evidenza

ForteModerataLimitataMista

Dosaggio indicativo

Negli studi clinici le dosi efficaci non coincidono sempre con il dosaggio commerciale tipico. Per il raffreddore sono stati usati spray oromucosali standardizzati, non semplici capsule. Nel COVID-19 ospedaliero EPP-AF è stato dato a 400 o 800 mg/die per 7 giorni. Nel diabete di tipo 2 gli studi hanno usato 900 mg/die per 12 settimane o 1500 mg/die per 8 settimane. Nelle afte ricorrenti è stato testato 500 mg/die, mentre nell’herpes il dato più forte riguarda una pomata al 3% applicata localmente. La forma più razionale è un estratto idroalcolico o secco standardizzato, perché concentra i fenoli resinici meglio della propoli grezza e consente di dichiarare polifenoli totali, flavonoidi, CAPE o artepillina C. In etichetta vanno cercati origine botanica o geografica, rapporto di estrazione, quantità per dose, standardizzazione e presenza di alcool, cere o eccipienti allergizzanti.

Sicurezza e controindicazioni

La propoli è uno degli integratori botanici più problematici sul piano allergologico. Sono descritti dermatite da contatto, cheilite, stomatite, orticaria, broncospasmo e anafilassi, soprattutto in persone allergiche a prodotti dell’alveare, pollini, balsamo del Perù, resine di conifere o con asma allergico. Va evitata in gravidanza e allattamento per assenza di dati clinici robusti. Prudenza con warfarin e acenocumarolo, e anche con apixaban, rivaroxaban, dabigatran, aspirina e clopidogrel: flavonoidi e CAPE hanno effetti antiaggreganti in modelli preclinici e possono aumentare il rischio emorragico, quindi è ragionevole sospenderla 1–2 settimane prima di un intervento. Chi usa insulina, glibenclamide, gliclazide, metformina o agonisti GLP-1 deve monitorare la glicemia se assume dosi alte come 900–1500 mg/die. Durante chemioterapia, immunosoppressori come tacrolimus o ciclosporina, o terapia oncologica orale, va discussa con l’oncologo per il rischio di interazioni non ben quantificate.

Compatibilità con altri integratori

Ingredienti che si combinano bene in uno stack.

Vitamina CZincoVitamina DEchinaceaN-acetilcisteinaQuercetinaLactobacillus rhamnosus GGMiele di Manuka

Riferimenti scientifici

Studi selezionati a supporto del profilo informativo.

  1. 1

    Zhao L, Pu L, Wei J, Li J, Wu J, Xin Z, Gao W, Guo C (2016). Brazilian Green Propolis Improves Antioxidant Function in Patients with Type 2 Diabetes Mellitus. International journal of environmental research and public health

    RCT

    Studio randomizzato di 18 settimane in pazienti con diabete di tipo 2: propoli verde brasiliana 900 mg/die non ha modificato significativamente glucosio, emoglobina glicata, insulina, aldoso reduttasi o adiponectina. Ha aumentato GSH e polifenoli totali, ridotto carbonili, lattato deidrogenasi e TNF-α, con incremento di IL-1β e IL-6.

    Visualizza su PubMed
  2. 2

    Fonseca L, Ribeiro M, Schultz J, Borges NA, Cardozo L, Leal VO, Ribeiro-Alves M, Paiva BR, Leite PEC, Sanz CL, Kussi F, Nakao LS, Rosado A, Stenvinkel P, Mafra D (2024). Effects of Propolis Supplementation on Gut Microbiota and Uremic Toxin Profiles of Patients Undergoing Hemodialysis. Toxins

    RCT

    Analisi secondaria di uno studio clinico randomizzato in pazienti in emodialisi: 400 mg/die di estratto di propoli verde per otto settimane non hanno ridotto i livelli plasmatici di tossine uremiche IAA, IS e p-CS né modificato significativamente il microbiota fecale. Sono riportate correlazioni basali tra tossine, citochine e taxa microbici.

    Visualizza su PubMed
  3. 3

    Braakhuis A (2019). Evidence on the Health Benefits of Supplemental Propolis. Nutrients

    RevisioneVia incerta

    Revisione con sintesi narrativa sulle evidenze dei benefici della propoli, basata su ricerche in Medline, Embase e Central dal 1990 al 2018, includendo studi umani con esiti sanitari. Sono discusse 63 pubblicazioni, perlopiù cellulari e animali; pochi trial umani indicano potenziale antiossidante, antinfiammatorio e cardiometabolico.

    Visualizza su PubMed
  4. 4

    Wagh VD (2013). Propolis: a wonder bees product and its pharmacological potentials. Advances in pharmacological sciences

    RevisioneVia incerta

    L’abstract descrive la propoli come miscela resinosa prodotta dalle api da sostanze vegetali, usata nell’alveare per sigillare, riparare e proteggere. Riporta fonti vegetali, soprattutto pioppo nelle zone temperate, e applicazioni antimicrobiche per raffreddore, ferite, ustioni, acne, herpes e neurodermatite, con studi indiani ancora limitati.

    Visualizza su PubMed
  5. 5

    de Freitas MCD, de Miranda MB, de Oliveira DT, Vieira-Filho SA, Caligiorne RB, de Figueiredo SM (2017). Biological Activities of Red Propolis: A Review. Recent patents on endocrine, metabolic & immune drug discovery

    RevisioneVia incerta

    Revisione sulla propoli rossa, resina prodotta da Apis mellifera raccogliendo essudato di Dalbergia ecastophyllum, considerata il 13° tipo di propoli brasiliana. La ricerca di articoli e brevetti fino ad agosto 2017 evidenzia attività antimicrobiche, antinfiammatorie, antiparassitarie, antitumorali, antiossidanti, metaboliche e nutraceutiche, ma meccanismi e composti responsabili restano non pienamente chiariti.

    Visualizza su PubMed
  6. 6

    Khalil ML (2006). Biological activity of bee propolis in health and disease. Asian Pacific journal of cancer prevention : APJCP

    RevisioneVia incerta

    Revisione sulla propoli, prodotto naturale da resine vegetali raccolte dalle api, usata nell’alveare come collante e sigillante e nella medicina popolare. Descrive attività antimicrobiche, antiossidanti, antiulcera e antitumorali, impieghi in medicina, cosmetici, alimenti e bevande, e composizione complessa con oltre 300 composti variabile per origine, periodo e fonte vegetale.

    Visualizza su PubMed

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Scheda rapida

Categoria
botanico
Evidenza massima
Moderata
Benefici
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Studi citati
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